Folle inseguimento in tangenziale a Bari, auto si schianta contro palo all’Ikea: arrestato dalla Polizia

Attimi di tensione ieri pomeriggio a Bari dove si è verificato un inseguimento sulla tangenziale in direzione sud, concluso poi all’altezza dell’Ikea. Un’auto è finita contro un palo dell’Enel all’altezza dello svincolo per Taranto.

Un uomo è stato estratto dalla vettura ferito ed è stato bloccato dagli agenti di Polizia, prima di essere soccorso da un’ambulanza e di essere condotto in ospedale.

Gli agenti hanno poi perlustrato l’area circostante alla ricerca di eventuali complici e di oggetti (armi o refurtiva) che il conducente ha tentato di disfare durante la fuga.

 

Rapina in casa a Bitonto, apre cassaforte con fiamma ossidrica. Incastrato dal Dna: arrestato 32enne pregiudicato

La Polizia di Stato ha arrestato un 32enne locale, pluripregiudicato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, per furto aggravato in abitazione e porto illegale di arma comune da sparo.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’uomo avrebbe commesso un furto in abitazione nell’ottobre 2024. Nella circostanza, utilizzando una fiamma ossidrica, sarebbe riuscito a sventrare una cassaforte sottraendo oro, contanti e una pistola con munizioni.

Sul luogo del delitto fu rinvenuto un frammento di guanto, dal quale, attraverso le analisi di laboratorio, è stato possibile isolare un profilo DNA compatibile con quello del sospettato, già censito nelle banche dati. L’arrestato, già in regime di detenzione domiciliare, è stato quindi trasferito presso il carcere di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Rissa al luna park a Grottaglie, accoltellati due giovanissimi tra la folla: arrestato 16enne. Si è costituito

Un 16enne è stato arrestato perché ritenuto responsabile dell’accoltellamento avvenuto alla festa di San Ciro a Grottaglie. Risponde di tentato omicidio e lesioni personali.

Il minorenne è stato trasferito nel Centro di prima accoglienza per minorenni di Lecce. Nella rissa sono rimasti feriti un 16enne e un 20enne, finiti in ospedale a Taranto.

La polizia si è messa subito sulle tracce del responsabile, il ragazzo poi si è presentato in Commissariato col padre e col suo avvocato.

Stalking e minacce di morte all’ex sul luogo di lavoro, arrestato 49enne a Taranto: aveva un coltello

Si è presentato sul luogo di lavoro dell’ex convivente e l’ha minacciata di morte. Aveva con sé un coltello a serramanico di grosse dimensioni.

Per questo i carabinieri della compagnia di Taranto hanno arrestato in flagranza e messo ai domiciliari un 49enne del posto, ritenuto responsabile di atti persecutori.

La vittima, una 44enne, ha contattato il 112 cogliendo la gravità della situazione e permettendo l’immediato intervento dei militari che hanno bloccato e perquisito l’uomo trovandogli indosso il coltello.

Nel formalizzare la denuncia, la donna ha ricostruito un contesto definito allarmante: da circa un anno, dal marzo 2025, l’ex compagno avrebbe messo in atto comportamenti vessatori continui, tra minacce e aggressioni fisiche, mai denunciati prima per paura di ritorsioni.

Alla luce degli elementi raccolti, è stato attivato il protocollo Codice Rosso, garantendo tutela immediata alla vittima e avviando le procedure previste per i casi di violenza e stalking. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

Prende per il collo l’ex ragazza di 19 anni fino a farle perdere conoscenza: arrestato 26enne a Porto Cesareo

Un 26enne è stato arrestato a Porto Cesareo con l’accusa di aver aggredito l’ex fidanzata di 19 anni. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, lo scorso 19 gennaio scorso tra i due si è verificata una discussione in seguito alla fine della relazione sentimentale.

Al termine il 26enne avrebbe afferrato la ragazza al collo, stringendo con forza fino a farle perdere conoscenza per alcuni istanti. La giovane sarebbe poi caduta a terra, rimanendo sola fino al risveglio.

La vittima si è recata in ospedale a Copertino, qui i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico compatibile con la sua denuncia. Le indagini avviate prontamente hanno portato alla richiesta della misura cautelare e all’arresto dell’ex fidanzato.  Predisposti anche servizi di vigilanza nei luoghi da lei frequentati. 

Bari, arrestato l’autore delle spaccate in centro: è un 37enne marocchino. Catturato in piazza Eroi del Mare – VIDEO

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino marocchino di 37 anni, con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, in quanto ritenuto il responsabile di una serie di furti perpetrati con la tecnica della “spaccata” che, nelle ultime settimane, avevano interessato alcuni esercizi commerciali della città. Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

L’arresto è il risultato dei molteplici servizi disposti dal Questore che hanno visto impiegati equipaggi della Squadra Volante e della Squadra Mobile al fine di individuare e rintracciare il soggetto responsabile di molteplici furti avvenuti ai danni di esercizi commerciali e, in un caso, di un locale all’interno del quale venivano offerti servizi di erogazione di energia elettrica, compiuti con la medesima tecnica, quella della c.d. “spaccata”, ovvero mediante la rottura e lo sfondamento di vetrine.

Gli interventi effettuati sul luogo delle effrazioni dal personale della Squadra Volante e i successivi accertamenti svolti dalla Squadra Mobile nelle scorse settimane in occasione dei vari episodi hanno consentito di poter acquisire una serie di elementi a carico dell’indagato. In particolare, venivano ricostruiti quattro episodi di furto consumati tra il 16 dicembre e il 26 gennaio focalizzandosi sulla visione delle telecamere e, in alcuni casi, grazie ad alcune tracce rinvenute sul luogo del furto rilevate dal personale della Polizia Scientifica.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Una volta identificato il presunto autore, proprio il giorno 26 gennaio, dopo l’ultima incursione notturna presso un noto ristorante del centralissimo Corso Vittorio Emanuele, sono stati intensificati gli appositi servizi finalizzati al suo rintraccio dato che si trattava di un soggetto senza fissa dimora, di fatto irreperibile.

Tale ricerca che ha visto impiegati sia equipaggi della Squadra Volante che della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile di Bari, ha consentito di poter individuare il sospettato. In particolare, i poliziotti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” rintracciavano il soggetto presso i giardini di piazza “Eroi del Mare” e lo accompagnavano in Questura.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Contestati i quattro casi di furto e, considerato il pericolo di fuga, sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha provveduto alla convalida del provvedimento disponendo la misura della custodia cautelare in carcere.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito del fermo, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Rapina finita male, 40enne di Brindisi ucciso allo stadio San Nicola: caso risolto 25 anni dopo. Un arresto – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico di uno indagato, accusato di omicidio in concorso, aggravato dai motivi abietti, dalle condizioni di minorata difesa e dal fine di eseguire una rapina a mano armata.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari per mezzo di intercettazioni, servizi mirati di osservazione e accertamenti scientifici, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato, peraltro pregiudicato per delitti contro la persona, e di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio di un 40enne originario di Brindisi.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), è emerso che i tre indagati, uno dei quali nel frattempo deceduto e un altro divenuto collaboratore di giustizia, seguendo un collaudato modus operandi, nella notte del 4 maggio 2002 avevano programmato una rapina a mano armata (utilizzando una pistola legalmente detenuta da uno di loro) ai danni di fruitori di prestazioni sessuali a pagamento frequentanti la zona dello stadio di San Nicola di Bari.

Nell’occasione, uno degli indagati indusse la vittima ad appartarsi in zona isolata e priva di illuminazione pubblica, favorendo così l’intervento dei due complici, i quali si avvicinarono al veicolo per commettere la rapina, venendo però visti dalla vittima che, nel tentativo di scendere dal mezzo per fuggire, venne colpita da almeno quattro colpi di arma da fuoco, esplosi dall’odierno arrestato con una pistola cal. 9×21 regolarmente detenuta dall’altro complice.

Dopo la letale azione di fuoco, gli indagati perquisirono l’autovettura della vittima spostando i capi di abbigliamento, poi spostarono il mezzo di alcune centinaia di metri per renderlo meno visibile ed abbandonarlo, lasciando però delle impronte digitali poi risultate decisive. Dopo circa venti giorni dall’omicidio, per cancellare eventuali tracce, gli indagati incendiarono l’auto utilizzata per la tentata rapina.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Decisivi, al fine della completa ricostruzione della fase omicidiaria e dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, i contributi forniti proprio da uno dei partecipanti all’azione delittuosa, divenuto successivamente collaboratore di giustizia, e le risultanze emerse dagli accertamenti scientifici dattiloscopici svolti sulle impronte digitali e palmari di uno degli indagati, rilevate sul veicolo della vittima.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne arrestato per tentato omicidio

Un professionista barese di 48 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Montemurro su richiesta della pm Isabella Ginefra, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito l’uomo avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”. Per la giustizia italiana invece ha cercato di ucciderla.

La donna ora è ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti. La pm Ginefra ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento del figlio alla madre, ricoverata nel mentre in ospedale. L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico ed è finito agli arresti domiciliari.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Bari, droga trovata nel garage: arrestato pusher 20enne a San Girolamo. La “soffiata” alla Polizia su Youpol

Nei giorni scorsi, a Bari, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un barese di 20 anni, con precedenti di polizia legati al mondo della droga, ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’arresto trae origine da una segnalazione giunta alla Questura di Bari, attraverso il canale comunicativo “Youpol”, con la quale veniva comunicata la presenza di un borsone contenente droga all’interno di un condominio sito nel quartiere “San Girolamo”. L’applicazione “Youpol”, come noto, consente ai cittadini di interagire direttamente con la centrale operativa della Questura, sotto forma di messaggi, al fine di segnalare, anche in forma anonima, eventi di rilievo e/o notizie di reato.

Acquisita l’informazione, personale della sezione “Anti-Droga” della Squadra Mobile di Bari ha posto in essere un servizio di osservazione nei pressi dello stabile, al fine di individuare il detentore del borsone e del suo contenuto. I poliziotti appostati hanno notato il 20enne, nel garage condominiale seminterrato, avvicinarsi al borsone all’interno del quale, a seguito di una perquisizione, è stata rinvenuta sostanza stupefacente del tipo hashish. I successivi controlli, estesi all’intera area, hanno consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, sempre del tipo hashish, nascosta nella contro soffittatura del garage.

Complessivamente, la sostanza stupefacente sequestrata, che si presentava in parte sotto forma di panetti ed in parte in piccole dosi pronte per essere commercializzate, è risultata avere il peso di poco meno di un chilogrammo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Pistola, proiettili e documenti falsi in casa. Arrestato latitante albanese a Fasano: era ricercato dal 2022

I finanzieri del GICO del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno arrestato a Fasano un cittadino albanese, latitante internazionale, destinatario di un mandato di cattura emesso il 10 marzo 2022 dal Tribunale Penale di Lushnja.

Doveva scontare due anni di reclusione per possesso illegale di armi ed esplosivi, reato commesso nel 2015 all’interno di un bar in Albania. Alla vista dei militari, il latitante è stato fermato e gli è stato notificato il provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e quattro proiettili nel caricatore, oltre a documenti falsi che gli consentivano di coprire la latitanza.

Per detenzione abusiva di armi e munizioni sul territorio nazionale, l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi e condotto nel carcere locale in attesa di giudizio. Sono in corso accertamenti sulla responsabilità di una connazionale che gli ha offerto ospitalità.