Torna a casa dal lavoro, non trova la cena pronta e picchia la moglie davanti alla figlia: arrestato 46enne a Bitetto

Un bracciante indiano di 46 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti e lesioni. I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo su segnalazione della moglie, picchiata dal marito che non aveva trovato la cena pronta dopo essere rientrato a casa.

Minacce, offese e schiaffi davanti alla figlia di 4 anni. La donna, all’arrivo dei Carabinieri, aveva l’orecchio sanguinante. È stata trasportata in ospedale dove è stata medicata e soccorsa. Per l’uomo è stata disposta la custodia in carcere, mentre sono stati attivati i Servizi sociali del Comune di Bitetto.

Non riesce a passare e suona il clacson, 64enne aggredito con calci e pugni da ragazzini: schiaffi anche alla moglie

Un uomo di circa 64 anni è stato aggredito con calci, pugni e schiaffi da due ragazzini, nella tarda serata di sabato, nel centro di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.

A quanto si apprende, l’uomo, che è un operatore socio-sanitario, sarebbe stato aggredito mentre stava tornando a casa in auto con sua moglie. Arrivati in piazza Pasquale Dragano, dove si sono verificate altre aggressioni in passato, ha incontrato un gruppo di giovani con i cani al guinzaglio e ha suonato il clacson perché non riusciva a passare.

A quel punto si è avvicinata una ragazzina al finestrino e lo ha schiaffeggiato. La vittima è scesa dall’auto per cercare di parlare con loro ed è stato aggredito da un altro giovane con calci e pugni. L’aggressione sarebbe proseguita anche quando il 64enne è finito sull’asfalto. Secondo quanto riferito da Pio Cisternino, presidente del movimento popolare Sangiovannese, e amico di lunga data della vittima, anche la moglie sarebbe stata schiaffeggiata.

La vittima è stata poi accompagnata da una passante al pronto soccorso dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Medicato, è stato dimesso all’alba di oggi con una prognosi di oltre 30 giorni per una frattura vertebrale e lesioni al volto.

“Bisogna porre l’accento su quanto accaduto ad un amico e ad un professionista buono e serio in una zona della città non nuova a certi episodi soprattutto da parte di bande di ragazzini – dice Cisternino -. Bisogna lavorare per il ripristino della legalità in una cittadina che merita serenità e che è l’emblema della pace con la figura di San Pio. Non è escluso che presto si possa costituire un comitato di cittadini per le zone della città maggiormente a rischio”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Napoleone Cera: “A San Giovanni Rotondo due vigliacchi hanno aggredito un uomo senza motivo – afferma – chi sa, parli. Chi ha fatto questo, deve pagare, subito. Non c’è più tempo per stare zitti”. Sono in corso indagini per risalire ai responsabili.

Modugno, estorsione a imprenditore edile e schiaffi ai dipendenti: in manette 5 uomini del clan Capriati – I NOMI

Sono 5 le persone arrestate dalla polizia a Bari perché ritenute responsabili di diversi episodi di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore edile titolare della ditta appaltatrice dei lavori di miglioramento della viabilità di accesso alla nuova fermata Rfi-Rete Ferroviaria Italiana di Modugno (Bari).

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Taranto, operatore Sanitaservice prende a schiaffi infermiere in ospedale: “Ho sbagliato ma urlava con mio papà”

“All’arrivo al pronto soccorso, mio padre in un momento di particolare dolore e agitazione, con pressione ormai altissima e difficoltà a respirare, ha riportato in maniera concitata e a voce alta quanto stava vivendo, e ha riferito un insopportabile bruciore al petto. L’infermiere ha risposto urlando e inveendo contro mio padre che solo un’ora dopo è stato operato a causa di un infarto e che dovrà subire un’altra operazione a cuore aperto. Non ho saputo contenere il disagio e la rabbia per la reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo e, sbagliando, ho dato uno schiaffo all’infermiere”. Lo riferisce in una nota stampa l’uomo che ieri ha schiaffeggiato un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ed è stato identificato dai carabinieri.

“Sono un operatore sanitario della Sanitaservice – spiega – e lavoro nelle strutture del territorio jonico. Certamente mi scuso per quello che è accaduto, e per non aver saputo tenere a freno il mio grande disappunto, ma ci tengo a dare la reale versione dei fatti, dopo i quali peraltro ho chiesto scusa all’infermiere e dallo stesso ho ricevuto altrettanto. Scambio di scuse che è avvenuto davanti ai carabinieri. Dunque nessuna insofferenza per la fila e nessuna prevaricazione da parte mia”.

L’infermiere non avrebbe presentato denuncia nei suoi confronti, a differenza di quanto si era appreso in un primo momento”. “Ritengo – conclude l’uomo – che si debba avere estrema delicatezza nel trattare la sofferenza di chi si rivolge ai sanitari per necessità. Ciò significa non frasi urlate, non superficialità, né risposte come quella che ho sentito ieri: ‘qui volete essere tutti serviti per primi’. Il punto è che non siamo al ristorante, ma in un luogo dove la cura dovrebbe partire dal modo in cui i pazienti vengono trattati, dunque da quella che dovrebbe essere l’accoglienza”.

Taranto, vuole saltare la fila al Pronto Soccorso e prende a schiaffi l’infermiere: denunciato paziente

Un infermiere di 47 anni in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nella tarda serata di ieri è stato aggredito dal parente di un paziente che pretendeva di saltare la fila. L’operatore sanitario, colpito con un violento schiaffo al volto, è stato costretto a lasciare il servizio per farsi visitare dal medico di turno.

Per lui cinque giorni di prognosi. L’aggressore, a quanto si è appreso, è stato identificato dai carabinieri e denunciato per lesioni a pubblico ufficiale sanitario in servizio.

Bari, detenuto aggredisce agente in carcere. La moglie: “Si prendeva a schiaffi da solo basta abusi”

Torniamo ad occuparci della presunta aggressione avvenuta qualche giorno fa nel carcere di Bari ai danni di un agente della polizia penitenziaria, da parte di un detenuto ad alta sicurezza. Siamo stati contattati dalla moglie che ha voluto fornire una versione diversa da quella trapelata inizialmente.

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