“Amici di famiglia” abusano di ragazzini minorenni durante il doposcuola: condannati due uomini a 16 anni

Due uomini di 51 e 45 anni, sposati con rito civile e residenti nel Salento, sono stati condannati a 16 anni di reclusione ciascuno dal tribunale in composizione collegiale per abusi su due minorenni. La pena è superiore alla richiesta della Procura, che aveva chiesto 12 anni.

Secondo l’accusa, i due – amici di famiglia delle vittime – avrebbero compiuto gli abusi nella loro abitazione, dove i ragazzi venivano invitati con la scusa del doposcuola.

Le indagini sono partite dal racconto di un 15enne che frequentava la casa con regolarità. Il ragazzo ha riferito di episodi avvenuti tra febbraio e luglio 2022. Un secondo caso riguarda un altro minore, di un anno più giovane, per fatti risalenti all’agosto dello stesso anno. Le dichiarazioni delle vittime, raccolte in incidente probatorio, hanno portato alla contestazione di violenza sessuale di gruppo, accolta dai giudici.

Per i due imputati sono state disposte anche pene accessorie: interdizione perpetua dai pubblici uffici e da incarichi a contatto con minori, oltre al divieto temporaneo di frequentare luoghi abitualmente frequentati da ragazzi e all’obbligo di comunicare gli spostamenti. I due sono attualmente liberi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Possibile il ricorso in appello.

Orrore a Lecce, abusi su una bimba di 8 anni: arrestata la madre e un 71enne. Lei partecipava e registrava

Un uomo di 71 anni ed una donna di 53 sono stati arrestati dai carabinieri e portati in carcere con le accuse di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

I due, residenti in Salento, non sono conviventi. I fatti contestati nel provvedimento restrittivo, emesso dal gip di Lecce su richiesta della Procura, fanno riferimento al periodo compreso tra l’agosto 2024 e l’agosto 2025 durante il quale i due indagati avrebbero sistematicamente costretto una bambina di otto anni, figlia della donna arrestata, a subire abusi sessuali da parte dell’uomo, ai quali la madre avrebbe partecipato.

Quest’ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi con foto e video, trasmessi all’uomo assieme ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina.

Al momento dell’arresto i carabinieri hanno sequestrato apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli indagati. La bambina è stata affidata a una comunità protetta, al fine di garantirne l’incolumità e di avviare il necessario percorso di supporto e recupero.

Carabiniere ucciso a Francavilla, il medico legale in aula: “Legrottaglie ucciso con un solo colpo d’arma da fuoco”

Un solo colpo di arma da fuoco, esploso da una distanza superiore ai 50 centimetri. È quanto riferito dal medico legale Domenico Urso durante l’udienza davanti alla Corte d’assise di Brindisi nel processo per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie.

Il militare fu ucciso il 12 giugno scorso nelle campagne di contrada Tiberio, a Francavilla Fontana. In aula, il medico ha ricostruito gli esiti dell’ispezione cadaverica e dell’autopsia, ripercorrendo le circostanze della morte.

Secondo l’accusa, a sparare sarebbe stato il rapinatore Michele Mastropietro, poi deceduto, mentre il ferramenta Camillo Giannattasio, unico imputato, avrebbe avuto un ruolo di istigazione.

Nel corso dell’udienza è stata respinta un’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato. Presenti in aula la vedova del militare, Eugenia, e il collega Costanzo Garibaldi, in servizio con lui il giorno dell’omicidio. Il processo riprenderà il prossimo 26 maggio.

Prima la lite virale sul volo Ryanair, poi le minacce agli agenti per il video hot: condannata 36enne barese

Si era presentata alla Polizia Postale per denunciare la diffusione online di alcuni video sessualmente espliciti che la ritraevano, ma la situazione è rapidamente degenerata in insulti e minacce contro gli agenti. Per questo una donna di 36 anni, originaria di Bari e residente a Grumo Appula, è stata condannata a un anno e tre mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti risalgono al 27 maggio 2021, il giorno successivo a un altro episodio che l’aveva già resa nota alle cronache: una lite a bordo di un volo Ryanair da Ibiza a Orio al Serio, scoppiata per il rifiuto di indossare la mascherina, durante la quale la donna aveva insultato e aggredito alcuni passeggeri.

Presentatasi negli uffici della Polizia Postale in evidente stato di agitazione, la 36enne chiedeva la rimozione immediata dei video che la ritraevano nuda su una spiaggia di Ibiza.

Invitata dagli agenti a calmarsi, indossare correttamente la mascherina e fornire dettagli utili alla denuncia, la donna avrebbe invece reagito con offese e minacce nei confronti del personale, arrivando a insultare ripetutamente un poliziotto. A distanza di cinque anni, il tribunale ha emesso la sentenza: oltre alla pena detentiva, la donna dovrà risarcire il poliziotto con 1.700 euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno.

Dalle indagini è inoltre emerso che la 36enne era già stata segnalata per altri episodi, tra cui un tentato furto a Modugno e la violazione delle restrizioni durante il lockdown.

IL LEGALE – Rottamazione-quinquies, Genchi: “Opportunità importante ma scadenze imminenti”

Nella nuova puntata della rubrica IL LEGALE, questa volta abbiamo sorpreso l’avvocato Genchi all’esterno dell’Agenzia dell’Entrate per parlare della Rottamazione-quinquies, definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta nel 2026 che permette di sanare i debiti con il fisco (dal 2000 al 2023) pagando solo la sorte capitale. Consente di cancellare sanzioni, interessi e aggio, con una rateizzazione estesa fino a 9 anni. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Bari, incendio nella pizzeria Nico: non si esclude il dolo locali sequestrati. Evacuate 16 famiglie

Sono 16 le famiglie, per complessive 50 persone, fatte evacuare questa mattina al piano terra di una palazzina di quattro piani nel quartiere Sant’Anna a Bari a causa dell’incendio divampato questa mattina nella pizzeria Nico.

Le fiamme e i fumi hanno coinvolto il piano terra e i balconi delle abitazioni soprastanti, i locali della pizzeria sono stati sottoposti a sequestro. Non si esclude l’origina dolosa.

Secondo quanto si apprende da fonti del Comune di Bari, i residenti potrebbero rientrare in casa già in giornata. Le verifiche tecniche hanno infatti escluso danni strutturali all’edificio. Ai residenti saranno comunque date prescrizioni di sicurezza, relative in particolare al divieto di utilizzare i balconi.

Sul posto, per i rilievi e la messa in sicurezza, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato, la Polizia locale e la protezione civile. L’allarme in via Mimmo Conenna è scattato pochi minuti prima delle 6. Le operazioni di spegnimento delle fiamme, con due squadre dei vigili del fuoco e una autobotte, sono andate avanti per ore.

Brindisi, prelievo multiorgano da una donna nella notte al Perrino: “Gesto di straordinaria generosità”

Nella notte, presso l’ospedale Perrino di Brindisi, è stato effettuato un prelievo multiorgano da una donna che in vita aveva espresso la volontà di donare.

L’intervento, concluso intorno alle 7 del mattino, ha visto impegnato un team di chirurghi provenienti dal Policlinico di Bari e dall’ospedale Cardarelli di Napoli, in collaborazione con il personale sanitario del presidio brindisino.

L’équipe, coordinata dalla dottoressa Ada Patrizio, ha operato con professionalità e sinergia, garantendo il buon esito della complessa procedura.

Il direttore generale dell’Asl di Brindisi, Maurizio De Nuccio, ha espresso gratitudine per il “gesto di straordinaria generosità” della donatrice e della sua famiglia, sottolineando al contempo la competenza e la sensibilità dimostrate da medici, infermieri e operatori coinvolti.

Truffe agli anziani, consegna 2mila euro e gioielli: raggirata una donna a Corato. La Polizia arresta il ladro

Ancora una truffa ai danni di un’anziana, ma questa volta con un epilogo rapido e positivo grazie all’intervento delle forze dell’ordine. La Polizia di Stato è riuscita in poche ore a ricostruire l’accaduto, fermare il responsabile e recuperare l’intera refurtiva, riconducendo il caso alla cosiddetta “banda dei campani”, attiva da tempo in Puglia.

Vittima del raggiro una donna di Corato, ingannata con il consueto stratagemma della telefonata: un falso appartenente alle forze dell’ordine ha annunciato problemi giudiziari per un familiare, chiedendo denaro e oro per evitare conseguenze gravi. Spaventata, l’anziana ha consegnato circa duemila euro e alcuni preziosi a un uomo presentatosi direttamente alla sua abitazione.

Resasi conto della truffa, la donna ha contattato un familiare che ha subito allertato la polizia. Determinante l’intervento degli agenti del commissariato diretto dal vice questore aggiunto Francesco Filograno: grazie al sistema di videosorveglianza, è stato possibile identificare il truffatore e il veicolo utilizzato per la fuga.

La lettura della targa ha consentito di collegare l’episodio ad altri casi simili, facendo emergere il coinvolgimento di una banda specializzata proveniente dalla Campania. Immediato il coordinamento con la Polizia Stradale, che ha intercettato l’auto sull’autostrada in direzione Napoli, tra Benevento e Grottaminarda.

Il sospettato è stato arrestato e l’intera refurtiva recuperata e restituita alla vittima. L’operazione conferma l’efficacia della collaborazione tra intervento tempestivo, tecnologia e controllo del territorio nella lotta a un fenomeno purtroppo sempre più diffuso.