Insulti di ogni tipo e minacce. Ogni volta che ci rechiamo in piazza Moro succede qualcosa, la presenza della nostra troupe e la nostra telecamera accesa ha mandato su tutte le furie il solito parcheggiatore abusivo. Questa volta però non ci siamo fermati al solito battibecco a distanza, fortunatamente non degenerato in altro, ma abbiamo richiesto l’intervento sul posto della Polizia. Ecco cosa è successo senza alcun taglio.
Minacce di morte al prof, record di note e violenza a scuola. Avviso orale per studente a Bari: “Cambia vita”
Il Questore di Bari Annino Gargano ha emesso un avviso orale a cambiare condotta di vita nei confronti di uno studente, ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione).
Il provvedimento, adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Bari, si inserisce in un più ampio quadro di attenzione al mondo della scuola, ambito nel quale la Polizia di Stato è quotidianamente impegnata, soprattutto sul versante della prevenzione.
In particolare, il destinatario, minorenne, si è reso protagonista di comportamenti connotati da profili di pericolosità sociale; nel corso dell’ultimo biennio, ha manifestato reiterati atteggiamenti di non rispetto delle regole e aggressività all’interno di un istituto scolastico del capoluogo, collezionando numerose note disciplinari per violazioni del regolamento d’istituto, uso improprio del telefono cellulare durante le lezioni, linguaggio offensivo nei confronti dei docenti e atteggiamenti violenti verso altri studenti, sino a giungere recentemente a minacciare di morte un insegnante.
Del provvedimento è stata informata la famiglia. L’avviso orale rappresenta una misura di prevenzione personale con la quale il Questore invita formalmente il soggetto interessato a modificare la propria condotta di vita, nel rispetto delle regole e della convivenza civile, avvertendolo che, in caso di reiterazione di comportamenti illeciti, potranno essere applicate misure più incisive previste dalla normativa vigente.
La Questura di Bari ribadisce il proprio impegno a mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di devianza giovanile, espletata anche attraverso numerosi incontri nelle scuole per promuovere la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni, nella consapevolezza che la prevenzione e il dialogo rappresentano strumenti fondamentali per accompagnare i giovani in un percorso di crescita responsabile.
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Morte Christian Di Gioia a Bari, minacce social a carabiniere: in 11 finiscono a processo. Due imputati irreperibili
Subito dopo l’incidente stradale in cui perse la vita Christian Di Gioia, il 27enne di Bari morto il 22 giugno 2023 nel quartiere Japigia di Bari, sui social network comparvero centinaia di messaggi contro i carabinieri, accusati di aver causato l’incidente mortale.
Le indagini seguenti della Procura di Bari esclusero del tutto il coinvolgimento dei militari nel sinistro e stabilirono che il giovane perse autonomamente il controllo del mezzo e morì dopo l’impatto con l’asfalto. Nel frattempo, però, gli inquirenti aprirono anche un fascicolo su quei messaggi pubblicati sui social, chiedendo il rinvio a giudizio di 13 imputati.
La vicenda si è poi divisa in tre tronconi processuali: per due imputati, irreperibili, il processo è stato sospeso. Cinque di loro hanno invece chiesto l’abbreviato, che si discuterà il prossimo 25 maggio. Per altri sei, invece, è stato disposto il rinvio a giudizio e il dibattimento si aprirà il 6 ottobre davanti alla giudice Antonietta Guerra.
In udienza preliminare è stata ammessa la costituzione a parte civile del carabiniere preso di mira sui social, assistito dall’avvocato Stefano Remine, e dell’Arma dei carabinieri, costituita con l’avvocatura dello Stato. Le accuse, contestate a vario titolo, sono di vilipendio alle forze armate, offesa all’onore e al prestigio dei carabinieri della stazione di Bari Scalo e istigazione a delinquere.
Dopo il funerale di Di Gioia, il 24 giugno 2023, dalla chiesa partì un corteo funebre di moto che scortò il feretro fino al cimitero di Bari, passando anche contromano sotto il carcere. In dieci sono stati processati in abbreviato per blocco stradale: cinque sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi di reclusione, altri quattro a un anno e otto mesi, mentre l’unica donna imputata è stata assolta. La gup Gabriella Pede non ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso contestata dalla Dda di Bari.
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Stalking e minacce di morte all’ex sul luogo di lavoro, arrestato 49enne a Taranto: aveva un coltello
Si è presentato sul luogo di lavoro dell’ex convivente e l’ha minacciata di morte. Aveva con sé un coltello a serramanico di grosse dimensioni.
Per questo i carabinieri della compagnia di Taranto hanno arrestato in flagranza e messo ai domiciliari un 49enne del posto, ritenuto responsabile di atti persecutori.
La vittima, una 44enne, ha contattato il 112 cogliendo la gravità della situazione e permettendo l’immediato intervento dei militari che hanno bloccato e perquisito l’uomo trovandogli indosso il coltello.
Nel formalizzare la denuncia, la donna ha ricostruito un contesto definito allarmante: da circa un anno, dal marzo 2025, l’ex compagno avrebbe messo in atto comportamenti vessatori continui, tra minacce e aggressioni fisiche, mai denunciati prima per paura di ritorsioni.
Alla luce degli elementi raccolti, è stato attivato il protocollo Codice Rosso, garantendo tutela immediata alla vittima e avviando le procedure previste per i casi di violenza e stalking. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione.
Lecce, nuova minaccia alla gip Mariano: lettera con augurio di morte nell’ufficio del Tribunale
Una lettera con un ‘augurio di morte’ è stata fatta recapitare nel suo ufficio del Tribunale di Lecce di viale De Pietro alla gip Maria Francesca Mariano. Il magistrato dal settembre del 2023 vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute dopo aver disposto, nell’ambito dell’operazione The Wolf, gli arresti per 22 affiliati al clan Lamendola-Cantanna, ritenuto vicino alla Sacra corona unita (Scu).
Anche la pm Carmen Ruggiero, che aveva chiesto gli arresti, è da tempo sotto scorta. Le indagini sulle ultime minacce alla giudice Mariano – della quali dà notizia il Nuovo Quotidiano di Puglia – sono condotte dalla Squadra mobile di Lecce che ha sequestrato la missiva.
Nel novembre scorso, nel cimitero di Galatina, a pochi metri dalla tomba del padre della giudice Mariano, fu trovata una testa mozzata di un capretto ed un coltello. Fu la stessa magistrata a fare la macabra scoperta.
Nel febbraio 2024 alla giudice venne recapitata una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto ‘Così’: la testa dell’animale fu lasciata davanti alla porta della sua abitazione.
Nell’ottobre del 2024, nell’aula di udienza del tribunale di Lecce, dove Mariano era impegnata come gup, venne trovata la sua foto, presa da un quotidiano locale, circondata dal disegno di una bara fatto con un pennarello nero, con tanto di croci. Il ritaglio di giornale riguardava un’inchiesta salentina, sempre di mafia, che all’epoca giungeva a sentenza.
“Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli muoiano”: minacce social alla moglie di Castrovilli. Lei: “Denunceremo”
Minacce ricevute via social sono state denunciate dalla moglie del giocatore del Bari Gaetano Castrovilli. La donna, Rachele Risaliti, ha pubblicato sul suo profilo Instagram una storia con il messaggio di minacce.
“Che il cancro vi divori tutti. Che i vostri figli e che tutto ciò che avete muoiano” è il messaggio inviato, da un profilo senza foto, a poche ore dalla partita che ha visto il Bari pareggiare con l’Avellino in casa.
“Sappi che denunceremo!”, replica la donna sul social. “Sempre più spesso si leggono commenti e/o messaggi di questo spessore – aggiunge – uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente”. “Il calcio – continua – dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto”. “Sono veramente amareggiata – conclude Risaliti – triste e schifata da tutto questo”.
“T’ammazzo”, avvocato e amministratore comunale a processo. La ex: “Un incubo ho paura”
Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti della moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Vi avevamo già raccontato questa storia qualche settimana fa e la vicenda ha fatto parecchio scalpore.
Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.
Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, sono alcune delle frasi proferite.
In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo, la vittima ha deciso di parlare ai nostri microfoni. Ci siamo recati a Casamassima, ecco la forte testimonianza della donna.
Polignano, complimenti e minacce dopo il video sul ristorante: “Tommaso hai mai vista una pistola?”
Vi ricordate di Tommaso? Eravamo passati dal suo ristorante situato a Polignano a Mare in piazza Garibaldi per raccontare la sua storia. Il ristoratore, che ha rilevato un locale storico, è stato sottoposto a quattro controlli da quattro distretti Asl diversi in soli 9 mesi. È arrivato il momento di raccontarvi cosa è accaduto dopo la messa in onda del servizio precedente, incluso il quinto controllo da parte dell’Asl.










