Luridi a Bari, smaltimento illecito dei rifiuti: da inizio anno oltre 300 sanzioni. Leccese: “È una priorità”

Continuano i controlli della polizia locale di Bari contro lo smaltimento illecito dei rifiuti. Nello specifico, il nucleo ‘anti-degrado’ dall’inizio dell’anno ha elevato 311 sanzioni.

La polizia giudiziaria ha, inoltre, trasmesso tre informative di reato all’autorità giudiziaria per discariche abusive, depositi incontrollati e gestione abusiva del ciclo dei rifiuti.

Con riferimento, invece, alle attività degli agenti del settore annona, nei primi due mesi del 2026 sono state contestate 50 sanzioni per errato conferimento di imballaggi e cartoni, due denunce penali per abbandono di rifiuti speciali, oltre a numerose sanzioni per mancata raccolta differenziata, conferimento di bustoni neri (vietati da ordinanza sindacale) e da parte di non residenti.

“Riceviamo quotidianamente sollecitazioni da parte dei cittadini che, legittimamente, chiedono di poter vivere in una città più pulita – dichiara il sindaco, Vito Leccese -. Mi arrivano segnalazioni continue di buste e cartoni abbandonati accanto ai cassonetti dei rifiuti. È giusto chiedersi se la responsabilità sia solo di Amiu. Sappiamo di dover rafforzare ulteriormente l’impegno sul fronte dell’igiene urbana, ma è altrettanto evidente che molte criticità derivano da comportamenti gravemente incivili, messi in atto da singoli cittadini e, in alcuni casi, dal personale di alcune attività commerciali. Per questo il Nucleo antidegrado della Polizia locale sta intensificando i controlli su tutto il territorio, con verifiche mirate e sanzioni, affinché l’inciviltà di pochi non si traduca nel disagio per l’intera comunità. Sradicare questo malcostume è una priorità. È un impegno concreto che prendo nei confronti dei cittadini e della città”.

Traffico internazionale di rifiuti tra Puglia, Bulgaria e Grecia: 6 arresti. Blitz a Bari, Lecce e Brindisi

Sei persone, tra autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Lecce per traffico illecito di rifiuti tra Italia Grecia e Bulgaria.

I sei arrestati (quattro in carcere e due ai domiciliari) sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti con l’aggravante della transnazionalità, spedizione e gestione illecita di rifiuti.

In totale sono 14 gli indagati. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e iniziate nel gennaio 2024, hanno portato anche al sequestro di due società, 44 mezzi e 300mila come presunto valore del profitto derivante dall’attività illecita, in cui è coinvolta la società Bri.Ecologica.

Secondo l’accusa, le attività illecite di smaltimento riguardavano rifiuti speciali non pericolosi – in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.

L’azienda coinvolta, avvalendosi di società di intermediazione del settore, per risparmiare sui costi di smaltimento non avrebbe attivato le corrette procedure di gestione dei rifiuti, prescritte dalla legge, trasportando e smaltendo migliaia di tonnellate in aziende con sede in Bulgaria e Grecia.

Ai rifiuti sarebbe stato attribuito un falso codice Cer che certificava il trasporto di plastica e gomma “recuperabili”, anziché la reale natura dei rifiuti (calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti ed altri materiali tessili), che sarebbero stati poi abbandonati, in parte anche sui terreni agricoli. I mezzi provenienti dalla società Bri Ecologica s.r.l., hanno accertato gli investigatori grazie a intercettazioni, video riprese e pedinamenti, venivano imbarcati dal porto di Brindisi, con la compiacenza di spedizionieri, con destinazione Grecia e Bulgaria. Giunti nei due Paesi, i rifiuti sarebbero stati stoccati e abbandonati all’interno di capannoni industriali dismessi.

Gestione illecita rifiuti, confiscati beni da 550mila euro a due società a Trani e Barletta: blitz della Finanza

Beni per un valore complessivo di 550mila euro sono stati confiscati a due imprese, rispettivamente di Trani e Barletta, accusate di gestione illecita di rifiuti. Si tratta di due diverse indagini, condotte dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Trani, risalenti agli ultimi tre anni.

Nello specifico, gli accertamenti investigativi relativi alla società di Barletta, attiva nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, sono iniziati nel 2021 quando fu accertata la gestione di rifiuti da materiali inerti provenienti da demolizioni in quantità 22 volte superiori rispetto al limite stoccabile autorizzato e pari a mille tonnellate.

Una irregolarità resa possibile, secondo le indagini, attraverso la realizzazione di una discarica abusiva estesa per 40mila metri quadrati e cinque volte più grande rispetto a quanto previsto dalle autorizzazioni in possesso dell’impresa.

La discarica sarebbe stata creata con l’occupazione illecita di aree due demaniali e di un’altra “senza pavimentazione impermeabilizzata” che ha provocato “il percolamento nel sottosuolo delle acque meteoriche di dilavamento dei rifiuti”, spiegano i finanzieri.

Nell’aprile 2023 il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro dell’azienda e di 534mila euro riconducibili al guadagno illecitamente ottenuto tra il 2019 e il 2021.L’altra inchiesta ha riguardato una impresa di Trani attiva nella raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro.

“L’azienda ha gestito la raccolta e la frantumazione ma non il recupero di rottami vetrosi impuri, in quantità doppia rispetto al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate”, hanno scoperto i militari, spiegando che “l’accumulo dei rifiuti era stato costantemente alimentato e incrementato fino a raggiungere altezze, di circa 8,5 metri, superiori al limite dei 3 metri di sicurezza con il potenziale rischio di cedimento franoso sulla vicina linea ferroviaria”. Anche in questo caso, il Tribunale ha disposto il sequestro del compendio aziendale e di 1,26 milioni di euro, quale profitto illecito per il triennio 2022-2024.

“Le confische di oggi arrivano al termine di percorsi processuali conclusi con l’applicazione da parte del Tribunale di Trani di una pena applicata, su accordo tra le parti, – spiegano i finanzieri – per l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti, contestata dalla Procura di Trani a carico di uno degli imprenditori”, mentre è “in fase di “definizione la posizione dell’amministratore della società coinvolta nella prima indagine”.

Scontro sulla provinciale, Aradeo sotto choc per la morte della 41enne Maria Luisa Valiani: lascia quattro figli

È Maria Luisa Valiani, 41enne di Aradeo, la vittima del tragico incidente mortale avvenuto ieri sulla provinciale che collega Casarano a Taurisano. La donna era alla guida della sua auto che si è schiantata contro un camion per la raccolta rifiuti.

La 41enne, nipote dell’attuale comandante della Polizia Locale, lascia quattro figli. L’amministrazione comunale di Aradeo ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima. “Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e lasciano senza parole. Notizie che sono tra le più difficili da accettare e da raccontare”, si legge.

“Con profondo dolore apprendiamo della tragica scomparsa di Luisa, una giovane donna di 41 anni, una mamma, una figlia, una vita spezzata troppo presto a causa di un incidente stradale – continua -. L’intera comunità si stringe con sincera commozione attorno alla sua famiglia, ai suoi figli, condividendone il dolore e lo smarrimento di fronte a una perdita così ingiusta e improvvisa. Un abbraccio affettuoso e rispettoso va alla mamma Tonia, che ha servito la nostra comunità anche nel ruolo di Assessore Comunale, e alla Comandante della Polizia Locale, legata a Luisa da un profondo vincolo familiare”.

Monopoli, maxi-multa da 18mila euro e patente sospesa per abbandono rifiuti: è uno dei primi casi in Italia

Una multa che può arrivare fino a 18mila euro e il ritiro della patente di guida: questa è la maxi stangata per un cittadino denunciato dalla Polizia Locale di Monopoli dopo essere stato sorpreso ad abbandonare rifiuti nella zona di Cala Corvino.

È uno dei primi casi in Italia in cui viene applicata la nuova normativa entrata in vigore alla fine del 2025. Oltre alla sanzione pecuniaria e alla denuncia penale, è infatti prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che può variare da quattro a sei mesi.

Soddisfazione espressa dall’associazione Plastic Free Onlus. “È una notizia che accogliamo con favore – dichiara Virginia Mazzone, referente provinciale di Bari – perché dimostra che le nuove norme possono essere applicate con efficacia, se supportate da un controllo attento del territorio e da una cittadinanza consapevole. Chi abbandona rifiuti deve sapere che oggi rischia molto più di una semplice multa”.

“La battaglia contro l’inciviltà ambientale si vince sul campo – aggiunge -. Come referenti Plastic Free lo vediamo ogni giorno: organizziamo appuntamenti di pulizia e troviamo frigoriferi, copertoni, rifiuti edili, bombole di gas e sacchi neri pieni di ogni genere di scarto. Quello che è accaduto a Monopoli deve rappresentare un precedente: la provincia di Bari non può più tollerare chi inquina impunemente. Servono controlli costanti in tutte le aree rurali, costiere e periferiche”.

Da Rutigliano a Palo, secondo vasto incendio alla Gm Service: in fiamme nella notte plastica e cartone

Un altro vasto incendio nel Barese dopo quello che ha colpito sabato il capannone della General Trade a Rutigliano. Questa volta il rogo è divampato nella notte nel cortile esterno della Gm Service, un’azienda che si occupa di stoccaggio e trattamento dei rifiuti a Palo del Colle, al confine con Modugno.

I Vigili del Fuoco sono al lavoro dalle 1.30 di questa notte per spegnere le fiamme. Una linea di cavi ad alta tensione, dopo essere caduta, ha bloccato una delle strade di accesso al cortile.

I Vigili del Fuoco sono riusciti comunque a intervenire contenendo l’incendio. A fuoco cartone e plastica presenti all’esterno, il capannone non è stato intaccato dalle fiamme.

Sei cavi dell’alta tensione sono caduti e questo ha causato un blackout nella zona industriale. Sul posto sono giunti diverse squadre con tre autobotti di supporto, mentre l’Arpa è già al lavoro per monitorare la qualità dell’aria. Non si registrano danni a persone.

Il sindaco di Palo, Tommaso Amendolara, ha raccomandato alla cittadinanza “in attesa di ricevere dati ufficiali da Arpa Puglia, di tenere porte e finestre chiuse”.

Incivili a Bari, rifiuti fuori orario e mancata raccolta differenziata: 242 multe a novembre. Colpiti cittadini e locali

L’assessora alla Vivibilità urbana e alla Protezione civile Carla Palone rende noto il report delle attività di controllo condotte sul territorio cittadino dagli agenti della Polizia locale dal 1° al 30 novembre.

Con riferimento al monitoraggio relativo all’igiene urbana, sono state elevate complessivamente 242 sanzioni. Nel dettaglio, 61 sono le violazioni legate al conferimento rifiuti fuori orario, 16 le sanzioni comminate per mancata raccolta differenziata (tra privati, pubblici esercizi e attività commerciali), 49 per materiale / ingombrante / rifiuti irregolari depositati su sede stradale, 2 per deposito incontrollato di cartoni, 8 per conferimento di rifiuti nei sacchi neri (vietati da apposita ordinanza sindacale), 30 i verbali elevati nei confronti di cittadini non residenti a Bari colti a conferire rifiuti nei cassonetti della città, 20 per abbandono di rifiuti sulla pubblica via (nelle zone di start up), una sanzione per abbandono di piccoli rifiuti su strada o per il mancato posizionamento di posacenere davanti alla propria attività commerciale.

Sono state 12, invece, le sanzioni elevate a pubblici esercizi che hanno lasciato fuori dal locale (chiuso) contenitori per la differenziata sulla sede stradale accantonati senza effettuare correttamente la raccolta, mentre in un caso un pubblico esercizio ha depositato rifiuti senza effettuare la differenziata. In tre casi, infine, proprietari di immobili o fabbricati non hanno provveduto alla rimozione di accumuli di guano, con pulizia e disinfestazione.

“Il report dei controlli della Polizia Locale di Bari è lo specchio di una città che cresce ogni giorno di più, nella sua complessità e con nuove sfide, e che ha bisogno di tutto il nostro impegno per garantire il rispetto delle regole e la valorizzazione del senso civico collettivo, in ogni settore della vita comunitaria – commenta l’assessora Carla Palone -. Continuiamo, purtroppo, a registrare tante, troppe violazioni in tema di abbandono di rifiuti ingombranti e per l’odioso fenomeno della migrazione dei sacchetti. L’impegno da parte dell’amministrazione, però, sulla diffusione di campagne di sensibilizzazione e di promozione dei comportamenti virtuosi è massimo e incontra, per fortuna, la collaborazione determinante di tanti cittadini”.

Sversa i rifiuti nel piazzale, sequestrata azienda recupero rottami a Foggia: denunciati i responsabili

Un’azienda che si occupa del recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici alla periferia di Foggia sversava i rifiuti sul proprio piazzale. Lo hanno scoperto i militari del nucleo operativo Polizia ambientale della capitaneria di porto di Manfredonia che hanno posto sotto sequestro l’area.

Stando a quanto si apprende, i militari, durante un controllo delle autorizzazioni concesse alla società, hanno verificato che le attività poste in essere “erano in palese contrasto con le normative di settore in materia ambientale in quanto il piazzale aziendale era privo di impermeabilizzazione e i rifiuti, senza alcuna copertura ed esposti alle intemperie, producevano percolato che si versava sul piazzale.

Non erano presenti i formulari di carico e scarico degli stessi rifiuti”. I responsabili dell’azienda sono stati denunciati per gestione illecita di rifiuti. L’area è stata sottoposta a sequestro, spiegano i militari in una nota, a seguito della mancanza dei requisiti per proseguire l’attività e il potenziale pericolo per l’ambiente.

Bari, rifiuti in fiamme nella cava a Carbonara: area sequestrate e maxi multe. La titolare incastrata dal drone – FOTO

Nuova operazione dei Carabinieri Forestali contro le combustioni illecite nel Barese. A Carbonara, in una cava in esercizio utilizzata da un’azienda di recupero rifiuti, i militari del NIPAAF di Bari – con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara – hanno individuato un vasto sito in cui avvenivano ripetuti roghi di materiali plastici, scarti edili e residui vegetali.

L’intervento è scattato dopo un’indagine condotta con l’ausilio di un drone in dotazione ai Carabinieri forestali, che ha permesso di documentare le numerose combustioni avvenute nell’area. Quando i militari hanno effettuato l’accesso, era in corso l’ennesimo incendio: una colonna di fumo nero si stava alzando dalla combustione di rifiuti misti.

All’interno dell’azienda sono stati trovati accumuli di rifiuti ben oltre i limiti autorizzati, depositati su superfici prive di adeguata pavimentazione. Riscontrata anche l’assenza di un impianto per il trattamento delle acque meteoriche, elemento essenziale per evitare la dispersione di sostanze inquinanti nel suolo.

Disposta anche la sospensione dell’attività imprenditoriale dopo aver verificato la presenza di lavoratori in nero in percentuale superiore al 10%.  Emerse anche ulteriori irregolarità legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, con la contestazione di un’ammenda di circa 30mila euro e sanzioni amministrative per un totale di 6.400 euro.

La titolare dell’azienda è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per discarica abusiva, combustione e traffico organizzato di rifiuti, oltre che per inquinamento ambientale. L’intera area di 30mila metri quadrati è stata posta sotto sequestro.

Traffico di rifiuti e non solo, annuncio del ministro Piantedosi: “Alla Puglia 6,5 milioni per la videosorveglianza”

“Ci vuole sicurezza a Foggia come altrove. Abbiamo fatto un’analisi molto importante con l’ausilio anche dell’autorità giudiziaria e con tutte le articolazioni delle istituzioni dello Stato, anche con la sindaca e il presidente della provincia. Faremo dei seguiti e non è escluso che ci vedremo anche a Roma”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando con i giornalisti al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato ieri presso la prefettura di Foggia per fare il punto sulla situazione della criminalità e della sicurezza nel capoluogo dauno e in provincia.

Il ministro ha partecipato anche all’evento pubblico dedicato alla solidarietà e al contrasto all’usura nella provincia di Foggia organizzato dalla fondazione antiusura Buon Samaritano che celebra i suoi 30 anni di attività.

“Abbiamo affrontato il tema delle mafie territoriali e l’esigenza del rafforzamento di task force centrali, l’implementazione di alcuni supporti tecnologici come la videosorveglianza richiesta soprattutto per alcuni tipi di reati come il traffico dei rifiuti. Noi siamo in prossimità di un accordo – ha continuato il ministro – con la Regione Puglia che doterà la stessa regione di una quota importante di fondi di sviluppo e coesione del ministero dell’Interno, 6 milioni e mezzo da destinare a questa tipologia di interventi in ambito regionale con un occhio di riguardo alla provincia di Foggia”.