Bari, ferma un giovane studente in piazza Umberto e gli ruba le sigarette: arrestato 24enne egiziano

Momenti di tensione nel centro di Bari, dove un cittadino egiziano di 24 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di rapina. Il giovane è stato bloccato in via Prospero Petroni al termine di un intervento scattato pochi minuti dopo l’aggressione.

Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe fermato uno studente nei pressi di Piazza Umberto I, sottraendogli alcuni pacchetti di sigarette. Alla richiesta di restituzione avanzata dalla vittima e da un suo amico, il 24enne avrebbe reagito con violenza e minacce, riuscendo inizialmente ad allontanarsi.

L’immediata segnalazione ha consentito ai militari dell’Arma di intervenire rapidamente e di rintracciare il presunto responsabile poco distante, in via Prospero Petroni, dove è stato fermato e arrestato. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Bitetto, lite tra due anziani degenera. Esplosi colpi da fucile a canne mozze: un arresto

I Carabinieri della Stazione di Bitetto (BA) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Bari e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari un uomo ritenuto responsabile di minacce aggravate e porto illegale di un fucile a canne mozze (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

I fatti si sono verificati a Bitetto (BA) nella tarda serata del 6 aprile, quando è stata segnalata l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in Piazza Aldo Moro.

All’esito di accertamenti dei militari della locale Stazione e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, è stato possibile identificare e raccogliere riscontri nei confronti dell’indagato in ordine ai fatti contestati ed il movente passionale all’origine del gesto.

Sono stati acquisiti video da telecamere del sistema di videosorveglianza della cittadina che hanno permesso di ricostruire le fasi del delitto, compresa l’esplosione di almeno un colpo d’arma da fuoco che non ha colpito la vittima grazie alla sua reazione.

L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto dei reati che avvengono sul territorio della Provincia di Bari.

Bari, blitz dei Carabinieri a Carbonara. Trovati fucili e munizioni nascosti in casa: arrestata 40enne

Negli ultimi giorni, nei quartieri baresi di Carbonara e Ceglie del Campo, all’esito di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, armi e fenomeni di illegalità diffusa, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo e della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara hanno arrestato in flagranza una 40enne, ritenuta responsabile (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di detenzione illegale di arma comune da sparo e munizioni.

Nello specifico, nel corso di una perquisizione eseguita presso la sua abitazione di Carbonara, i Carabinieri hanno rinvenuto un fucile cal. 22 caricato con 4 proiettili e dotato anche di sistema ottico di precisione. Lo stesso era ben occultato in un armadio in legno vicino la porta di ingresso dell’abitazione.

Durante le ricerche i militari hanno altresì individuato un secondo fucile, ad aria compressa a piombini, una canna di pistola priva di matricola e altri 25 proiettili di diverso calibro. Sull’arma verranno eseguiti accertamenti balistici volti a verificare un suo eventuale utilizzo in pregressi fatti delittuosi mentre la donna, concluse le attività di polizia giudiziaria, è stata dichiarata in stato di arresto e sottoposta agli arresti domiciliari.

Un’ulteriore attività è stata realizzata dai Carabinieri dei due menzionati reparti a Ceglie del Campo. In un appartamento disabitato del centro storico sono stati sequestrati 35 grammi di cocaina suddivisi in 51 involucri, 110 grammi di hashish, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento della sostanza stupefacente, un telefono cellulare privo di scheda sim e 100 € in contanti ritenuti provento dell’illecita attività di spaccio.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Le sostanze stupefacenti saranno analizzate dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Nucleo Investigativo Carabinieri di Bari.

L’operazione rientra in un più ampio contesto di controllo del territorio attuato con frequenza anche nei quartieri periferici della città, volto a prevenire e reprimere attività illecite spesso riconducibili a circuiti criminali radicati e in grado di generare profitti illeciti, con conseguente pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Aggredisce la mamma di 62 anni e la sorella: arrestato 42enne a Ginosa. Attivato il codice rosso

Ha aggredito la madre e la sorella al culmine dell’ennesimo episodio di violenza domestica: per questo un 42enne è stato arrestato in flagranza dai carabinieri a Ginosa, nel Tarantino, con l’accusa di atti persecutori e lesioni personali.

I militari, con il supporto dei colleghi della compagnia di Castellaneta, sono intervenuti nell’abitazione trovando le due donne in forte stato di agitazione. Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe presentato a casa della madre, 62 anni, aggredendo entrambe in una discussione per dissidi familiari.

Le verifiche hanno fatto emergere un quadro di violenze ripetute nel tempo.
 a madre, ferita, è stata trasportata all’ospedale di Castellaneta per le cure. I carabinieri hanno quindi attivato le procedure del codice rosso.

Monopoli-Foggia, folle finale nel derby pugliese di Serie C: invasione degli ultras rossoneri. Un tifoso arrestato

Attimi di tensione nel finale de derby pugliese di Serie C tra Monopoli e Foggia, disputato ieri allo stadio Veneziani. La partita è stata infatti sospesa a lungo per l’invasione di campo di alcuni tifosi ospiti, che hanno provocato panico con aggressioni e fumogeni. I giocatori si sono rifugiati negli spogliatoi o dietro i cartelloni pubblicitari.

Da alcune immagini postate sui social, si vede che uno steward è stato colpito da uno schiaffo, mentre i giocatori di entrambe le squadre fuggivano negli spogliatoi. Tra teppisti ed atleti non vi è stato alcun contatto fisico.

L’invasione di campo ha provocato la sospensione della partita per una decina di minuti, la partita è stata interrotta fino a quando la normalità non è stata ripristinata dall’intervento delle Forze dell’Ordine. Un uomo è stato arrestato dagli agenti, un altro è stato bloccato nei pressi di una porta.

La partita è stata vinta dalla squadra di casa con il risultato di 1-0 grazie al goal decisivo di Fall. Il Foggia è ormai ad un passo dalla retrocessione in Serie D.

Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: arrestato 47enne senzatetto. L’aggressione shock ripresa

A Barletta è stato arrestato un uomo di 47 anni, senza fissa dimora, ritenuto responsabile dell’omicidio di un Jacopo Musti, clochard di 49 anni, deceduto sabato pomeriggio dopo un brutale pestaggio.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, l’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 10 aprile. La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con pugni e calci, molti dei quali alla testa, per diversi minuti, senza possibilità di difendersi.

Anche quando l’uomo era ormai inerme su una panchina, l’aggressione sarebbe proseguita, sotto gli occhi indifferenti dei passanti. Il 49enne è morto il giorno seguente nel reparto di rianimazione dell’ospedale cittadino. Decisivi per le indagini i filmati delle telecamere di sorveglianza e alcuni messaggi audio che il presunto responsabile avrebbe inviato a un conoscente.

Omicidio a Torre Canne, ucciso il 41enne Eros Rossi. Arrestato il killer: ha confessato

Un 40enne è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Fasano e del nucleo Investigativo di Brindisi con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio avvenuto nella notte a Torre Canne, frazione di Fasano (Brindisi).

È stato lo stesso presunto killer di Eros Rossi, di 41 anni, a contattare le forze dell’ordine confessando l’omicidio avvenuto nell’immobile dove la vittima era agli arresti domiciliari per droga.

Secondo una prima ricostruzione, tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite, fino ad una colluttazione nel corso della quale l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima in diverse parti del corpo con un oggetto contundente, tra le l’ipotesi un cacciavite, causandone la morte.

Pretende i soldi per compare la droga dalla madre, la minaccia e aggredisce: arrestato. Non era la prima volta

Un 27enne di Ginosa è stato arrestato nella notte del 14 aprile dai Carabinieri di Marina di Ginosa con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente.

L’intervento è avvenuto dopo la richiesta di aiuto della donna, aggredita in casa dal figlio che avrebbe preteso denaro — probabilmente per acquistare droga — reagendo al rifiuto con minacce di morte e violenza fisica.

La vittima ha inoltre riferito di precedenti episodi di aggressioni verbali mai denunciati, evidenziando una situazione di maltrattamenti protratta nel tempo.

L’operazione rientra nelle procedure del “Codice Rosso” per la tutela delle vittime di violenza domestica. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Taranto su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Tenta di rubarle la borsa, poi aggredisce lei e il marito davanti al figlio. Follia a Corato: arrestato 18enne

La Polizia di Stato ha eseguito lo scorso 14 aprile un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un giovane di 18 anni, ritenuto responsabile di tentata rapina impropria, danneggiamento e lesioni personali. I fatti sarebbero stati commessi in concorso con due complici minorenni, la cui posizione è ancora al vaglio degli inquirenti.

L’episodio risale al 9 marzo a Corato, nel Barese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ragazzo avrebbe tentato di rubare una borsa dall’auto di una donna, in quel momento insieme al figlio piccolo. Fallito il tentativo, il giovane avrebbe reagito con violenza per garantirsi la fuga, aggredendo la donna e il marito, intervenuto per difenderla.

Durante l’azione, sarebbero stati lanciati oggetti contundenti, tra cui pietre e una sedia di legno, causando ingenti danni alle vetture della coppia: un parabrezza distrutto e una fiancata gravemente ammaccata. Ad avere conseguenze più serie è stata però la donna, incinta, colta da un malore e trasportata d’urgenza in ospedale per accertamenti.

Le indagini, avviate dopo la denuncia delle vittime, hanno consentito di identificare il presunto responsabile. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto per il giovane la misura degli arresti domiciliari. Restano in corso gli accertamenti sui due minorenni coinvolti.

Bisceglie, attirato in una trappola da un amico e rapinato. Pugni e schiaffi per la pensione: arrestato 46enne

Doveva essere una serata tranquilla, ma si è trasformata in un episodio di violenza brutale. I Carabinieri di Bisceglie hanno arrestato un uomo di 46 anni, originario di Acireale, accusato di aver rapinato un cinquantenne del posto, affetto da una grave invalidità.

I fatti risalgono ai primi giorni di marzo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata attirata con il pretesto di una pizza tra amici presso un distributore automatico H24 in via Imbriani. Qui si è consumata l’aggressione: l’uomo, con la complicità della propria compagna, avrebbe colpito e spintonato il 50enne fino a scaraventarlo contro un muro.

Durante l’azione, il 46enne si è impossessato del portafoglio della vittima, contenente 650 euro, parte della pensione di invalidità appena prelevata. Decisive per le indagini sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno documentato l’intera scena.

Nonostante il timore di ritorsioni, la vittima ha denunciato l’accaduto, permettendo ai Carabinieri di ricostruire i fatti. Su disposizione della Procura di Trani, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria