Lite per spaccio ad Altamura, 30enne accoltellato: arrestato 65enne. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

I Carabinieri della Stazione di Altamura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari nei confronti di B.G., cl. 1961, ritenuto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio commesso con un coltello (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Il provvedimento cautelare scaturisce da una attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che ha consentito, in tempi particolarmente celeri, di procedere alla completa ricostruzione dei fatti e di delineare il quadro indiziario a carico dell’indagato.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’episodio, verificatosi nella serata del 24 gennaio 2026, sarebbe maturato per futili motivi, riconducibili a contrasti nell’ambito di una presunta attività di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’aggressione sarebbe rimasto ferito per due coltellate al petto D.F., cl. 1996, vittima del gesto.

L’immediata acquisizione delle testimonianze, unitamente ai riscontri investigativi e agli accertamenti svolti nell’immediatezza dell’evento, ha permesso ai Carabinieri di ricostruire puntualmente la dinamica dell’accaduto e di sottoporre gli elementi raccolti all’Autorità Giudiziaria, che ha condiviso l’impianto accusatorio adottando la misura cautelare.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Spaccio tra Mesagne e Latiano, blitz antidroga della Polizia: 7 persone ai domiciliari e 17 indagati – NOMI

Sette persone sono state arrestate a Mesagne in un’operazione antidroga condotta dagli agenti del commissariato  e coordinata dalla procura. Le accuse nei loro confronti sono di detenzione, in concorso, ai fini di spaccio di sostanze stupefacente.

Le sette persone sono finite ai domiciliari. Sono Bruno Magrì, 45 anni, Andrea Massafra, 34 anni, Lorena Marra, 42 anni; Angelo Belfiore, 41 anni, Tony Tarantino, 41 anni (tutti di Mesagne) e Margherita Modesto, 53 anni, e Oronzo Santoro, 59 anni, entrambi di Latiano.

Altre quattro persone sono sottoposte a obbligo di dimora: Danilo Carone, 41 anni, di Mesagne, Cosimo De Fazio, 43 anni, Vito Carbone, 56 anni, e Giuseppe Sergio, 26 anni, tutti di Brindisi. In totale sono 17 le persone indagate nell’inchiesta. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Bisceglie, 20enne sorpreso fuori da scuola con marijuana e cocaina: arrestato. In manette anche una donna

I carabinieri hanno notato un 20enne, nei pressi di una scuola media a Bisceglie, con un atteggiamento sospetto. Il giovane aveva con sé alcune dosi di sostanza stupefacente già pronte per la cessione: una di hashish, due di marijuana, una di cocaina. Trovati anche 335 euro in contanti, per questo è stato arrestato ed è finito ai domiciliari.

Arrestati anche un 24enne e una 36enne del posto. Per il primo sono stati disposti i domiciliari, per la donna si sono aperte le porte del carcere. Le accuse sono di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Nel corso di perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti del 24enne sono stati trovati 250 grammi di marijuana, 100 grammi di hashish, 2.640 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi e 9 proiettili calibro 7,65. In casa casa della donna arrestata, invece, sono stati sequestrati 13 grammi di cocaina, 2 di hashish e 3.950 euro in contanti.

Bari, spaccio al Libertà. Arrestati mamma e figlio pusher davanti casa: condannati nel giro di poche ore

Nella serata di ieri gli agenti della Polizia Locale, insospettiti da strani movimenti, hanno fermato un uomo presso la sua abitazione situata al quartiere Libertà di Bari.

L’uomo è in risultato in possesso di sostanze stupefacenti, mentre la mamma ha tentato di disfarsi di una busta fra le autovetture in sosta. All’interno sono stati trovati oltre 110 grammi di hashish, confezionati in piccole dosi, un bilancino per la pesatura e 225 euro, probabilmente provento dell’attività illecita. Sostanze, materiale e denaro posti immediatamente sotto sequestro giudiziario.

Madre e figlio sono stati così arrestati e questa mattina si sono presentati nell’udienza disposta davanti all’autorità giudiziaria. Gli arresti e i sequestri sono stati convalidati il giudice ha disposto le condanne di 2 anni e mezzo ai domiciliari per il figlio e di un anno e mezzo con obbligo di firma e dimora alla madre.

Spaccio a Bitonto, maxi blitz nel centro storico: telecamere nascoste dai clan per controllare l’area. Due arresti

Maxi operazione dei Carabinieri nella serata di ieri, 11 febbraio, nel centro storico di Bitonto contro la criminalità organizzata. Sono state scoperte diverse telecamere che erano state installate, nascoste tra vicoli e archi, per controllare l’area 24 ore su 24 e svolgere così indisturbata l’attività di spaccio. Alcune sarebbero state addirittura murate nel cemento.

In campo i carabinieri del Comando provinciale di Bari e del Nucleo cacciatori di Puglia, supportati dal Nucleo elicotteri e dai cinofili. Le perquisizioni eseguite con l’assistenza dei cani antidroga hanno inoltre consentito di eseguire l’arresto di due persone già note che sono state trovate in possesso di ingenti quantitativi di stupefacenti destinati allo spaccio.

“Venerdì ho partecipato al Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico chiedendo con forza una maggiore presenza dello Stato in città, alla luce degli ultimi gravi avvenimenti. Oggi è arrivata una risposta forte e decisa”, le parole del sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci .

“Un segnale importante che va nella direzione che abbiamo indicato. Io continuerò, senza paura, a chiedere più sicurezza, più controllo del territorio e più attenzione per la nostra comunità – ha continuato Ricci -. Andrò avanti con determinazione, perché so di avervi al mio fianco. Ringrazio per questa tempestiva operazione il Prefetto dottor Francesco Russo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Gianluca Trombetti, la Maggiore Giovanna Bosso, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Bitonto Roberto Tarantino. Non mollo. Non molliamo”.

Armi, spaccio gestito dal carcere e spedizioni punitive per i debitori: 4 arresti tra Minervino e Andria

Quattro persone d’età compresa tra 37 e 62 anni sono state arrestate per detenzione e spaccio di droga, furto aggravato, detenzione di armi e tentata estorsione dai Carabinieri. Tre di loro sono di Minervino Murge, l’altro di Cosenza ma residente ad Andria.

L’indagine, condotta tra ottobre 2024 e febbraio 2025, rientra nell’operazione “Crocevia”, conclusasi il 9 ottobre 2024 con l’arresto di 10 persone. Gli indagati rimasti in libertà, subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, hanno subito ripreso a gestire gli affari illeciti nel centro murgiano così permettendo il proseguimento del controllo del mercato degli stupefacenti.

Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i rimanenti invece gli arresti domiciliari. Uno dei quattro soggetti continuava a delinquere anche in carcere dal cui interno continuava a coordinare le illecite attività, grazie ai colloqui con i familiari.

Impartiva ordini su come convincere i debitori più riottosi a farsi pagare anche incitando all’uso della violenza. Gli indagati, inoltre avevano a disposizione anche armi da sparo, con munizioni.

Spaccio di droga nel Barese, smantellata organizzazione di giostrai: 5 condanne definitive. La base logistica a Gioia

La Polizia di Stato ha eseguito cinque ordini di carcerazione, emessi in data 26 gennaio u.s. dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di altrettanti soggetti, condannati per aver partecipato, a vario titolo, ad una associazione per delinquere, dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

In particolare, quattro, tra i cinque destinatari dei provvedimenti giudiziari, sono stati condannati, in via definitiva, in quanto responsabili del reato di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti; il quinto, invece, è stato condannato, oltre che per il predetto reato, anche per aver fatto parte di un’associazione dedita al traffico di sostanza stupefacente.

I provvedimenti di carcerazione originano da una complessa attività investigativa condotta, nel 2007, dalla Squadra Mobile di Bari, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che consentiva di accertare l’esistenza di una organizzazione criminale, operante nella provincia barese, dedita al traffico di sostanze stupefacenti e composta da numerosi giostrai, legati tra loro da vincoli di parentela, con base logistica in Gioia del Colle.

Il gruppo criminale, in particolare, gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish nei comuni di Gioia del Colle, Putignano, Santeramo in Colle, Altamura, Bisceglie, Casamassima e nelle città di Matera, Foggia e Taranto.

Nella mattinata odierna, personale della Squadra Mobile, unitamente a personale del Commissariato di P.S. di Putignano e della Squadra Mobile di Taranto, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine di Bari ha rintracciato i destinatari degli ordini di carcerazione che disponevano per tre soggetti il carcere mentre, per i restanti due, la contestuale sospensione dell’esecuzione.

Spaccio, furto e in giro con un tirapugni: denunce e arresti a Bari. Il report della Polizia

Nel corso degli specifici servizi di controllo del territorio ad “Alto Impatto” disposti nei giorni scorsi dal Questore di Bari, Annino Gargano, la Polizia di Stato ha intensificato le attività di prevenzione e vigilanza a tutela della sicurezza pubblica.

Nelle zone di piazza Umberto, piazza Cesare Battisti e piazza Moro sono state controllate 329 persone, di cui 97 con precedenti o segnalazioni di polizia e 64 stranieri. 3 sono state segnalate all’Autorità Amministrativa per uso personale di sostanze stupefacenti. Effettuate 3 perquisizioni personali ed 1 domiciliare. Per alcuni cittadini extracomunitari sono in corso, da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bari, approfondimenti circa la loro posizione sul territorio nazionale.

Un cittadino italiano è stato denunciato in stato di libertà per possesso di arnesi atti allo scasso e di un tirapugni. Una persona è stata tratta in arresto per spaccio di sostanza stupefacente di tipo cocaina, segnalato all’Autorità Amministrativa l’acquirente. Inoltre, 2 persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto per furto aggravato.

Effettuati 18 posti di controllo nell’ambito dei quali sono stati sottoposti a verifica 122 veicoli. Elevate 6 sanzioni per infrazioni al Codice della Strada, ritirata 1 patente di guida. Sottoposto a fermo amministrativo 1 veicolo.

Eseguite verifiche presso 2 esercizi commerciali del quartiere Umbertino, senza riscontrare irregolarità. L’attività di controllo proseguirà nei prossimi giorni, al fine di garantire condizioni di sicurezza e legalità.

Traffico di droga tra Svizzera, Spagna, Nord Europa e Italia: 9 misure cautelari. Arresti anche a Bari

Sgominata un’organizzazione internazionale che trafficava droga tra Svizzera, Spagna, Nord Europa e Italia. La Direzione distrettuale antimafia di Ancona e il Ministero pubblico della Confederazione Svizzera, con il coordinamento di Eurojust e della Procura nazionale antimafia, hanno eseguito nove misure cautelari nei confronti dei vertici e dei membri del gruppo, che operava nelle province di Macerata e Fermo con base nel Canton Ticino. Le operazioni si sono svolte a Civitanova Marche (Macerata), Fermo, Porto San Giorgio (Fermo), Milano, Treviso, Bari e in Svizzera e Danimarca.

Ad agire sono stati il Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Ancona, il Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata e la polizia federale svizzera, che hanno perquisito le abitazioni degli indagati e sequestrato attività commerciali utilizzate come copertura.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione trafficava cocaina, marijuana e hashish. La droga veniva acquistata in Spagna (hashish) e nel Nord Europa (cocaina), trasportata in Italia da corrieri e destinata principalmente alle Marche, dove complici locali la rivendevano soprattutto all’ingrosso. Le indagini hanno fatto emergere traffici anche verso altre regioni italiane.

L’inchiesta è stata condotta con attività coordinate su territorio italiano e svizzero, contatti diretti tra le polizie giudiziarie e scambi continui di informazioni, che hanno permesso di ricostruire la struttura del gruppo nonostante operasse in diversi Stati.

Piazze di spaccio, faida tra i clan Misceo e Annoscia a Noicattaro: chiesti 16 anni per Giuseppe Annoscia

I pm Fabio Buquicchio, Daniela Chimienti e Domenico Minardi hanno invocato una pena di 16 anni di reclusione nei confronti di Giuseppe Annoscia, soprannominato “Schpidd”, nell’ambito dell’inchiesta Noja sui clan Misceo e Annoscia.

Il 54enne di Noicattaro è ritenuto il mandante dell’agguato del 3 marzo 2021 nel quale Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata.

Il primo fu colpito alle spalle e riportò gravi lesioni, il secondo fu ferito invece al gomito e al fianco. A sparare, secondo la Proccura, fu Giuseppe Patruno. L’agguato secondo gli inquirenti rientra nell’ambito della guerra tra i clan per il controllo delle piazze di spaccio.

In totale sono 69 gli imputati, 52 hanno chiesto il rito abbreviato. Le richieste di condanna vanno dai 3 e ai 20 anni di carcere. Altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano. I reati contestati spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, dal porto e detenzione di armi fino alla resistenza a pubblico ufficiale.

La Procura di Bari ha invocato nelle precedenti udienze una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan. Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli.