Bari, abusa per 8 anni delle figlie dell’ex compagna: 52enne condannato a 6 anni e 8 mesi

Il Tribunale di Bari ha condannato, con rito abbreviato, ad una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione un 52enne ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata continuata e corruzione di minorenne.

L’uomo avrebbe abusato dal 2010 al 2018 delle due figlie dell’ex compagna con cui conviveva, fin da quando le due sorelle avevano rispettivamente 8 e 11 anni. Arrestato nel 2018, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, dovrà anche risarcire le costituite parti civili, le due presunte vittime degli abusi e i loro genitori, per 100 mila euro.

A pena espiata il 52enne sarà sottoposto anche alla misura di sicurezza del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da minori e del divieto di svolgere lavori che prevedano contatto abituale con minori.

 

 

Fine stato di emergenza, Regione Puglia: “Tamponi e test rapidi disposti dalle autorità sanitarie restano gratuiti”

Il Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, con circolare odierna diramata a tutte le articolazioni sanitarie e alle organizzazioni professionali, ha precisato che, a far data da oggi 1 aprile 2022, l’esecuzione dei test molecolari e antigenici rapidi da parte degli erogatori (laboratori, professionisti, Farmacie) che vengono effettuati per motivi di sanità pubblica connessi alla gestione delle attività di sorveglianza epidemiologica da Covid-19 continua ad essere garantita con oneri a carico del Servizio Sanitario Regionale sulla base di Protocolli d’intesa e Convenzioni vigenti.

“Come più volte detto, la fine dello stato d’emergenza non equivale alla fine della pandemia – dichiara l’assessore alla Sanità Rocco Palese – solo nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 35.592 test giornalieri e 6.872 persone in Puglia sono risultate positive al covid. La dimensione delle attività di monitoraggio è ancora molto ampia e pertanto i cittadini pugliesi potranno continuare ad avvalersi gratuitamente dei test molecolari e antigenici, quando questi sono disposti nell’ambito delle attività di sorveglianza delle Asl, recandosi nelle strutture, laboratori, farmacie e dai professionisti autorizzati”.

“In continuità con il lavoro portato avanti sinora – dichiara il direttore del Dipartimento Vito Montanaro – abbiamo ribadito che l’esecuzione dei test SARS-CoV-2 deve essere assicurata dalle Strutture e dai professionisti autorizzati facenti parte della Rete regionale SARS-CoV-2. Prosegue quindi alla stessa intensità il lavoro corale per garantire ai cittadini che risultano positivi al covid il servizio più efficiente e di prossimità”.

Banca Popolare di Bari, azionisti in protesta scrivono a Emiliano: “Regione dia risposte sui ristori”

Assoazionisti Banca popolare di Bari e il Comitato indipendente azionisti chiedono alla Regione Puglia di “dare effettivo corso al sostegno finanziario ai soci, per le azioni legali che stanno intraprendendo, come disposto nella legge regionale del 16 dicembre scorso, con la quale – ricordano in una lettera inviata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – sono stati stanziati 300mila euro a sostegno finanziario delle spese legali degli azionisti che hanno subito danni dall’acquisto di azioni bancarie”.

In una manifestazione di protesta che si è svolta stamattina a Bari con cartelli e striscioni, gli azionisti che si ritengono truffati dalla vecchia gestione dell’istituto di credito per aver acquistato anni fa azioni il cui valore è stato poi azzerato, chiedono anche di “concretizzare un intervento normativo per ristorare i soci dell’azzeramento del valore azionario, alla luce dell’ordine del giorno approvato in Senato nel corso della sessione di bilancio” che impegnava il Governo a valutare la possibilità dio istituire un fondo destinato al ristoro dei risparmiatori e soci della banca.

Infine, ai rappresentanti politici locali, chiedono di “sostenere la richiesta di dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione che sta affossando la banca invece di risanarla e sta sempre più depauperando il patrimonio dei soci”.

Corruzione in atti giudiziari: condanna annullata per l’ex gip di Trani Michele Nardi

La Corte d’Appello di Lecce, dichiarando la propria incompetenza territoriale in favore della Procura di Potenza, ha annullato la sentenza di primo grado con la quale l’ex gip tranese Michele Nardi era stato condannato dal Tribunale salentino a 16 anni e 9 mesi per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

Nardi era accusato di aver garantito esiti processuali favorevoli in più vicende giudiziarie e tributarie in favore di imprenditori coinvolti nelle indagini dei pm di Trani in cambio di danaro, gioielli e varie utilità.

La sentenza è stata annullata anche nei confronti degli altri 4 imputati. La Corte d’appello di Lecce, presidente Vincenzo Scardia, ha così accolto una delle eccezioni preliminari presentate nella scorsa udienza dal legale di Nardi, Domenico Mariani, e contestate dalla pubblica accusa.

Tra queste c’era la competenza territoriale con la quale si chiedeva di spostare a Potenza il procedimento perché collegato – secondo la difesa – alle funzioni di Carlo Maria Capristo, l’ex procuratore di Trani e di Taranto, indagato nel capoluogo lucano.

Oltre a Nardi il Tribunale di Lecce, il 18 novembre 2020, aveva condannato a 9 anni e 7 mesi di reclusione l’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro, ritenuto complice dell’ex pm tranese Antonio Savasta (condannato in primo grado con rito abbreviato in un processo-stralcio a 10 anni); 6 anni e 4 mesi erano stati inflitti all’avvocatessa barese Simona Cuomo; 5 anni e 6 mesi a Gianluigi Patruno; 4 anni e tre mesi a Savino Zagaria, cognato di Savasta.