Bari, allarme bomba a San Giorgio: trovato ordigno bellico in una caletta. In spiaggia arrivano gli artificieri

Allarme bomba questa mattina a Bari, sul lungomare Alfredo Giovine, nei pressi della spiaggia libera di San Giorgio, dove intorno alle 11.30 è stato segnalato un possibile ordigno bellico abbandonato in una caletta sul mare.

Sul posto sono intervenuti rapidamente carabinieri e vigili del fuoco, mentre è stato richiesto l’arrivo degli artificieri per le verifiche del caso.

Le operazioni di sicurezza, ancora in corso, hanno portato alla chiusura del tratto stradale interessato, con circolazione interdetta dal ponte Garibaldi fino a Baia San Giorgio.

Disposta anche l’evacuazione di Marèa, il locale estivo con solarium adiacente alla spiaggia, oltre allo sgombero dei bagnanti e del parcheggio della struttura. Lo specchio d’acqua resta sotto controllo della Guardia Costiera.

Ssc Bari, Leccese scrive ai candidati alla presidenza FIGC: “Nessuna proroga al divieto di multiproprietà”

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha inviato oggi una lettera ai candidati alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, chiedendo un impegno chiaro sul rispetto della scadenza fissata al 1° luglio 2028 per il divieto di multiproprietà nel calcio professionistico.

L’iniziativa arriva al termine di una serie di confronti che il sindaco ha avuto nei giorni scorsi con i capigruppo del Consiglio comunale e con alcuni rappresentanti della tifoseria organizzata, dai quali è emersa la volontà condivisa di chiedere alla futura governance del calcio italiano certezze sul futuro della norma contenuta nell’articolo 16 bis delle NOIF.

Nella lettera, Leccese ricorda di aver già scritto lo scorso 15 dicembre al presidente della FIGC Gabriele Gravina per chiedere che la scadenza non venisse ulteriormente prorogata, valutando anzi la possibilità di anticiparla.

“Quanto sta accadendo alla SSC Bari rende quella richiesta ancora più urgente – scrive il sindaco -. La retrocessione in Serie C, maturata in anni di gestione che questa città ha vissuto come inadeguata e priva di progetto, è la dimostrazione concreta del danno che può causare una multiproprietà in cui uno dei due club finisce stabilmente ai margini delle priorità della proprietà comune”.

Il sindaco sottolinea come Bari non rappresenti un caso isolato o teorico, ma una comunità che chiede risposte sul futuro di un patrimonio sportivo e identitario che sente oggi in pericolo.

“Ho letto con preoccupazione dichiarazioni recenti che ipotizzano una revisione della norma per renderla meno rigida – prosegue Leccese -. Credo che i candidati a guidare il calcio italiano debbano dire chiaramente, prima del voto del 22 giugno, quale posizione intende tenere su questo tema”.

Nella missiva il sindaco evidenzia inoltre che l’intero Consiglio comunale di Bari, senza alcuna distinzione politica, gli ha conferito mandato di rappresentare la posizione della città e di chiedere formalmente ai candidati alla presidenza della FIGC di impegnarsi a non modificare tantomeno a prorogare la norma sulla multiproprietà, valutandone semmai un’anticipazione rispetto alla scadenza già fissata.

“Con questa lettera – conclude Leccese – interpreto il sentimento di una città che si sente in attesa, senza un progetto sportivo e senza certezze sul futuro. Una città che ha il diritto di sapere, prima del voto, da che parte stanno i futuri vertici del calcio italiano”.

Il San Nicola in comodato d’uso alla SSC Bari per i 5 concerti estivi: conto da 300mila euro. E Leccese attacca ancora

A seguito della scadenza della concessione quinquennale e della conseguente restituzione ufficiale dello stadio San Nicola all’amministrazione comunale, il Comune di Bari ha disposto un comodato d’uso temporaneo a titolo oneroso dell’impianto alla SSC Bari per i cinque concerti in programma tra il 18 giugno e l’8 luglio, a fronte del versamento di un corrispettivo complessivo di 300.000 euro.

Potete modificare questa parte

Il Comune ha quindi scelto di non procedere con una proroga della concessione alla SSC Bari (che avrebbe continuato ad usufruire della struttura in continuità con quanto stabilito dalla precedente concessione ovvero senza costi aggiuntivi), riacquisendo la piena disponibilità dell’impianto e rideterminando le condizioni: ne consegue che ogni forma di utilizzo del San Nicola da parte della SSC Bari è ora soggetta al pagamento di un corrispettivo stabilito dall’amministrazione.

Il comodato d’uso temporaneo riguarda esclusivamente lo svolgimento degli eventi musicali già programmati: i due concerti di Vasco Rossi e quelli di Eros Ramazzotti, Max Pezzali e Tiziano Ferro, per i quali i biglietti sono stati venduti e le date fissate quando la concessione dello stadio era in capo alla SSC Bari.
Il Comune ha così scelto di evitare un danno d’immagine per la città e disagi per gli oltre 200.000  fan già in possesso dei ticket.

“Lo stadio San Nicola è un bene della collettività barese e tale resterà – spiega il sindaco Vito Leccese -. Questa decisione non modifica in alcun modo la posizione dell’amministrazione sul futuro dello stadio e sul rapporto con la SSC Bari. Resta ferma, infatti, la nostra richiesta al Presidente Luigi De Laurentiis di mettere a conoscenza tanto noi quanto la città dei programmi per il futuro societario e sulla cessione del club, stanti le norme federali che fissano al 2028 il termine ultimo per la cessazione delle multiproprietà nel calcio. Nel periodo di utilizzo dell’impianto, continueranno le verifiche tecniche obbligatorie dell’intero complesso, comprensive del manto erboso, degli impianti di illuminazione e delle strutture, previste dalla normativa al termine di ogni periodo di concessione, come espressamente specificato anche in una lettera inviata dagli uffici alla società il 29 maggio scorso per il rilascio dell’immobile. Nel frattempo sto incontrando i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza e i rappresentanti delle associazioni dei tifosi. Il percorso che questa città dovrà compiere nei confronti della SSC Bari non può essere una scelta autonoma del sindaco: deve essere una scelta collettiva e trasparente. Una scelta della città di Bari”.

Disastro ambientale a Molfetta, commissariato il Consorzio Asi di Bari. No agli arresti dopo dimissioni e trasferimenti

Il gip del Tribunale di Trani ha disposto il commissariamento giudiziario del Consorzio Asi di Bari e della società Asi Spa nell’ambito dell’inchiesta sul presunto disastro ambientale nell’area industriale di Molfetta. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia Costiera con il supporto del Nucleo speciale d’intervento delle Capitanerie di porto, sostituisce la misura cautelare dell’interdizione all’attività.

Secondo gli investigatori, l’inquinamento della falda sarebbe stato provocato dallo sversamento di acque meteoriche e reflui industriali non depurati provenienti dall’intero comprensorio Asi.

La Procura aveva chiesto misure cautelari per tre persone: due richieste sono state revocate dopo le dimissioni degli interessati, mentre per il dirigente della Città Metropolitana Giampiero Di Lella il gip ha rigettato la richiesta in seguito al trasferimento ad altro ufficio.

La decisione arriva dopo le dimissioni dei vertici del Consorzio Asi Bari, della partecipata Asi Spa e di gran parte dei rispettivi consigli di amministrazione. In corso le procedure per notificare il provvedimento ai rappresentanti attuali degli enti: nominati due commercialisti campani come commissari giudiziari.

Bari, 15enne investita da auto a Japigia dopo essere uscita da scuola: è grave

Paura nel primo pomeriggio a Bari, nel quartiere Japigia, dove una ragazza di 15 anni è stata investita in via Archimede. Secondo le prime ricostruzioni, la giovane era appena uscita dall’istituto Polivalente quando è stata travolta da una Ford Ka condotta da un giovane automobilista.

La 15enne è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice rosso al Policlinico di Bari. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Rilascio carte d’identità elettroniche al posto di quelle cartacee: a Bari aperture straordinarie degli sportelli – INFO

La ripartizione Servizi demografici, elettorali e statistici rende noto che, al fine di ridurre i tempi di attesa per il rilascio delle Carte d’identità elettroniche (CIE), domani, sabato 6 giugno, saranno aperti in via straordinaria cinque sportelli degli uffici dell’Anagrafe comunale presso la sede centrale di largo Fraccacreta. Dalle ore 9 alle 13 il personale comunale sarà impegnato nell’evasione di circa 100 richieste di rilascio della CIE.

Per agevolare ulteriormente i cittadini e favorire la progressiva sostituzione delle carte d’identità cartacee con quelle elettroniche, in vista della scadenza della validità dei documenti cartacei fissata al prossimo 3 agosto, gli uffici di largo Fraccacreta resteranno aperti anche nelle ore pomeridiane della prossima settimana, dal lunedì al giovedì, dalle ore 15.30 alle 18.

L’iniziativa sarà replicata sabato 13 giugno, sempre dalle 9 alle 13, con l’apertura straordinaria di quattro sportelli dedicati al rilascio di ulteriori 80 carte d’identità elettroniche.

I cittadini interessati, per poter accedere, dovranno prenotarsi presentandosi personalmente presso le sedi dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) di via Roberto da Bari, via Trevisani, corso Vittorio Veneto, Palese, Carbonara, Japigia, San Paolo, Carrassi e Santo Spirito o contattando l’URP al numero 080 5772390, dal lunedì al venerdì, dalle ore 14 alle 17.

“Stiamo cercando di rispondere alle legittime esigenze di tutti i cittadini che devono rinnovare il documento d’identità o richiedere il rilascio della Carta d’identità elettronica – spiega la vicesindaca Giovanna Iacovone, che detiene la delega ai Servizi demografici -. Ovviamente si tratta di richieste non urgenti, poiché per le situazioni di comprovata necessità il rilascio in tempi rapidi è sempre garantito. Desidero esprimere il sincero ringraziamento dell’amministrazione comunale a tutto il personale degli uffici demografici che, con grande disponibilità e nonostante le attuali carenze di organico, assicura un impegno costante per garantire un servizio essenziale per la cittadinanza e far fronte all’aumento delle richieste registrato nelle ultime settimane”.

Caos a Bari, sopralluogo del Comune al San Nicola: si cerca una soluzione per i concerti di Vasco e Ramazzotti

Mentre resta aperto il nodo sulla gestione dei concerti in programma a giugno allo stadio San Nicola – con le date di Vasco Rossi ed Eros Ramazzotti ancora in cerca di una soluzione organizzativa – cresce il clima di rottura tra la città e la proprietà De Laurentiis.

Prosegue il braccio di ferro tra Comune e SSC Bari sul futuro dello stadio. Questa mattina i tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo nell’impianto dopo la scadenza della concessione, verificando condizioni e documentazione relativa alla manutenzione, nell’ambito della procedura per la ripresa in consegna dello stadio. Al momento però non sono stati avviati sgomberi né richieste formali di lasciare gli uffici del club.

Attesa per l’incontro tanto atteso tra il sindaco Vito Leccese e il presidente Luigi De Laurentiis, chiamati a confrontarsi sul piano industriale del club e sul futuro della società in vista della fine della multiproprietà nel 2028. Un passaggio decisivo anche per la firma della lettera di disponibilità del San Nicola, necessaria per l’iscrizione del Bari al prossimo campionato entro il 16 giugno. Resta inoltre aperta la partita sulla nuova concessione quinquennale dello stadio, con la commissione incaricata di valutare l’unica proposta ricevuta.

Il sindaco Vito Leccese è chiamato a decidere in tempi stretti come garantire lo svolgimento degli eventi dopo il ritorno dello stadio sotto la gestione comunale. Tra le ipotesi c’è l’affidamento a una società esterna, anche se la soluzione appare complessa.

Sul fronte sportivo, la contestazione contro la famiglia De Laurentiis si fa sempre più dura. Bari è stata tappezzata da migliaia di manifesti con il messaggio “Sparisci! Ci hai rotto il calcio”, simbolo di un malcontento esploso dopo la retrocessione in Serie C e alimentato dall’incertezza sul futuro del club. Anche il sindaco Leccese ha assunto una posizione netta

Bari, nuova ordinanza per il conferimento dei rifiuti: 21 multe e 5 attività di ristorazione sanzionate con 1000 euro

A pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova ordinanza sindacale sul corretto conferimento dei rifiuti (1° giugno), la Polizia Locale rende noti i primi risultati delle attività di monitoraggio e controllo svolte sul territorio.

Come noto l’ordinanza, che riunisce e aggiorna in un unico testo tutte le disposizioni precedenti in materia, introduce un significativo inasprimento delle sanzioni pecuniarie, che possono arrivare fino a 1.000 euro per l’abbandono dei rifiuti, anche in prossimità dei cassonetti stradali. Sono inoltre previste sanzioni accessorie, tra cui la sospensione dell’attività commerciale in caso di reiterate violazioni.

Dai primi controlli effettuati emerge che gli agenti della Polizia Locale, impegnati nel contrasto ai fenomeni di degrado urbano in tutta la città, hanno accertato 21 violazioni nei quartieri Umbertino e Libertà, nel centro storico e a Torre a Mare. Tra i trasgressori figurano anche cinque attività di ristorazione che hanno abbandonato sacchi di rifiuti indifferenziati nei pressi dei cassonetti stradali. Grazie all’attività investigativa svolta dagli agenti, con il supporto del personale AMIU, è stato possibile risalire ai responsabili, titolari di altrettanti esercizi commerciali, ai quali sarà notificata una sanzione di 1.000 euro per abbandono di rifiuti. Le restanti sanzioni hanno riguardato principalmente il mancato rispetto degli orari previsti per il conferimento.

“Con la nuova ordinanza sul corretto conferimento dei rifiuti – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e alla Polizia Locale Carla Palone – intendiamo favorire un deciso incremento della percentuale della raccolta differenziata nella nostra città e contrastare con maggiore efficacia quei comportamenti che compromettono il decoro urbano e la qualità dell’ambiente. Ai titolari delle cinque attività di ristorazione individuate, che a breve riceveranno una sanzione di 1.000 euro, ricordo che, in caso di un’ulteriore violazione accertata nel biennio, scatterà anche la sospensione dell’attività da tre a cinque giorni. Il mio auspicio è che questi primi controlli rappresentino un deterrente e inducano tutti, cittadini e operatori economici, ad adottare comportamenti corretti e rispettosi delle regole, nell’interesse dell’intera comunità”.

“Gli esiti delle prime attività di monitoraggio confermano, purtroppo, quanto molti cittadini avevano già segnalato – aggiunge l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -: la mancata adesione al sistema di raccolta porta a porta da parte di numerose utenze del settore della ristorazione. Parliamo di attività che lavorano molto e che beneficiano della crescente capacità attrattiva della nostra città, scelta da un numero sempre maggiore di visitatori per il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, ma anche per il senso di ospitalità che la contraddistingue. Un patrimonio che rischia di essere compromesso dalle immagini di incuria e abbandono dei rifiuti che vengono segnalate quotidianamente dai cittadini e documentate dagli operatori impegnati nei controlli.

Dallo scorso agosto la Polizia Locale affianca l’amministrazione comunale nell’attuazione del nuovo modello di raccolta porta a porta dedicato alle utenze non domestiche, un sistema fondato sul principio della responsabilità condivisa. Ci auguriamo che l’inasprimento delle sanzioni previsto dalla normativa nazionale e recepito nella nuova ordinanza comunale contribuisca a far comprendere anche ai più refrattari al rispetto delle regole che la tutela dell’ambiente e del decoro urbano richiede l’impegno di tutti. La qualità ambientale si costruisce ogni giorno attraverso comportamenti responsabili : solo lavorando insieme, amministrazione, cittadini e operatori economici, potremo preservare la bellezza della nostra città, migliorare la qualità della vita dei residenti e rafforzarne ulteriormente l’attrattività turistica e culturale”.

Bari, il pub Crossroad chiuso da giorni. Lo sfogo: “Colpa della burocrazia. Difficile avere fiducia in questo Paese”

“Stiamo attraversando un periodo tosto, stiamo avendo dei problemi burocratici relativi alla veranda e questo sta comportando questi giorni di chiusura. La questione è puramente burocratica ed è una lotta con il Comune di Bari per una qualcosa che non comprendiamo bene a fondo. Abbiamo fatto i nostri errori, certo e ve li spiego”.

Inizia così il post pubblicato sulla pagina del Crossroad, pub situato tra San Pasquale Alta e Mungivacca a Bari. Le saracinesche sono abbassate da giorni. “Tempo fa dimenticammo di rinnovare la domanda di occupazione di suolo pubblico per l’esterno e questo ha portato a controlli dai quali la Polizia Annonaria di Bari ha rilevato delle incongruenze della nostra veranda (sono 10 anni che ce l’abbiamo regolarmente autorizzata) con il regolamento di decoro urbano, da lì sono partite una serie di controlli, sanzioni e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare a un’ordinanza di chiusura di 5 giorni…cosa che abbiamo alla fine fatto (dopo un ricorso al TAR che ci ha inizialmente dato ragione)”.

Il 3 giugno il locale ha riaperto, ma la situazione è nuovamente cambiata nelle ore successive. “Si è presentata una coppia di agenti della Polizia dell’Annona che mi ha letteralmente detto che la chiusura deve prorogarsi fin quando non smantelliamo completamente la veranda esterna altrimenti mi avrebbero denunciato”, si legge nel post.

“La struttura è regolarmente autorizzata con una SCIA di edilizia privata, ciò che manca ancora è il rinnovo dell’occupazione del suolo pubblico che abbiamo ovviamente provveduto a richiedere e sul quale stiamo attendendo risposta in merito. Insomma per loro se non smantelliamo tutto (per poi rimontare non appena ci daranno l’autorizzazione) noi non possiamo riaprire! – conclude il gestore -. Siamo persone che lavorano a Bari, che hanno creato impresa, che danno lavoro ad altre persone, che vendono un prodotto che dà gioia e serenità alla comunità, che pagano le tasse e che vengono privati all’improvviso della proprietà sulla quale hanno investito soldi, notti, tempo, fatica fisica e sinceramente essere attaccati in maniera così forte da chi dovrebbe proteggerti, farti lavorare, farti sentire più sicuro è una sensazione che demoralizza, ti butta giù e ti fa penare e pensare!!! Io personalmente lotterò fino allo stremo per difendere il Cross, ciò che è mio, ciò che è anche vostro ma a volte è veramente difficile avere ancora fiducia in questo paese, in questa città la retorica mi porta a pensare che c’è tanto in questa città sul quale bisognerebbe accanirsi anziché farlo su un’attività che vende panini, birre e felicità. Le regole vanno rispettate certo, e noi cerchiamo sempre di farlo, però l’essere umano dovrebbe essere dotato di tolleranza, umanità e comprensione, cosa che noi nel nostro lavoro facciamo quotidianamente e che ci saremmo aspettati anche da queste forze dell’ordine e da questo Comune. Questo vi dovevo, per tutto quello che ci avete dato sempre, chiarezza e sincerità…come è nel nostro modo di intendere tutto, la vita, il lavoro e il sociale! Di sicuro lotteremo e ci difenderemo e faremo di tutto per dare a Noi e a Voi sempre un posto dove poter stare, mangiare, bere e ascoltare buona musica Rock e sentirvi sempre a casa vostra. Vi avviseremo per tempo quando potremo riaprire in sicurezza e in totale trasparenza”

Furti in casa tra Bari e BAT, in azione con fiamma ossidrica e parrucche: 5 condannati arrestati a Bari

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto 5 persone, in ottemperanza agli ordini di esecuzione per la carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari e conseguenti alle sentenze definitive di condanna per associazione per delinquere 416 c.p. finalizzata ai reati di cui agli artt. 624, 624 bis e 625 c.p., commessi nelle provincie di Bari e BAT tra il 2020 e il 2021.

Le condanne sono giunte a seguito delle risultanze investigative raccolte, con attività tecniche, perquisizioni e pedinamenti, dai militari della Compagnia Carabinieri di Monopoli che hanno ricostruito l’esistenza di un’organizzazione criminale ben strutturata, con il proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di denaro e oggetti di valore dalle casseforti installate nelle abitazioni delle vittime, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica.

Gli arrestati, secondo quanto emerso, utilizzavano per commettere i crimini, radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (cd. jammer), flessibili, e auto di grossa cilindrata di provenienza furtiva o con applicate targhe falsificate, scegliendo le vittime da colpire dopo aver studiato le loro abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti mirati.

Per introdursi nelle abitazioni delle vittime, gli associati, che erano soliti indossare parrucche da donna, passamontagna e mascherine, utilizzavano, sia chiavi sottratte ai proprietari che quelle riprodotte a partire da una foto. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica a Bari usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.