Omicidio a Poggiofranco, arrestato Salvatore Vassalli: così è stato incastrato il killer di Mauro Di Giacomo

Emergono nuovi retroscena sull’arresto di Salvatore Vassalli, il 59enne di Canosa di Puglia incensurato arrestato perché ritenuto il responsabile della morte del fisioterapista 63enne di Bari Mauro Di Giacomo, ucciso sotto la sua casa nel quartiere Poggiofranco la sera del 18 dicembre scorso. A lui gli inquirenti sono arrivati grazie ad alcuni dettagli.

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Fisioterapista ucciso a Poggiofranco, arrestato 59enne di Canosa: l’omicidio per vendicare la figlia – VIDEO

Una delle figlie dell’indagato, nel 2020, aveva intentato una causa civile nei confronti della vittima, per responsabilità professionale, accusandolo di averle provocato lesioni personali permanenti, in occasione di una seduta di fisioterapia, svoltasi nel settembre del 2019. Di Giacomo, costituitosi nel processo, aveva negato la sua responsabilità, oltre alla disponibilità di pervenire a qualsivoglia forma di transazione.

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Omicidio a Valenzano, ingiusta detenzione per 1445 giorni: anche la Cassazione nega il risarcimento a Lagioia

L’uomo è stato arrestato e accusato di aver ucciso il genero 38enne Alessandro Leopardi con una fucilata alle spalle e di aver bruciato il suo cadavere nell’ottobre del 2014. Dopo essere stato condannato in primo grado a 17 anni di reclusione, è stato assolto in Appello e la sentenza di non consapevolezza è diventata effettiva e irrevocabile nel 2019.

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Omicidio Lello Capriati, agguato in perfetto stile Gomorra: indagini parallele con la sparatoria a Carbonara

L’inchiesta va avanti per cercare di risalire all’identità del killer e del suo complice. Le dichiarazioni della donna che era in compagnia di Capriati non hanno fin qui rivelato nulla di utile alle indagini. Al momento la pista seguita dagli inquirenti è quella che porta ad alcuni discussioni avvenute in locali e discoteche tra i giovani rampolli delle famiglie criminali baresi.

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Omicidio a Capurso, muore il 29enne Vito Caputo: chiesta condanna a 14 anni per il killer Piero Canonico

La Procura ha invocato, nel processo in corso con rito abbreviato, una condanna di 14 anni di reclusione nei confronti del 27enne Piero Canonico, accusato di aver ucciso il 16 marzo 2023 durante una rissa il 29enne Vito Caputo e ferito l’amico della vittima Fabio Domenico Chiarelli. Le accuse sono quelle di omicidio, tentato omicidio, rissa aggravata e detenzione di arma bianca. Si tornerà in aula il 29 aprile per le arringhe della difesa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Caputo sarebbe stato ucciso da Canonico con 12 coltellate. Chiarelli, che avrebbe dato il via all’inseguimento automobilistico (partito nel vicino comune di Cellamare) e alla rissa successiva, sarebbe stato ferito gravemente, sempre da Canonico, con 9 fendenti. Canonico è accusato di omicidio volontario e tentato omicidio, Chiarelli invece di rissa aggravata e violenza privata. Indagato per rissa, ma non sottoposto a misure cautelari, anche il padre di Canonico.