La Polizia Locale ha arrestato un 24enne a Bari con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il giovane è stato sorpreso a spacciare cocaina nel parco Perotti dagli agenti in borghese.
Continue readingAggressione a Monopoli, ragazzino picchiato nel parcheggio del lido durante serata: condannato buttafuori
Condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione per il buttafuori che lo scorso 22 luglio ha picchiato e tentato di estorcere denaro ad un ragazzo minorenne durante una serata in una nota struttura al Capitolo di Monopoli. Per lui anche una multa di 1000 euro e il pagamento delle spese processuali di circa 1500 euro.
Continue readingDagli insulti social all’aggressione, 43enne pestato a sangue a Casamassima: condannati l’ex e i 5 nipoti – NOMI
La zia e i suoi 5 nipoti vengono condannati per il violento pestaggio subito da un 43enne di Casamassima, ex marito della donna. La vicenda risale al 11 novembre 2023. Lucrezia Pala, questo il nome della donna, fu fermata dall’uomo mentre era alla guida della sua auto in cui si trovava anche sua madre. L’ex marito, andato via di casa due anni prima e coinvolto in un processo parallelo per maltrattamenti, minacce e lesioni nei confronti di lei, si lamenta dei commenti pubblicati sui social (TikTok e Instagram) dalla donna nei suoi confronti.
Dalle parole si passa ai fatti, i due si prendono a schiaffi. “Ti mando tutti i miei nipoti, ora ti faccio vedere io”. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, la donna torna a casa e racconta tutto a loro. In pochi istanti i nipoti (Vincenzo Pala, Rocco, Vincenzo e Vitoronzo Pastore e Francesco Roberto) salgono su due auto e da qui parte la caccia all’uomo. La ricerca termina in piazza Moro. La vittima viene circondata e pestata a sangue. Tra le armi utilizzate una cazzottiera, un coltello e anche una mazza da baseball. La nuova compagna, colpita anche lei con un pugno, interviene per aiutarlo. L’uomo finisce in codice rosso al Policlinico di Bari. L’accusa di tentato omicidio è stata derubricata in quella meno grave di lesioni e per questo motivo le condanne sono state ridotte rispetto a quelle che erano state chieste dalla Procura.
Vertenza Baritech, accolto il ricorso di 50 dipendenti licenziati: azienda condannata a versare 10 mensilità
Il giudice del Lavoro, Vincenzo Maria Tedesco, ha accolto la domanda risarcitoria avanzata da 50 lavoratori (degli oltre 150) della Baritech di Bari, dopo i licenziamenti comunicati a gennaio del 2023 e partiti nel mese successivo. Sono state liquidità in favore degli stessi 10 mensilità di stipendio, a titolo di danno non patrimoniale da perdita di chance.
Gli operai si sono rivolti al Tribunale del lavoro denunciando la nullità del licenziamento e il ristoro dei danni subiti. Pur ritenendo valido e legittimo il licenziamento legato alla cessazione dell’attività, il Giudice ha in ogni caso accolto le tesi difensive, ravvisando la violazione da parte della società del precetto civilistico di correttezza e buona fede. Da qui l’obbligo per l’azienda di versare ai 50 dipendenti che hanno presentato ricorso la somma equivalente a dieci mensilità.
“In sostanza la Baritech, ha affermato la sentenza, ha ingiustamente ingenerato nei lavoratori l’aspettativa di una continuità occupazionale nel sito produttivo, sistematicamente frustrata in quanto è stato acclarato che la società, nonostante le continue interlocuzione, aveva già deciso di procedere alla sola vendita del capannone, senza dipendenti – le parole del segretario generale della Camera del Lavoro di Bari, Domenico Ficco, e del segretario generale della Filctem Cgil metropolitana, Saverio Fraccalvieri -. Una condotta che è stata testualmente qualificata come un comportamento pluri-offensivo. Di contro le legittime aspirazioni dei lavoratori sono state ritenute meritevoli di tutela sotto forma di risarcimento danni per perdita di chances lavorative. La sentenza è innovativa sul piano giurisprudenziale, e rappresenta la condanna di un comportamento aziendale scorretto e illecito e il giusto riconoscimento delle ragioni dei lavoratori. Alcune imprese hanno smarrito il valore sociale del loro agire e giocano con la vita delle persone. Ci auguriamo che questa sentenza sia da monito. La dignità sarà definitivamente restituita ai lavoratori solo quando riusciremo a dar loro una seria prospettiva occupazionale”.
Ex maresciallo ucciso davanti al figlio di 11 anni: confermato l’ergastolo per il 72enne Michele Aportone
I giudici della Corte d’Assise di Appello di Lecce hanno confermato ieri la condanna all’ ergastolo, con isolamento diurno per un anno, inflitta in primo grado a Michele Aportone, il 73enne di San Donaci (Brindisi) accusato dell’omicidio del maresciallo dei carabinieri in pensione Silvano Nestola, 45 anni, ucciso a fucilate la sera del 3 maggio 2021 a Copertino. La Corte, presidente dott.ssa Liuni, ha confermato l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi.
Accolta la richiesta avanzata dal pg Salvatore Cosentino. Il delitto avvenne nei pressi dell’abitazione della sorella del 45enne davanti al figlio di 11 anni. Secondo l’accusa Aportone avrebbe ucciso l’ex carabiniere perché contrario alla relazione che l’uomo aveva con sua figlia. Il 73 enne è detenuto nella Casa circondariale di Lecce e si è sempre dichiarato innocente.
Lequile, ex bancario ucciso davanti alla moglie: ergastolo confermato per uno dei due killer
La Corte di Cassazione (prima sezione penale) ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Paulin Mecaj, il 33enne esecutore materiale dell’omicidio dell’ex bancario Giovanni Caramuscio, di 69 anni, assassinato con due colpi di pistola durante un tentativo di rapina la sera del 16 luglio 2021 a Lequile (Lecce), mentre stava prelevando contanti dallo sportello bancomat insieme alla moglie. E’ stata invece annullata con rinvio la condanna all’ergastolo per il presunto complice, Andrea Capone, di 30 anni, accusato in concorso dell’omicidio.
Gli ermellini hanno rinviato gli atti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Taranto ma solo per decidere sull’annullamento delle attenuanti generiche, che permetterebbe all’imputato una possibile riduzione di pena. Nei confronti di Mecaj è stato infine annullato l’isolamento diurno per 1 anno. I due, accusati di omicidio volontario, rapina aggravata e porto abusivo di arma, erano stati condannati al carcere a vita dai giudici della Corte d’Assise di Lecce con la sentenza confermata in Appello. Capone ha sempre dichiarato di essere all’oscuro del fatto che Mecaj fosse armato.
Istituto Majorana, dà una testata alla bulla della figlia e viene stalkerizzata: condanna ridotta per 50enne
Condanna ridotta a 18 mesi (da 2 anni e 6 mesi) per il 50enne Domenico Galletta, il patrigno di una studentessa del Majorana di Bari che sarebbe stata aggredita dalla mamma di una compagna di scuola che aveva bullizzat
Continue readingOmicidio Caprio a Bitonto, condanna confermata per Fabio Giampalmo: la difesa annuncia ricorso in Cassazione
La Corte di Assise di Appello di Bari ha confermato la condanna di 21 anni inflitta in primo grado a Fabio Giampalmo, il 21enne ex pugile che ha ucciso l’imbianchino 40enne Paolo Caprio in una stazione di servizio tra Bitonto e Modugno la notte del 4 settembre 2021.
Continue readingDottoressa, dipendente Inps e anche assistente sociale. Raggira 14 anziani e disabili: condannata 60enne a Bari
La 60enne barese Teresa Maria Guerra è stata condannata in primo grado a 6 anni di reclusione per aver raggirato 14 anziani dal luglio 2013 all’ottobre dello stesso anno
Continue readingNascose il cadavere della mamma nel congelatore per riscuotere la pensione: condannato Angelo Bellanova
Il corpo congelato dell’82enne Maria Prudenzia Bellanova fu ritrovato il 22 novembre 2022 dai carabinieri nel deposito della villa nelle campagne di Ceglie Messapica dove donna viveva col figlio
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