Bari, all’ospedale Di Venere arriva il primo lettino operatorio rotante: può sostenere fino a 300 chili

Agganciare e ruotare il paziente all’interno del tavolo operatorio, posizionandolo nella modalità più idonea alla patologia da trattare per eliminare le manovre manuali di trasferimento e garantire maggiore stabilità.

Sono gli obiettivi resi possibili dall’uso del tavolo operatorio rotante progettato per la neurochirurgia e la chirurgia della colonna, sia in ambito traumatico sia degenerativo. Il primo esemplare prodotto in Italia è in funzione all’ospedale Di Venere del capoluogo pugliese ed è stato presentato questa mattina dal direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio. Ne dà notizia la Asl Bari in una nota.

Il dispositivo è particolarmente indicato per i pazienti con patologie degenerative della colonna, deformità, instabilità vertebrale o che devono sottoporsi a interventi complessi come le artrodesi.

La piattaforma elimina, infatti, la necessità di sollevare manualmente il paziente e consente il passaggio fluido tra diverse posizioni – prona, supina e laterale – garantendo maggiore continuità operativa e una migliore qualità delle immagini durante l’intervento. Il lettino può sostenere fino a 295-300 chili, mantenendo stabilità anche nelle procedure che richiedono un elevato impegno biomeccanico.

Inoltre permette di gestire in modo più efficace le fasi delicate del passaggio della posizione prona a quella supina, grazie all’assenza di compressione addominale. Il lettino è anche completamente radiotrasparente, consentendo radiografie, fluoroscopie e imaging 3D intraoperatorio senza muovere il paziente.

Tragedia sfiorata a Taranto, bimbo di 4 anni cade dal balcone: ricoverato in ospedale. Aperta inchiesta

Un bambino di 4 anni ieri sera è caduto dal primo piano di una palazzina a Taranto. Il piccolo non sarebbe in pericolo di vita.

I soccorritori del 118 sono intervenuti rapidamente e, dopo le manovre di stabilizzazione, il bimbo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata.

Qui è stato sottoposto a una Tac e, secondo fonti sanitarie, le sue condizioni risultano al momento stabili. È ricoverato in pediatria, dove viene monitorato costantemente.

Dalle prime verifiche sembra che il bambino si trovasse solo in casa quando, per una dinamica ancora da chiarire, è precipitato nel vuoto. Sul posto gli agenti della Polizia, impegnati a ricostruire l’esatta successione dei fatti.

Paura a Manduria, bimba di 18 mesi intossicata con ammoniaca: ossigeno e terapie respiratorie in ospedale

Tragedia sfiorata a Manduria dove una bimba di un anno e mezzo è rimasta intossicata dopo aver inalato i vapori dell’ammoniaca. Secondo le prime ricostruzioni la piccola, dopo aver afferrato una confezione di detersivo, si è versata addosso il prodotto e ha respirato i vapori.

La madre, dopo aver tolto rapidamente i vestiti, l’ha portata di corsa al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi, dove i medici le hanno somministrato ossigeno e terapie respiratorie. Le sue condizioni sono ora stabili e per questo è stato disposto il trasferimento all’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto per ulteriori accertamenti.

L’incidente domestico si è verificato nello stesso giorno in cui, a Torricella, sempre nel Tarantino, un bimbo di 8 mesi si è rovesciato addosso acqua bollente. Il piccolo resta ricoverato in prognosi riservata al Policlinico di Bari, in terapia intensiva e sotto osservazione costante.

Malore fatale due giorni dopo l’intervento al ginocchio in ospedale, muore 42enne. Aperta inchiesta: 8 indagati

Aperta inchiesta nel Leccese per fare chiarezza sulla morte di Maria Toma, 42enne originaria di Maglie, deceduta due giorni dopo essere stata sottoposta ad un intervento in anestesia totale per ridurre una lussazione al ginocchio nell’ospedale di Scorrano.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della vittima che aveva la sindrome di Down. Sono 8 le persone indagate tra medici, infermieri e anestetista.

Le accuse a vario titolo sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Si tratta di un atto dovuto in attesa dei risultati dell’autopsia eseguita nelle scorse ore. La 42enne, due giorni dopo l’intervento, ha accusato un malore che non le ha lasciato scampo.

Scalzo e malandato si aggira per Bari, “Daniele” portato in ospedale: “Italiano e molto colto”

Il senzatetto che per diverso tempo è stato avvistato scalzo e malandato in giro per Bari, in particolare tra Carbonara e Ceglie, si trova in ospedale. Qualche giorno fa lo avevamo incontrato, provando ad instaurare un rapporto con lui, senza successo. 

Daniele, questo sarebbe il suo nome, ha deciso di farsi aiutare e di sottoporsi a tutti gli accertamenti medici. La sua è una storia particolare, possiamo dirvi che si tratta di un italiano e di una persona molto colta. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti sul caso.

Aggressioni a medici e infermieri, protocollo tra Asl Bari e Prefettura: “Canale diretto con le Forze dell’Ordine”

Garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei pronto soccorso, nei servizi di emergenza-urgenza e nelle strutture territoriali più esposte, favorendo la realizzazione di specifiche attività di monitoraggio del fenomeno, di informazione e di formazione rivolte al personale sanitario e agli operatori delle forze di polizia in materia di prevenzione, contenimento e gestione delle situazioni di conflitto.

Sono gli obiettivi del protocollo operativo sottoscritto oggi nella Prefettura di Bari per rafforzare la collaborazione istituzionale utile a tutelare gli operatori sanitari da aggressioni o atti di violenza. Erano presenti, fra gli altri, il prefetto Francesco Russo, il direttore generale della Asl Bari Luigi Fruscio, il direttore generale del Policlinico di Bari Antonio Sanguedolce e i vertici provinciali delle forze dell’ordine.

L’intesa prevede di attivare canali diretti di comunicazione tra le strutture sanitarie e le forze dell’ordine per segnalazioni tempestive, l’installazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture sanitarie, l’istituzione di tavoli permanenti, la formazione obbligatoria del personale sanitario sulla gestione delle situazioni di rischio, l’analisi periodica degli eventi e l’attivazione di audit interni per individuare cause e azioni correttive.

La Asl Bari si impegna, in particolare, ad attivare sistemi di videosorveglianza e teleallarme collegati a control room dedicate e favorire servizi di sicurezza complementare, mediante vigilanza privata nelle strutture ad alto rischio, ma anche con l’utilizzo di applicazioni mobili geolocalizzate da installare sugli smartphone e dispositivi per l’allerta immediata in caso di pericolo. Da parte sua, la Prefettura assicura il coordinamento del sistema convocando, quando necessario, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per l’analisi delle criticità e la definizione di misure mirate.

Molfetta, 14enne cade di sera dal ponte: salvato da comitiva di giovani. È ricoverato al Pediatrico con fratture

Cade dal ponte di via Cavalieri di Vittorio Veneto e viene salvato da un gruppo di giovani che passavano da lì per caso. Protagonista un 14enne, l’episodio è avvenuto la sera del 2 novembre a Molfetta. La comitiva è stata attirata dal tonfo e dal alcuni movimenti sospetti nella vegetazione.

Sul posto sono intervenuti il 118 e i Carabinieri, poi anche il fratello che lo stava cercando. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, è stato poi trasferito al Pediatrico in Ortopedia. Ha rimediato fratture al gomito e al bacino.

Lecce, neonato positivo alla cocaina: è ricoverato da settimane in ospedale. Mamma negativa al test

Un neonato, venuto alla luce il 17 ottobre scorso, è ricoverato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo essere risultato, alla nascita, positivo alla cocaina. I medici si sono insospettiti dopo aver notato che il piccolo, appena nato, tremava.

Per questo lo hanno sottoposto ai test tossicologici dai quali è emersa la positività. Agli stessi test è stata sottoposta la mamma che è risultata negativa. I medici hanno segnalato il caso alla procura per i minori che ha attivato i servizi sociali del paese in cui vivono i suoi genitori, in provincia di Lecce. Gli inquirenti non hanno ancora dato il nulla osta alla riconsegna del neonato alla famiglia.

Follia a Taranto, viene spinta e cade a terra: operatrice sanitaria aggredita dal parente di un paziente

Momenti di tensione all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove un’operatrice socio-sanitaria del reparto di Chirurgia è stata aggredita dal parente di un paziente ricoverato. L’uomo, in preda all’agitazione, avrebbe spintonato la donna, facendola cadere a terra.

L’operatrice ha riportato escoriazioni, poi refertate al pronto soccorso. L’episodio ha creato allarme tra il personale sanitario, richiamando l’intervento immediato degli agenti della postazione fissa di polizia presente nell’ospedale, supportati da una volante.

Dopo aver riportato la calma, gli agenti hanno avviato gli accertamenti e presentato denuncia d’ufficio, come previsto dalla procedura. Sulla vicenda è intervenuto il commissario straordinario dell’Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco, che ha espresso solidarietà all’operatrice e condannato con fermezza l’accaduto.

“Desidero esprimere la mia piena solidarietà – ha osservato – all’operatrice aggredita e a tutto il personale sanitario che ogni giorno lavora con professionalità e dedizione per la salute dei cittadini. La violenza negli ospedali è un atto intollerabile, soprattutto contro chi è lì per curare e assistere. È necessario che la collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine continui a garantire ambienti di lavoro sicuri e il rispetto dovuto a chi opera per il bene comune”.
Intanto, il 13 novembre, in prefettura, sarà firmato un protocollo d’intesa con l’Asl per rafforzare la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza nei luoghi di cura, attraverso un’azione coordinata tra le istituzioni del territorio.

Lavori all’ospedale, è caos “traslochi”. Operatori del 118 uniti: “Via solo se la sede è adeguata”

L’ombra delle tangenti, le carte sequestrate, la necessità di rifare le procedure d’appalto non sono una giustificazione a ciò a cui abbiamo assistito personalmente a Gravina in Puglia, dove si sta finalmente iniziando i lavori per la riqualificazione del nosocomio Madonna del Piede in ospedale di comunità.

Nessuno mette in dubbio la necessità di dover fare i conti con alcuni preventivabili disagi, ma essersi ridotti all’ultimo momento per individuare una sede alternativa per la postazione del 118, collocata proprio nella struttura, è una estrema leggerezza. Il 28 ottobre scorso c’eravamo anche noi quando tutta la corte celeste degli aventi parola in questo “trasloco” hanno incontrato tutti i componenti degli equipaggi del 118.

Un caos generale dettato anche dall’incertezza della nuova e temporanea collocazione. Due stanze, poi tre, forse quattro, ma facciamo cinque con il bagno nel corridoio da sistemare e uno interno a quella che dovrebbe essere la stanza dei medici. Tutto questo mentre gli equipaggi erano impegnati nel salvare la vita a un uomo di 60 anni colto da infarto. Uno stemi portato nell’Emodinamica del Miulli, per fortuna non occupata, perché in quella dell’incompleto ospedale della Murgia non è possibile trattare le emergenze.

Ma restiamo sul pezzo. Abbiamo toccato con mano l’estrema difficoltà di gestire qualcosa che si sarebbe potuta valutare fin dall’inizio. Medici, infermieri, autisti e soccorritori hanno messo le cose in chiaro: “Senza una sistemazione adeguata e fin da subito a regime da qui non ci spostiamo”.

Quello del 118, infatti, è un servizio di emergenza h24. Il personale passa in quei luoghi gran parte della propria giornata e deve dunque avere tutto il necessario per riposare, farsi una doccia, andare in bagno, tanto per dare qualche esempio. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, a complicare le operazioni di “trasloco” dei servizi all’interno della struttura c’è stata anche la presa di posizione di qualcuno, niente affatto disposto ad abbandonare la propria sede.

I tempi però stringono e non si può rischiare di perdere il finanziamento milionario. Entro giugno del 2026 deve essere tutto ultimato, non ci sono proroghe al PNRR. Insomma, l’ennesimo pasticcio al quale si sta trovando una soluzione mentre gli operai della ditta incaricata stanno provvedendo a delimitare l’area di cantiere.

Ma sono anche altre le ragioni del particolare sconcerto. Per consentire il recupero di spazi adatti ad accogliere temporaneamente i servizi assicurati nei locali interessati dai lavori si sono sbaraccate la stanza silente dell’Otorino e le sale dell’Odontoiatria, quando per molti sarebbe stato meno complesso e dispendioso adibire a buffer altre zone dell’ospedale. Insomma, dopo questo gran caos, la speranza è che si possa fare di tutto per assicurare la giusta dignità a tutti gli operatori, non solo del 118 e minor disagio all’utenza.