Tragedia a Casarano, litiga con i medici al Pronto Soccorso e accusa malore: morto 52enne. Aperta inchiesta

Tragedia al pronto soccorso di Casarano dove un 52enne di Collepasso è deceduto dopo aver inveito contro i medici a causa di un arresto cardiocircolatorio fulminante mentre si trovava nella sala d’attesa.

L’uomo lamentava forti dolori al petto, ma il cardiologo di turno non era disponibile a causa di un’urgenza in sala operatoria. I familiari della vittima hanno sporto denuncia ai carabinieri e la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica.

Ambulanze occupate e medici assenti, 76enne muore a Vieste in mezzo alla strada: Asl apre inchiesta interna

Il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, annuncia che è stata aperta un’indagine interna per accertare quanto avvenuto nel punto di primo intervento a Vieste, anche attraverso l’acquisizione delle registrazioni della centrale operativa del 118, in seguito alla morte della 76enne Antonia Notarangelo, la notte tra sabato e domenica scorsi, mentre la figlia la stava accompagnando in auto all’ospedale a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Il caso è stato sollevato ieri dal figlio, Pasquale Ciuffreda, in una lettera aperta in cui denunciava il fatto che non fossero disponibili di ambulanze tra Vieste e Peschici e che sua madre, dopo avere atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste dove non c’erano medici, è stata rimandata a casa.

Stando a quanto ricostruito dall’Asl, nella giornata del 30 agosto la 76enne, cardiopatica, già qualche ora prima si era rivolta ai medici della continuità assistenziale (guardia medica), facendo poi rientro a casa. Qualche ora dopo ha accusato un malore ed è stata chiamata un’ambulanza. Due quelle disponibili su Vieste, di cui una medicalizzata, ma entrambe impegnate per il trasporto di un paziente in altro ospedale e per un codice rosso. La 76enne è stata quindi accompagnata dalla figlia al punto di primo intervento, in quel momento scoperto dalla presenza medica, in quanto la dottoressa in servizio aveva accusato un malore.

La 76enne – sempre secondo la Asl – è stata quindi presa in carico a distanza da una dottoressa della centrale operativa del 118 che le ha prescritto in telecardiologia un elettrocardiogramma che è stato vagliato dai sanitari dell’ospedale Di Venere di Bari. Alla 76enne è stata prescritta l’esecuzione degli enzimi cardiaci ma, mentre il personale infermieristico stava provvedendo all’esecuzione, i familiari hanno deciso di portare la donna, in autonomia, presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dove la 76enne non è mai arrivata.

“Vorrei sottolineare, oltre alla vicinanza ai familiari della donna, anche quella a tutti gli operatori sanitari che, nonostante la grave carenza, assicurano un servizio -sottolinea ancora Nigri -. Su 130 medici previsti dalla pianta organica del 118 in provincia di Foggia, 50 sono quelli effettivi in servizio. Gli stessi sanitari vanno sostenuti e non attaccati, perché se il clima è di attacco, andranno via”.

Ambulanze occupate e nessun medico al Pronto Soccorso: donna muore a Vieste in mezzo alla strada

Tragedia a Vieste dove una donna è morta per strada per un presunto caso di malasanità. A raccontare l’accaduto è il figlio a Rete Gargano. “Mia madre stava male. Ho chiamato il 118. Mi è stato detto che tutte le ambulanze di Vieste erano occupate – spiega -. Dovevamo aspettare quella di Peschici. Poco dopo, è proprio l’ambulanza di Peschici a chiamarci: ‘Portatela voi al pronto soccorso di Vieste’. Mia sorella, nel panico e nella disperazione, carica nostra madre in macchina e la accompagna. Al pronto soccorso iniziano a visitarla. Ma attenzione: non c’è un medico. Nessun medico ha messo le mani addosso a mia madre”.

“Solo una valutazione superficiale, tanto da suggerirci di tornare il giorno dopo, con calma, se fosse peggiorata. Una frase che pesa come un macigno, oggi. Dopo un’ora, chiamo mia sorella. Mi dice che sono ancora a Vieste. Nessun trasferimento. Nessuna ambulanza. Nessuna urgenza, secondo loro. Sta partendo lei, di nuovo, per portare nostra madre a San Giovanni Rotondo, da sola, di notte, con nostra madre in gravi condizioni  racconta -. Chiamo il pronto soccorso di Vieste per chiedere spiegazioni: ‘Non c’era bisogno – mi dicono – Abbiamo tante chiamate. Sua madre non è grave’. Venti minuti dopo, mi richiama mia sorella. Piange. Urla. Mamma non respira più. La morte è arrivata. Lungo una strada, nei pressi di Baia delle Zagare. In mezzo al nulla. Una madre, una donna, un essere umano è morta sull’asfalto”.

“Mia sorella ferma un’auto in transito, cerca aiuto, riescono a chiamare di nuovo il 118. Questa volta arrivano due ambulanze: una da Manfredonia, una da Mattinata. Due ore di tentativi disperati di rianimazione. I medici fanno il possibile. Ma è troppo tardi. Mamma muore a terra – conclude -. Nella notte. Una morte che grida vendetta Non si può morire così. Non si può morire perché non ci sono ambulanze. Non si può morire perché al pronto soccorso di Vieste non c’è un medico. Non si può morire perché qualcuno ha deciso che non era grave senza nemmeno una visita degna di questo nome. Non si può accettare che una famiglia debba scegliere tra aspettare un’ambulanza o rischiare la vita di una persona cara portandola da sola. Chi è responsabile di questa tragedia? Dove sono i dirigenti sanitari? Chi doveva garantire il servizio di emergenza? Chi ha deciso che mia madre poteva anche morire? Questa non è una storia come le altre. È una denuncia. E deve diventare una battaglia. Per mia madre. Per tutte le persone che vivono nei territori dimenticati. Per chi ha diritto a una sanità che funzioni sempre, non solo quando fa comodo. Perché nessuno, mai più, deve morire in mezzo a una strada”.

Bari, la denuncia dal Policlinico: “Situazione assurda in Pronto Soccorso mia moglie senza risposte da quasi 24 ore”

“Mia moglie è ancora al Pronto Soccorso da ieri mattina alle 11”. Inizia così la denuncia arrivata questa mattina in redazione, al centro delle polemiche il Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

“Voglio denunciare la situazione all’interno – racconta il lettore -. Persone anziane in attesa per delle analisi, per una visita dal medico devono aspettare ore prima di essere chiamate. Mia moglie è arrivata intorno alle 11 di ieri, ad oggi, dopo aver passato la notte al pronto soccorso, non le hanno dato una risposta su quello che potrebbe essere. Vogliono farle delle analisi per paragonare la situazione di ieri con quella di oggi, alle 8.50 non hanno ancora fatto nulla. Ultimo tentativo di terapia questa notte alle 00.30 con un flebo, poi niente e zero risposte”.

“È una situazione assurda al pronto soccorso del policlinico di Bari, ci dovrebbe essere eccellenza e professionalità, invece ci rendiamo conto di quanto sia scarso il personale medico messo a disposizione per un primo soccorso”, conclude.

Cerignola, medico dorme al Pronto soccorso con pazienti in attesa. Lui si difende: “Hanno tentato di avvelenarmi”

“Ho depositato un esposto in Procura, tramite il mio avvocato, per tentativo di avvelenamento con l’uso di potenti ansiolitici”. E chi avrebbe tentato di avvelenarla? “Non credo i colleghi, ma altro personale. Penso che in più occasioni abbiano inserito nel cibo e nelle bevande delle benzodiazepine, forse del Valium, perché durante la mia carriera non mi era mai successo di prendere sonno sul luogo di lavoro”.

Il dottor Francesco Paolo Palma, immortalato la notte del primo maggio mentre dorme su una poltrona del pronto soccorso di Cerignola (Foggia) nonostante i pazienti in attesa, ipotizza un complotto sui suoi pisolini durante l’orario di lavoro al pronto soccorso.

Le immagini, riprese con il telefonino da un paziente e pubblicate sui social, hanno fatto il giro del web. Il medico, che lavora al 118 e fa turni in diversi pronto soccorso, ne parla in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno-Puglia.

“Forse agiscono per invidia nei miei confronti. Io sono un professionista preparato e attento, uno studioso con tre lauree e una quarta in arrivo”. “Ci sono personaggi – aggiunge – che mi osteggiano per i risultati che ho ottenuto nella mia vita o per qualcosa di più specifico che potrebbe avere dato loro fastidio.
Meno male che tra poco andrò in pensione”.

E a chi lo accusa di aver lavorato fino a 400 ore in un solo mese, spesso senza riposare tra un turno e l’altro in diversi Pronto soccorso, e di aver ottenuto in busta paga compensi fino ad oltre 12 mila euro, risponde: “Quelle ore di lavoro sono consentite e chi contesta è invidioso. Riesco a lavorare tanto, dando un significativo contributo all’efficienza delle strutture sanitarie, contrariamente a tante altre persone, tra le quali quelle che mi osteggiano”. Sulla vicenda la Asl di Foggia ha avviato verifiche.

Denuncia choc dall’ospedale di Cerignola: medico si addormenta in Pronto Soccorso con paziente in barella

Un paziente, steso su una barella, attende di essere visitato, ma il medico si addormenta al Pronto Soccorso. È accaduto nella notte tra il 30 aprile e  il 1° maggio all’ospedale di Cerignola. Il video, girato dai parenti di un altro paziente, è diventato subito virale.

Non si tratterebbe di un caso isolato. I colleghi avrebbero inviato, alla direzione, una lettera denunciando episodi simili e “chiedendo opportuni provvedimenti per tutelare la salute dei pazienti e il loro stesso lavoro”.

 

Lucera, soccorritore 118 crea area di spaccio nel pronto soccorso dell’ospedale: 6 arresti e 4 denunce

Uno smercio di droga all’interno della postazione del pronto soccorso dell’ospedale Lastaria di Lucera è stato scoperto dai carabinieri che hanno arrestato sei persone per spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato a piede libero altre quattro.

L’indagine, coordinata dalla procura di Foggia, ha messo il luce il ruolo del principale indagato, tra gli arrestati, ovvero un autista soccorritore del 118, che aveva creato all’interno del pronto soccorso la sua area di spaccio.

Stando alle indagini, in concorso con altri individui che accedevano ad aree riservate del nosocomio, discuteva di approvvigionamento di sostanza stupefacente e proventi da ripartire.

Oltre 80 gli episodi di cessione, acquisto e detenzione di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina, accertati dai carabinieri in base agli elementi raccolti

Acquaviva, troppa attesa in Pronto Soccorso. Aggredisce medico e guardia giurata: arrestato 17enne

Una nuova aggressione si è verificata nella serata di ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli di Acquaviva. Un ragazzo minorenne di una comunità di recupero ha aggredito prima il medico e poi la guardia giurata intervenuta per calmare gli animi.

La guardia è stata spinta ed è caduta. Sul posto sono intervenute due auto dei carabinieri, il 17enne è stato arrestato a 48 ore di distanza dal suo 18esimo compleanno.

Si trovava in ospedale con il tutore, ha iniziato a perdere la pazienza a causa dell’attesa e ha deciso poi di prendersela con il personale medico e la guardia giurata.