Torre dell’Orso, cade di notte da scogliera: 22enne salvato dai Vigili del Fuoco

Un giovane di 22 anni è caduto la scorsa notte dalla scogliera alta circa sei metri a Torre dell’Orso, a Melendugno ed è stato salvato dai vigili del fuoco che si sono calati dall’alto per recuperarlo.

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno segnalavano la presenza di un corpo sul fondo della scogliera. Giunti sul posto, i vigili del fuoco con tecniche di derivazione speleo alpino fluviale lo hanno raggiunto e, una volta accertato che le condizioni di salute consentivano di trasportarlo, lo hanno imbragato, riportato in zona sicura e affidato alle cure del personale medico del 118.

Foggia, 23enne scappa al posto di blocco: poliziotto lo colpisce con un calcio in faccia – VIDEO

Un poliziotto, dopo un inseguimento prima in auto e poi a piedi, colpisce in pieno viso Leonardo Di Francesco, un giovane di 23 anni con un calcio, nonostante il ragazzo sia già a terra e immobilizzato dagli altri colleghi.

Il video, immortalato dallo smartphone di un cittadino e pubblicato su TikTok, ha fatto il giro del web. L’episodio risale al 2 aprile scorso, il giovane era alla guida senza patente.

È stata la stessa Polizia a inviare il video in Procura dopo aver disposto il trasferimento immediato dell’agente che ora è al centro di un’azione disciplinare. Il ragazzo, assieme alla sua famiglia, ha annunciato che presenterà una denuncia nei confronti non solo del poliziotto in questione, ma anche di un suo collega sempre per violenze ingiustificate.

“Mi fanno male il naso e la mascella, la schiena e un fianco – le sue parole a La Repubblica -. Non riesco a deglutire bene ma in realtà da tre giorni non ho neanche voglia di mangiare.Sono impaurito, non me la sento di restare solo e quando devo andare a firmare in caserma – perché dopo la convalida dell’arresto mi hanno dato l’obbligo di firma – mi faccio accompagnare da mia madre e mia sorella. Sapevo di non essere nel giusto, ho avuto paura e anziché fermarmi sono scappato. Ho percorso una decina di chilometri perché volevo arrivare a casa di mia madre, poi sono sceso dalla macchina perché ho capito che era inutile continuare a scappare, mi sono buttato a terra e lì un poliziotto mi ha sferrato un calcio. A colpirmi sono stati in due. Sono arrivato in Questura alle 17.40 e sono stato rilasciato, per tornare a casa agli arresti domiciliari, intorno a mezzanotte. Mi hanno colpito di nuovo, io continuavo a dire ‘scusate non lo faccio più’ ma non serviva, mi hanno tirato forte i capelli e graffiato in testa”.

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