Tragedia nel Leccese, neonato muore in culla: indagati due medici. L’ipotesi di una bronchite curata male

Ci sono due indagati nell’inchiesta della Procura di Lecce aperta sulla tragica morte del bimbo di due mesi trovato privo di vita in culla dai genitori a Campi Salentina lo scorso 14 febbraio. Sono il suo medico curante e il medico di turno presso il pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce che ha disposto le dimissioni poche ore prima della tragedia. Il neonato è rimasto soffocato poco dopo probabilmente dal suo stesso muco.

A lanciare l’allarme sono stati i genitori dopo aver trovato il piccolo privo di sensi. La giovane mamma ha preso il figlio e ha raggiunto l’abitazione di un medico di famiglia per chiedere aiuto, sul posto sono poi intervenute un’ambulanza e due auto mediche del 118. Le operazioni di rianimazione sono durate per circa un’ora, ma il cuore del piccolo ha smesso di battere. Sul posto sono poi intervenuti anche i Carabinieri. La vittima già da qualche giorno non stava bene per un raffreddore, tanto da essere andato in ospedale con i genitori per un consulto. Gli inquirenti dovranno stabilire l’operato dei due indagati e capire se le terapie e le cure siano state corrette e tempestive. L’ipotesi al vaglio è che il piccolo Francesco sia morto per una bronchite curata male.

Umiliata, offesa e aggredita anche quando era incinta: indagati l’ex compagno e i genitori di lui

Umiliata, offesa e aggredita anche quando era incinta. A maltrattarla sarebbero stati l’ex compagno e i genitori di lui fino a che la vittima ha chiesto aiuto alla polizia permettendo agli agenti della squadra mobile della questura di Andria di eseguire una ordinanza col divieto di avvicinamento e obbligo di braccialetto elettronico a carico dei tre. L’uomo che ha 33 anni e i suoi genitori, di 50, tutti andriesi, sono accusati in concorso di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.

Secondo quanto denunciato dalla donna, le continue vessazioni e i maltrattamenti messi in atto dai tre, le avrebbero provocato stati di ansia obbligandola a non uscire di casa per timore di incontrarli anche dopo la fine della relazione con il 33enne. La donna avrebbe raccontato non solo di essere stata sottoposta a un “regime di vita umiliante e violento” ma anche che i rapporti tra loro sarebbero stati “dolorosi e mortificanti” tanto da portarla a preferire un cambio di abitudini di vita per “preservare la sua incolumità e quella dei suoi familiari”, spiegano gli investigatori.

Mafia a Bari, maxi blitz all’alba: 130 indagati. Arrestati Giacomo Olivieri e la moglie Maria Carmen Lorusso

Coinvolto anche il padre della consigliera comunale, l’ex primario dell’Oncologico Vito Lorusso già indagato per concussione. Misure cautelari anche per Tommy Parisi, per Eugenio Palermiti, il figlio Giovanni, il nipote Antonino e il genero Filippo Mineccia. Coinvolti anche gli imprenditori Francesco Frezza e Massimo Bellizzi.

Continue reading

Manduria, banda perseguita anziano con raid in casa: un arresto e 3 indagati. Un complice in fuga

Un pensionato 76enne di Manduria, in provincia di Taranto, invalido al cento per cento, sarebbe stato perseguitato, minacciato e derubato più volte nel suo appartamento da una banda composta da un 38enne, che è stato arrestato dai carabinieri; un 19enne, per il quale è stato disposto un divieto di avvicinamento alla vittima; un minorenne, la cui posizione è stata stralciata ed è al vaglio del tribunale competente; e da un complice ancora da identificare. I militari della compagnia di Manduria hanno proceduto all’arresto del 38enne (accusato di rapina) e alla misura del divieto di avvicinamento nei confronti del 19enne, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Francesco Maccagnano su richiesta della procura. Sarebbero almeno quattro gli episodi contestati agli indagati a partire dal giugno scorso con raid nell’abitazione dell’anziano, minacciato di morte e costretto a consegnare denaro. Nel corso dell’ultimo episodio, la presunta banda era stata costretta a fuggire in seguito all’intervento dei carabinieri che erano appostati nelle vicinanze dopo aver raccolto la denuncia della vittima.