Giuseppe, l’83enne rimasto solo con la sua vecchiaia, è caduto e si è rotto la testa. Eravamo riusciti ad instaurare un rapporto con lui e stavamo cercando di prendere in mano la situazione, grazie anche ai modi gentili di Giuseppe. Ci siamo precipitati in piazza ad Adelfia in seguito alla caduta, sul posto è intervenuto il 118 ed è chiaro che non c’è più tempo da perdere.
Si sente male, chiama il 118 ma non riesce ad aprire la porta: liberata dai pompieri muore in ospedale a 40 anni
I Carabinieri indagano sulla morte di una 40enne di Racale, morta nella serata di ieri dopo aver accusato un malore in casa. La donna è riuscita a contattare telefonicamente il 118, ma non è riuscita ad aprire la porta della propria abitazione all’arrivo degli operatori sanitari.
Sul posto sono così intervenuti i Vigili del Fuoco. La 40enne è stata trasportata di corsa in ambulanza all’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano, dove però è è deceduta poco dopo il ricovero.
I carabinieri hanno avviato le indagini nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica, mentre le cause del malore sono in corso di accertamento.
“Mi sto lasciando andare”, Milena torna a casa ubriaca: “Chiamo sempre il 118 per la terapia” (5)
La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.
Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.
Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.
Milena è stata poi trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. È arrivato il momento di mostrarvi la prima parte dell’intervista registrata a casa sua dove Milena si è aperta ancora una volta con noi, parlando del suo passato, delle sue dipendenze, del rapporto con Antonio e della voglia di cambiare vita.
“Sto male aiutatemi”, centesima chiamata al 118. Milena è un problema sociale: “Riguarda tutti” (4)
La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.
Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.
Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.
Milena, ieri, è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. Presto vi mostreremo l’intervista registrata a casa sua. Quello che vogliamo sottolineare ancora una volta è che Milena è un problema sociale che riguarda tutti.
Disturbi psichiatrici, alcol e cocaina. Milena è distrutta: una donna in balia di se stessa (1)
Spesso ci siamo occupati del servizio 118 utilizzato come taxi o navetta, con ambulanze sottratte al territorio. Il caso di cui vi parliamo oggi è emblematico e ha come protagonista Milena, una donna di 50 anni, conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale.
Proprio qui è stata trasportata da un’ambulanza, ma sono diversi i “trasporti” avvenuti in una circostanza anche due volte nello stesso turno del 118. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol. Ci siamo avvicinati a lei, abbiamo instaurato un contatto e abbiamo iniziato a conoscere la sua storia.
Lavori all’ospedale, è caos “traslochi”. Operatori del 118 uniti: “Via solo se la sede è adeguata”
L’ombra delle tangenti, le carte sequestrate, la necessità di rifare le procedure d’appalto non sono una giustificazione a ciò a cui abbiamo assistito personalmente a Gravina in Puglia, dove si sta finalmente iniziando i lavori per la riqualificazione del nosocomio Madonna del Piede in ospedale di comunità.
Nessuno mette in dubbio la necessità di dover fare i conti con alcuni preventivabili disagi, ma essersi ridotti all’ultimo momento per individuare una sede alternativa per la postazione del 118, collocata proprio nella struttura, è una estrema leggerezza. Il 28 ottobre scorso c’eravamo anche noi quando tutta la corte celeste degli aventi parola in questo “trasloco” hanno incontrato tutti i componenti degli equipaggi del 118.
Un caos generale dettato anche dall’incertezza della nuova e temporanea collocazione. Due stanze, poi tre, forse quattro, ma facciamo cinque con il bagno nel corridoio da sistemare e uno interno a quella che dovrebbe essere la stanza dei medici. Tutto questo mentre gli equipaggi erano impegnati nel salvare la vita a un uomo di 60 anni colto da infarto. Uno stemi portato nell’Emodinamica del Miulli, per fortuna non occupata, perché in quella dell’incompleto ospedale della Murgia non è possibile trattare le emergenze.
Ma restiamo sul pezzo. Abbiamo toccato con mano l’estrema difficoltà di gestire qualcosa che si sarebbe potuta valutare fin dall’inizio. Medici, infermieri, autisti e soccorritori hanno messo le cose in chiaro: “Senza una sistemazione adeguata e fin da subito a regime da qui non ci spostiamo”.
Quello del 118, infatti, è un servizio di emergenza h24. Il personale passa in quei luoghi gran parte della propria giornata e deve dunque avere tutto il necessario per riposare, farsi una doccia, andare in bagno, tanto per dare qualche esempio. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, a complicare le operazioni di “trasloco” dei servizi all’interno della struttura c’è stata anche la presa di posizione di qualcuno, niente affatto disposto ad abbandonare la propria sede.
I tempi però stringono e non si può rischiare di perdere il finanziamento milionario. Entro giugno del 2026 deve essere tutto ultimato, non ci sono proroghe al PNRR. Insomma, l’ennesimo pasticcio al quale si sta trovando una soluzione mentre gli operai della ditta incaricata stanno provvedendo a delimitare l’area di cantiere.
Ma sono anche altre le ragioni del particolare sconcerto. Per consentire il recupero di spazi adatti ad accogliere temporaneamente i servizi assicurati nei locali interessati dai lavori si sono sbaraccate la stanza silente dell’Otorino e le sale dell’Odontoiatria, quando per molti sarebbe stato meno complesso e dispendioso adibire a buffer altre zone dell’ospedale. Insomma, dopo questo gran caos, la speranza è che si possa fare di tutto per assicurare la giusta dignità a tutti gli operatori, non solo del 118 e minor disagio all’utenza.
Kekka e Nico u uéve, storia finita. Dramma in diretta TikTok: carabinieri e 118 a casa. Lei se ne va
Dopo la doppia intervista esclusiva rilasciata nelle scorse settimane ai microfoni di Quinto Potere, torniamo ad occuparci di Nico u uéve e di Kekka. La storia tra il ladro pentito di TikTok e la donna è giunta ai titoli di coda.
Ma non finisce qui, perché i due sono stati protagonisti di una lite furibonda in diretta su TikTok, tanto da rendere necessario l’intervento dei Carabinieri e del 118 nell’abitazione. Kekka ha lasciato la casa. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti e la versione di Nico che ha rivolto un altro appello tramite un video.
Andria, investita da auto guidata un 20enne: grave bimba di 11 anni. Trasferita al Pediatrico di Bari
Una bambina di 11 anni è stata investita da un’auto guidata da un 20enne ieri pomeriggio in via Nenni ad Andria, riportando ferite gravi.
Soccorsa dal personale del 118 è stata trasportata prima all’ospedale Bonomo di Andria e poi, a causa della gravità delle lesioni, è stata trasferita in serata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia locale di Andria, l’11enne stava attraversando a piedi la carreggiata in prossimità di piazzale Mariano quando un’auto, guidata da un 20enne del posto, l’ha travolta.
La bambina dopo essere finita contro il parabrezza è stata sbalzata sull’asfalto. La posizione dell’automobilista, che si è fermato a prestare i primi soccorsi, è al vaglio degli agenti. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Follia a Foggia, la paziente muore e i parenti aggrediscono gli operatori 118. L’Asl: “Denunceremo violenze”
La Asl di Foggia denuncerà alla magistratura l’aggressione subita dagli operatori del 118 di Foggia che l’altra sera sono intervenuti per soccorrere una donna in arresto cardiaco, deceduta nonostante un massaggio cardiaco durato 58 minuti.
Lo spiega la Asl in una nota nella quale rivolge le “più sentite condoglianze alla famiglia della donna deceduta il 17 ottobre scorso” parlando di un “dramma che segna non soltanto le persone strettamente coinvolte, ma l’intera comunità”.
“Al tempo stesso – si sottolinea -, non possiamo tacere gli episodi di violenza ai danni degli operatori del 118 intervenuti”. “Agli operatori del 118 che hanno operato in condizioni estremamente difficili e delicate – si sottolinea nella nota – esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. La violenza, in qualunque forma, non può e non deve mai essere tollerata. È inaccettabile che chi ogni giorno presta soccorso ai cittadini debba temere per la propria incolumità. La sicurezza degli operatori sanitari è un diritto irrinunciabile: chi soccorre non è un bersaglio”.
Nella nota la direzione del dipartimento emergenza-urgenza e la direzione sanitaria sottolineano anche di “aver già acquisito e analizzato gli audio relativi alle comunicazioni intercorse durante l’intervento. Gli operatori del 118, nel rispetto dei protocolli, hanno utilizzato il defibrillatore e praticato il massaggio cardiaco, proseguendo le manovre salvavita per 58 minuti e annunciano che “nelle prossime sarà formalizzata la denuncia rispetto agli episodi di violenza subiti dagli operatori”.
Foggia, la paziente muore e i parenti aggrediscono i soccorritori 118: 6 feriti. Ambulanza fuori uso
Alcuni operatori sanitari in servizio presso il 118 della provincia di Foggia sono stati aggrediti nella serata di venerdì durante un soccorso ad una donna, poi deceduta.
L’aggressione, a quanto si apprende, è avvenuta a Foggia, e ha comportato una prognosi di dieci giorni per i sanitari per stress emotivo. Stando alla ricostruzione, nel tardo pomeriggio di venerdì è giunta una richiesta di soccorso alla sala operativa del 118 che ha inviato sul posto due ambulanze con soccorritore ed infermiere.
Il personale, accortosi della gravità della situazione evidenziata anche durante l’utilizzo del defibrillatore, avrebbe praticato il massaggio cardiaco per 58 minuti (costantemente seguiti telefonicamente da un medico in servizio presso la centrale operativa) ma la donna, in arresto cardiaco, non si è ripresa. Nel frattempo sul posto è giunta anche una terza ambulanza con un medico a bordo.
I parenti della persona deceduta, vista l’assenza del medico a bordo nelle prime due ambulanze, si sarebbero infuriati minacciando il personale intervenuto e lanciando oggetti contro le ambulanze, una delle quali è fuori uso per i danni riportati.
I sanitari, in tutto sei, tra cui il medico e cinque tra infermieri e soccorritori, hanno riportato tutti una prognosi di dieci giorni. Sul posto è intervenuta la polizia. “Il protocollo è stato eseguito correttamente – spiega il direttore della centrale operativa del 118 (nonché direttore del dipartimento di emergenza urgenza) Stefano Colelli. La donna era in arresto cardiaco e il personale ha eseguito correttamente tutte le pratiche di rianimazione cardio-polmonare.”










