Blitz di Antonio in struttura: “Ti porto a vedere casa”. Lello: “È mia non riuscirai a venderla”

Dalle lacrime ai sorrisi. Un’uscita improvvisa per Lello dopo il blitz di Antonio e Tino in struttura. Il compare presto vedrà a che punto sono i lavori di ristrutturazione della sua casa. Un’uscita diversa dalle solite, spensierata dopo la crisi dei giorni scorsi, con la speranza che Lello possa realmente prendere consapevolezza del futuro.

Il senso di Quinto Potere, da Venezia una spallata all’omertà: “Ho trovato il coraggio di reagire”

Riceviamo ogni giorno decine di messaggi di sostegno da parte di chi ci segue con affetto e stima. Tra questi ce n’è uno che ci ha particolarmente colpito e che vogliamo condividere con tutta la nostra community, per rispondere una volta per tutte anche ad una domanda frequente che spesso ci fanno: “Qual è il senso del lavoro di Quinto Potere?”. A rispondere è un nostro seguace di Venezia.

Bari, incendia il pianerottolo di casa. Dentro la figlia, il nipotino e l’ex marito: 53enne finisce in una struttura di cura

Ha incendiato il pianerottolo dell’abitazione della figlia dopo aver cosparso il pavimento di benzina, mettendo in pericolo la donna, l’ex marito e il nipotino minorenne presenti in casa. Per questo una 53enne della provincia di Bari è stata sottoposta a misura cautelare in una struttura di cura.

L’episodio più grave risale al primo pomeriggio del 9 marzo scorso. La donna si sarebbe presentata sotto casa della figlia intimando: “Aprite la porta o vi do fuoco”. Poco dopo avrebbe appiccato le fiamme, con il liquido infiammabile che è penetrato anche all’interno dell’appartamento. L’intervento tempestivo di carabinieri e vigili del fuoco ha evitato conseguenze più gravi, mettendo in salvo i presenti. La 53enne è stata rintracciata poco dopo in stato confusionale.

Secondo le indagini, l’incendio è l’ultimo episodio di una serie di atti persecutori avvenuti tra gennaio e marzo 2026: minacce di morte rivolte alla figlia, all’ex marito e al nipotino, oltre a molestie tramite social network. A far partire l’inchiesta è stata la denuncia della figlia, presentata due giorni dopo i fatti.

La gip di Bari Gabriella Pede, che ha disposto il ricovero, non ha ravvisato gravi indizi per il reato di tentato omicidio aggravato ipotizzato dalla Procura. Alla donna sono contestati invece incendio e stalking. Nell’ordinanza si evidenzia una «personalità violenta», alimentata dal risentimento verso la figlia, ritenuta responsabile della fine del matrimonio.

La 53enne, in cura dal 2017 presso il centro di salute mentale di Casamassima per depressione cronica, è assistita dall’avvocato Giuseppe De Luca e sarà interrogata nei prossimi giorni.

“Tua figlia rischia l’arresto”, consegna soldi e gioielli a “conoscente di famiglia”: anziana truffata a Conversano

Ancora una truffa ai danni di una persona anziana scuote la comunità cittadina. Questa volta il raggiro è avvenuto in via Lacalandra, dove una donna di circa ottant’anni è stata vittima di un inganno ben orchestrato, che le è costato denaro e gioielli per un valore di alcune migliaia di euro.

Tutto è iniziato con una telefonata: dall’altro capo della linea, un giovane si è finto un conoscente di famiglia, annunciando con tono concitato che la figlia della donna rischiava l’arresto. Per evitare conseguenze penali, le è stato chiesto di raccogliere immediatamente tutto ciò che aveva di valore.

Colta dal panico e preoccupata per la sorte della figlia, l’anziana ha seguito le istruzioni senza esitazione. Dopo aver fornito il proprio numero di cellulare, è stata invitata a restare in contatto costante fino all’arrivo di un uomo incaricato di ritirare il denaro e i gioielli. Poco dopo, lo sconosciuto si è presentato alla porta, portando a termine la truffa.

Solo in seguito, compreso l’inganno, la donna ha allertato i familiari e denunciato l’accaduto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.

Stalking e violenze, a Bari confermata la condanna di un anno e 8 mesi all’ex compagno: la vittima sarà risarcita

La Corte d’Appello di Bari ha confermato la condanna a un anno e otto mesi di reclusione nei confronti di un uomo accusato di stalking aggravato ai danni della sua ex compagna. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2018 e il 2020 e si sono verificati nella provincia di Bari.

Secondo quanto emerso, l’imputato avrebbe perseguitato la donna con pedinamenti, continui messaggi e telefonate, arrivando anche a insultarla dopo che lei aveva manifestato l’intenzione di interrompere la relazione.

In un episodio particolarmente grave, scaturito da motivi di gelosia per una mancata risposta al telefono, l’uomo avrebbe aggredito la vittima con calci e schiaffi, stringendole le mani al collo e minacciandola di morte.

Già condannato in primo grado nel 2024 con rito abbreviato, l’uomo ha visto confermata la sentenza anche in appello. Il giudice ha inoltre disposto il risarcimento dei danni sia alla vittima, sia all’associazione Gens Nova, costituitasi parte civile.

Non paga e manomette le auto a noleggio, Caputi re della truffa non la spunta: pignorati 12mila euro

Torniamo a parlare di Maurizio Antonio Caputi, o se preferite Antonio Lovero, e delle sue meravigliose avventure. C’è un filone a parte della nostra inchiesta sulle eco casette che riguarda il noleggio dei mezzi. Una grande azienda purtroppo per diversi mesi ha avuto a che fare con il re delle truffe. Indovinate un po’?

Il noleggio non veniva pagato, in alcuni i casi i mezzi non tornavano alla base e in altri ancora venivano restituiti con alcuni pezzi mancanti. Caputi ha accumulato un debito di 12mila euro. Ecco come è andata a finire.

Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

Quintali di mascherine e test Covid buttati in campagna, risolto il giallo: ecco da dove vengono

Un altro mistero risolto, almeno a livello mediatico. Siamo tornati a Binetto, da Rocco, per raccontare gli sviluppi dell’abbandono di cartoni di mascherine e test Covid in campagna e nella sua proprietà, trasformata in una discarica a cielo aperto.

Se a Palo era stata presa di mira una strada, nel caso di Binetto è rimasta coinvolta la proprietà privata di Rocco, chiamato a risolvere al momento da solo il problema della smaltimento.

Grazie ad una telefonata, siamo riusciti però a risalire all’origine dei materiali abbandonati, ai responsabili di questo scempio ambientale e abbiamo allertato le Forze dell’Ordine.  In attesa dei tempi biblici delle indagini e della giustizia, Quinto Potere però non si ferma qui.

Spaccio di droga nel giardino, resistenza a pubblico ufficiale e fuga spericolata in centro: 3 arresti a Bari

La Polizia di Stato, nel corso dell’ultimo fine settimana, ha intensificato i servizi di controllo del territorio a Bari, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e prevenire fenomeni di illegalità.

Nel corso delle attività, svolte dalle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sono state identificate 526 persone di cui 175 con precedenti di polizia e 33 stranieri, controllati 168 veicoli; Sono state elevate 7 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.

L’attività ha inoltre portato all’esecuzione di 3 perquisizioni personali, con il deferimento in stato di libertà di 6 persone per reati quali danneggiamento, furto aggravato, detenzione di sostanze stupefacenti, possesso illegale di un coltello a serramanico ed evasione.

Nel medesimo contesto, sono stati effettuati 3 arresti, di cui 2 per reati di resistenza a pubblico ufficiale e per aver messo in pericolo l’incolumità altrui con una fuga pericolosa a bordo delle proprie auto per le vie del centro, e la terza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in un noto giardino cittadino. Infine è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere di un cittadino straniero minore, associato all’istituto penitenziario per minorenni.

Sono stati altresì eseguiti controlli amministrativi presso esercizi pubblici, tra cui un centro scommesse, al fine di verificare il rispetto della normativa vigente, ove sono state controllate 9 persone. Le attività di prevenzione e controllo del territorio proseguiranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di sicurezza e contrastare ogni forma di illegalità.

Malamovida a Bari, più videosorveglianza e controlli nelle ore notturne. Un codice di comportamento per i locali

Potenziamento della videosorveglianza dentro e fuori i locali di intrattenimento, vigilanza sul rispetto delle regole relative al divieto di somministrazione di alcolici ai minorenni e di introduzione in bar ed esercizi commerciali di armi e droga, maggiore presenza delle forze dell’ordine.

Sono queste alcune delle misure contenute nel protocollo di intesa sottoscritto oggi a Bari da prefetto, sindaco e associazioni di categoria per prevenire i fenomeni di movida molesta.

Il documento rappresenta il culmine di un percorso di confronto che ha coinvolto anche i residenti dei quartieri della città dove si concentrano i luoghi di intrattenimento serale e notturno soprattutto di giovani, anche a seguito dell’aumento di episodi di violenza, come risse e aggressioni.

“Questo fenomeno deve essere governato attraverso un impegno rafforzato di tutti – ha detto il prefetto di Bari, Francesco Russo – per consentire un sereno sviluppo dei momenti di divertimento, in uno spirito di collaborazione”. La firma del protocollo, secondo il sindaco Vito Leccese, rappresenta “l’inizio di una nuova stagione di condivisione responsabile. Il fenomeno dell’intrattenimento serale e notturno per Bari deve essere una opportunità. Animare strade e piazze non deve essere un elemento penalizzante, perché anzi significa anche prevenire fenomeni di insicurezza”.

“Si fa un passo avanti insieme, forze di polizia, gestori dei locali, amministrazione e cittadini” ha detto il questore, Annino Gargano, assicurando “presidi fissi delle forze di polizia soprattutto nei fine settimana” e che “qualunque forma di illegalità e azione violenta sarà sanzionata”, prevedendo anche meccanismi premiali per gli esercenti “virtuosi”.

Alla firma del protocollo erano presenti anche i vertici territoriali di carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, oltre ai rappresentanti delle associazioni firmatarie (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Comitato per la salvaguardia degli esercenti attività commerciali nella zona Umbertina). L’intesa, della durata di un anno, riguarda tutto il territorio cittadino e sarà oggetto di monitoraggio sotto il coordinamento della Prefettura.