Truffa del falso funzionario ad Acquaviva, il blitz dei Carabinieri fa saltare il piano: due arresti

I Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti, unitamente ai colleghi della Stazione di Putignano e della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia del Colle, hanno tratto in arresto in flagranza di reato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) Z.F. di 39 anni albanese e Z.F. di 21 anni, ritenuti responsabili di truffa aggravata ed estorsione ai danni di un anziano signore, messa in atto con il modus operandi del “falso funzionario”.

L’anziano poco prima aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, qualificatosi come suo nipote, comunicava che la madre si era resa responsabile di un reato e per questo trattenuta presso la locale caserma dei Carabinieri. Per tale situazione, rischiava l’arresto e per evitare ulteriori conseguenze era necessario versare i propri averi (preziosi e denaro contante) ad un Ufficiale Giudiziario che sarebbe passato di lì a breve presso la sua abitazione.

Poco dopo, presso l’abitazione, si presentava il finto funzionario ma in quel frangente, mentre il più giovane dei due malviventi aveva appena bussato al campanello per poter ritirare gli averi della vittima ed il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che riuscivano a bloccare il veicolo e l’occupante.

Il giovane truffatore, vistosi scoperto, scappava a piedi per le vie limitrofe. Fuga durata pochi minuti in quanto i militari riuscivano ad individuarlo e bloccarlo definitivamente presso la locale stazione ferroviaria, pronto a prendere un treno e far perdere definitivamente le proprie tracce. I due malviventi venivano quindi tratti in arresto ed associati alla Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione si inquadra nel più ampio servizio di prossimità, di controllo del territorio e di contrasto alla commissione di reati predatori, soprattutto in danno di persone anziane, posto in essere quotidianamente dai Carabinieri.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

In trasferta da Bari a Cassano, furto da 6mila euro in appartamento: arrestato 60enne

I Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 60 anni, residente a Bari, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di un furto in abitazione commesso lo scorso 6 maggio in quel centro cittadino.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari e culminata con il provvedimento emesso dal Gip, è partita subito dopo la denuncia del patito furto.

I militari, attraverso un accurato sopralluogo e l’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe trafugato elettrodomestici, monili in oro, orologi e altri oggetti di valore per un bottino complessivo di circa 6.000 euro.

Il 60enne è stato riconosciuto dai Carabinieri di Cassano, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Bari San Paolo, e rintracciato nella mattinata di ieri.

Dopo l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, il Giudice ha emesso la misura cautelare, ritenendo fondati i gravi indizi raccolti dagli investigatori e attuali le esigenze cautelari; L’uomo resta ora ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.

Spinazzola, investe extracomunitario e fugge senza prestare soccorso: arrestato 28enne per omicidio stradale

Un 28enne di Spinazzola, gravemente indiziato di omicidio stradale sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, è stato arrestato e posto ai domiciliari. Gli accertamenti sono stati avviati dopo il tragico incidente stradale verificatosi lo scorso 21 agosto, in cui un cittadino extracomunitario 40enne ha perso la vita, morendo sul colpo dopo essere stato investito dall’autovettura condotta dal giovane.

Dopo l’impatto, il conducente si è allontanato senza prestare soccorso, tentando anche di occultare il veicolo a circa 10 chilometri di distanza, nel territorio di Genzano di Lucania, con l’intento di far perdere le proprie tracce.

Il veicolo, danneggiato nella parte anteriore, è stato poi individuato e recuperato dai Carabinieri. Il 28enne si è successivamente costituito presso la caserma Carabinieri di Spinazzola. Dai test è emerso che il conducente si trovava alla guida sotto l’effetto di stupefacenti.

Bari, nascosto fra la merce in un camion diretto in Albania: latitante albanese arrestato al porto

La Guardia di Finanza e la Polizia di Frontiera hanno arrestato al porto di Bari un latitante albanese. L’uomo era nascosto tra la merce di un camion in partenza per l’Albania.

I militari hanno ispezionato un autoarticolato carico di materiale elettrico pronto a imbarcarsi e hanno scoperto l’uomo, dagli accertamenti si è scoperto che si trattava di un cittadino albanese ricercato da mesi.

Su di lui pendeva infatti un mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale di Valona lo scorso 10 febbraio. È accusato di gravi reati commessi in Albania, tra cui maltrattamenti in famiglia, rapimento e minacce. L’uomo è stato stato portato nel carcere di Bari.

Entra in Posta, minaccia i dipendenti con taglierino e si fa consegnare 270 euro: arrestato 46enne a Bari

Nella mattina del 5 settembre, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di 46 anni, pregiudicato, ritenuto l’autore di una rapina ai danni di un ufficio postale del quartiere “Libertà”, lo scorso 13 gennaio.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

I fatti, in relazione ai quali è stato emanato il provvedimento cautelare in argomento, risalgono alla mattina dello scorso 13 gennaio, allorquando, il 46enne, travisato con una sciarpa e calzante il cappuccio del giubbotto, entrava nell’ufficio postale e, con un taglierino, sotto minaccia, si faceva consegnare la somma di circa 270 euro.

Uscito dall’ufficio postale, il rapinatore ha cercato di far perdere le proprie tracce, spogliandosi di parte degli indumenti e gettandoli in un cassonetto della nettezza urbana. Anche l’arma utilizzata, un taglierino, è stata gettata sul sedime stradale. Sia i vestiti che l’arma sono stati ritrovati dagli operatori intervenuti.

L’immediata attività di indagine avviata dalla Squadra Mobile di Bari, sezione Contrasto al Crimine Diffuso, ha permesso, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, di ricostruire l’iter criminoso, sin dalla sua origine. La capillare conoscenza del territorio ha poi permesso di risalire all’identità dell’autore.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, il destinatario della misura cautelare risponde, pertanto, del reato di rapina pluriaggravata e lesioni personali.

Mola, blitz della Polizia nel ristorante. Eroina nascosta nel lavandino: arrestato titolare albanese

La Polizia di Stato di Bari, nel corso di un’attività di contrasto alla illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti, ha tratto in arresto un ristoratore trentenne, di origine albanese. È accusato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si evidenzia che questi sono accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Nel pomeriggio dello scorso 3 settembre, durante un servizio specifico, disposto nell’immediato hinterland a sud di Bari, in località Cozze a Mola di Bari, il personale della sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Bari, unitamente a personale della locale Divisione Polizia Amministrativa e ad unità cinofile, ha effettuato una perquisizione all’interno di un noto ristorante, in questa S.S. Adriatica n. 103, gestito da un cittadino albanese. La perquisizione ha avuto origine da una preliminare attività info-investigativa che indicava il predetto esercizio pubblico come insospettabile luogo di custodia di eroina, punto di riferimento per il rifornimento degli spacciatori della provincia barese.

Le operazioni hanno sortito esito positivo, difatti, grazie all’interessamento del cane antidroga utilizzato, all’interno di un vano sottostante di un lavandino, perfettamente occultato, è stato rinvenuto un panetto contenente della sostanza solida di colore marrone che successive analisi hanno accertato essere eroina, del perso di grammi 516.

Alla luce dei fatti emersi, il giovane, sedente a Bari ma, dimorante in una abitazione con contratto d’affitto scaduto, è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, cautelarmente, è stato condotto in carcere, a disposizione dell’A.G. procedente.

A seguito del citato controllo, al titolare del ristorante è stato notificato un provvedimento ex art. 100 T.U.L.P.S., emesso dal Questore di Bari, con cui è stata dispostala sospensione per 15 giorni dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande a carico dell’esercizio pubblico.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare odierna, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Altamura, cocaina in casa e nel garage: arrestato 26enne. Chiesti 4 anni di carcere nel processo per direttissima

I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La droga era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage.

Altri 4 grammi di cocaina, suddivisi in 9 involucri, sono stati trovati nella camera da letto della sua abitazione. Scoperti anche diversi materiali idonei al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari.

Durante il processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto si trova ai domiciliari.

Polignano, ha il braccialetto elettronico e va a casa dell’ex compagna: arrestato 41enne. Era nascosto tra le piante

I Carabinieri della Stazione di Polignano a Mare hanno arrestato, in flagranza di reato, un 41enne del luogo ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna.

Determinante, in questo caso, è stato il dispositivo di controllo, cd. “braccialetto elettronico”, applicato all’uomo a seguito della denuncia della donna, vittima di reiterati atti persecutori. Rilevata la sua presenza in prossimità della vittima, il dispositivo ha immediatamente inoltrato un “Alert” alla Centrale Operativa dei Carabinieri, consentendo quindi un intervento rapido ed efficace.

Nel corso della notte, infatti, i militari sono intervenuti nei pressi dell’abitazione della donna, sorprendendo l’uomo nascosto tra la vegetazione e, alla vista dei Carabinieri, ha tentato di darsi alla fuga. Lo stesso immediatamente individuato, è stato bloccato dai militari nonostante un tentativo di resistenza.

L’uomo è stato quindi tratto in arresto e tradotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne convalidava l’arresto.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui colpevolezza dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel contraddittorio tra le parti.

Non si ferma all’alt, tenta la fuga e si schianta contro muretto a secco: arrestato 46enne di Bitonto

La Polizia di Stato ha arrestato un 46enne bitontino, ritenuto presuntivamente responsabile, (accertamenti ancora nella fase delle indagini preliminari e che deve essere confermato dal giudice nel contraddittorio con la difesa) del reato di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

I poliziotti della Volante, avendolo riconosciuto mentre era alla guida di una autovettura, quale persona con numerosi precedenti di Polizia e attualmente sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di P.S. hanno intimato l’alt polizia per procedere al controllo.

Il predetto, anziché fermarsi, aumentava la velocità del veicolo dandosi a spericolata fuga nel tentativo di dileguarsi, mettendo di fatto a repentaglio l’incolumità propria e degli altri utenti della strada.

L’inseguimento, che proseguiva in zona periferica, terminava tra i fondi agricoli quando, a causa della forte velocità, il fuggitivo andava a collidere con un muretto a secco.

Prontamente è stato bloccato, nonostante una fervida resistenza, e veniva ammanettato. Condotto negli uffici del Commissariato di P.S., dopo le formalità di rito, veniva associato alla casa circondariale di Bari. All’esito dell’udienza di convalida per direttissima nel contraddittorio con la difesa, è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.