Gli origami sono diventati espressione di riscatto di un uomo prima che di un padre, che attende di saldare il suo debito con la giustizia per poter alleviare le giornate del suo bambino
Continue readingTragedia sulla sp238 a Corato: la 63enne Maria Balducci muore dove nel 2009 è scomparso suo figlio
Una tragedia nella tragedia. Maria Balducci, la 63enne di Corato deceduta nella notte tra il 29 e 30 aprile sulla provinciale 238 che collega Corato a Trani, ha perso la vita sulla stessa strada dove 14 anni fa, nel 2009, suo figlio morì.
Continue readingGomito rotto dopo pestaggio, il giallo della radiografia: da “truffatore” a vittima della Asl Bari
Una storia incredibile e assurda che racchiude in un colpo solo tre nostre rubriche: “Povero a chi capita”, “Cornuti e mazziati” e “La burocrazia ci ammazzerà tutti”. Protagonisti sono Luigi e suo figlio Stefano, picchiato selvaggiamente nel novembre 2020, in pieno lockdown, da tre ragazzi.
Continue readingLeo nel vortice della cocaina, tatuaggio con dedica al figlio: dopo Pasqua in comunità
C’è chi nei commenti aveva intuito e aveva espresso il proprio parere contrario al tatuaggio, ma resta una scelta di Leo.
Continue readingBari, pretende i soldi per comprare la droga e picchia la madre: arrestato 31enne al Madonnella
Sul posto è intervenuta la Polizia. La donna ha confermato di essere stata picchiata dal figlio, denunciato in passato per maltrattamenti in famiglia.
Continue readingLascia suo figlio sotto il sole nell’auto e in piena estate per drogarsi in casa: giovane mamma patteggia 10 mesi
Il bimbo fu così salvato dai Carabinieri e i militari cercarono subito di rintracciare la madre, recandosi nella sua abitazione. La giovane però era stordita, dopo una perquisizione furono ritrovati fazzoletti pieni di sangue, un cucchiaino, una banconota da 5 euro arrotolata e carta stagnola.
Continue readingNasconde il cadavere del padre in casa per riscuotere la pensione: corpo avvolto in una coperta vicino al ventilatore
La macabra storia arriva da Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce. Il figlio avrebbe nascosto il corpo del padre per circa un anno. Di lui non si avevano notizie da 10 mesi.
Continue readingGiallo in Cina, muore il pugliese Marcello Vinci: Farnesina in contatto con l’ambasciata. La mamma: “Non si è suicidato”
È un vero e proprio mistero la morte di Marcello Vinci, 29enne pugliese di Martina Franca deceduto a Chengdu nella provincia di Sichuan in Cina. Il suo corpo è stato trovato senza vita per strada dopo una caduta dal 35esimo di un grattacielo. Marcello si era trasferito in Cina dal 2019 in maniera definitiva, a causa della pandemia non era più riuscito a rivedere i suoi cari. Dal 2020 insegnava in una scuola organizzata dal consolato italiano. Le autorità cinesi parlano di suicidio, ma la famiglia esclude questa ipotesi e spinge affinché la salma torni in Italia per l’autopsia. La Farnesina è in contatto con l’ambasciata cinese.
“Sabato 4 marzo gli ho mandato le foto del negozio da parrucchiere che sto ristrutturando a Rosa Marina. Domenica 5 attorno alle 22 ora cinese lui mi ha mandato una sua foto mentre era in un bar e subito dopo so che ha inviato il programma di lavoro alla sua collega – le parole della mamma in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno -. Mi è sembrato tranquillo come al solito, mi diceva soltanto che aveva un po’ di stress da lavoro perché a causa dell’assenza di un paio di colleghi lui e la collega dovevano fare ore in più. Lunedì ho provato a chiamarlo, ma non ha risposto. Martedì i carabinieri di Pezze di Greco ci hanno convocato in caserma, me e il papà di Marcello, e ci hanno comunicato la tragica notizia. Ci hanno dato la traduzione della comunicazione giunta dalla Cina. Da quel momento non abbiamo saputo più nulla. Non sappiamo ancora come è morto. L’hanno trovato in strada. Tramite un avvocato siamo in stretto contatto con il consolato in Cina e con la Farnesina, ma ancora nessuna novità. Per noi è un dolore immenso. Suicidio? Come fanno a dirlo, lo escludo nel modo più assoluto”.
Muore a 47 anni di tumore senza riabbracciare il figlio per l’ultima volta: l’ex marito lo ha negato per un anno
Protagonista di questa storia è una donna di 47 anni di Frosinone. Il suo ex marito, un medico di Trani, è stato denunciato per maltrattamenti. La donna, a causa della malattia, ha preferito affidare suo figlio all’uomo, ma il Tribunale aveva fissato un incontro mensile tra i due.
Continue readingBari, la denuncia dal Policlinico: “Mio padre malato da giovedì è su una barella al Pronto Soccorso”
“Vorrei segnalare dei gravi malfunzionamenti al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Mi presento con mio padre, affetto da mieloma multiplo, un tumore maligno. Combattiamo da due anni questa malattia e passiamo più tempo in ospedale che a casa per le terapie. In un mese ho dovuto accompagnare mio padre per due volte al Pronto Soccorso”. Inizia così il racconto inviato da un nostro lettore alla nostra redazione. “Sia la prima che la seconda volta ha ricevuto lo stesso trattamento. La prima volta precipitiamo per un’emorragia nasale, viene messo in codice azzurro e rimane seduto su una poltrona per 48 ore – si legge nella lettera -. Chiedendo delle spiegazioni mi hanno sempre risposto che erano incasinati e che ci sono pazienti più gravi di lui, rispondendomi in modo maleducato senza neanche ascoltare la mia richiesta. La seconda volta invece, a distanza di un mese, viene portato in ambulanza incosciente e lasciato su una poltrona in sala d’attesa sempre incosciente per mancanza di ossigeno causa polmonite. Dopo svariate ore finalmente lo fanno entrare in Pronto Soccorso e chiedo di entrare con lui perché incapace di intendere in quel momento, non mi fanno entrare e insisto per rimanere affianco a lui perché non capiva neanche dove si trovava. Chiamano la Polizia lì presente senza prima controllare i suoi parametri nonostante cercavo di spiegare la sua gravità, loro si preoccupavano solo di farmi uscire fuori. Nel frattempo cambia anche il turno e la dottoressa di quel turno non l’ha neanche visitato. Finalmente lo visitano e lo fanno entrare nella stanza arcobaleno (alleluia). Non mi fanno entrare e la situazione si è degenerata, mio padre incosciente purtroppo sputa addosso ad un infermiera e mi vengono a chiamare d’urgenza dicendo che mio padre è ingestibile. Tutto questo non sarebbe accaduto se mi ascoltavano o visitavano subito il paziente”.
“Credo di capire benissimo quando una persona è molto occupata e quando si parla di problemi personali al lavoro o di vacanze. Durante i 5 giorni in pronto soccorso, (scandaloso) per mancanza di posto letto, mio padre rimane senza ossigeno e ogni informazione che chiedo ho il timore che mi rispondono male. Per non finire un infermiere oppure OSS lo vedo che barcollava, mi avvicino e sento odore di alcol nonostante il suo stato di ebbrezza è stato l’unico ad ascoltarmi e rispondere alla mia domanda adeguatamente. I bagni si trovano fuori dal reparto del pronto soccorso e per arrivare un paziente che deve attraversare la sala d’attesa del pronto soccorso rischiando di essere infettato da altre persone presenti. Un altro argomento importante da sollevare sono le attrezzature mancanti che gli infermieri vanno in giro per il pronto soccorso a cercare – conclude -. Ascoltando le lamentele del personale fanno almeno 50 ore di straordinario per mancanza di personale forse è questo il problema. Da giovedì mio padre sta ancora in pronto soccorso in una barella e pieno di dolori, qualsiasi domanda esposta agli infermieri, mi rispondono scocciati: ‘non preoccuparti’ oppure ‘tra un po’ arriva il medico’. Non avevano neanche i medicinali come i cerotti per la terapia del dolore e li hanno iniettato la morfina senza sapere neanche rispondere alla mia domanda di quanti mg, e che la morfina va in contrasto con il cerotto. Finalmente martedì pomeriggio lo ricoverano in medicina generale e sembra ricevere le cure necessarie. Spero questa mia segnalazione serva almeno a risolvere queste gravi e preoccupanti problematiche, non solo per mio padre ma anche per fare capire alle autorità competenti che ci sono delle grosse lacune nella nostra sanità”.










