Chiusa in casa e senz’assistenza, anziana disabile si toglie la vita: indagato il figlio 34enne a Taranto

Un uomo di 34 anni di Taranto è indagato per sequestro di persona e abbandono di incapace aggravato dal suicidio della madre, affetta da un disturbo depressivo cronico.

Secondo le indagini della Procura, il figlio avrebbe trascurato l’assistenza della donna e talvolta l’avrebbe chiusa in casa, limitandone la libertà.  L’8 ottobre 2024, mentre era sola nell’appartamento, la donna si è suicidata lanciandosi dal balcone.

L’indagato ha ora 20 giorni per presentare memorie o difese prima che il pm decida se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare il caso.

Bus di Taranto senza pace, nuovo assalto e altra sassaiola: vetri infranti ma nessun ferito. L’ira dell’azienda

Ancora un autobus preso di mira a Taranto. Nella serata di ieri un mezzo della linea 15 di Kyma Mobilità, la società partecipata per il trasporto urbano, è stato preso a sassate mentre transitava nel quartiere Lido Azzurro. Le pietre lanciate contro il veicolo hanno mandato in frantumi diversi cristalli. Dura la reazione dell’azienda.

“Il quartiere Lido Azzurro – si legge in una nota – è stato teatro di una vile sassaiola. L’atto vandalico ha causato la rottura di diversi cristalli, colpendo in particolare i vetri del posto guida. Solo per una fortunata coincidenza il conducente è rimasto illeso, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere drammatiche”.

Kyma Mobilità chiede un intervento immediato per garantire la sicurezza di lavoratori e passeggeri. “Non possiamo più tollerare questa situazione. Pretendiamo un intervento delle autorità competenti – aggiunge la società partecipata – per garantire la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia, soprattutto nelle zone più a rischio”.

“L’azienda è pronta a prendere decisioni drastiche nei quartieri in cui questi episodi si verificano con preoccupante frequenza. La sicurezza non è, e non sarà mai, oggetto di negoziazione”, conclude.

Pretende soldi per l’alcol, distrugge casa e minaccia la madre e la sorella: arrestato 65enne a Taranto

Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte.

A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si sarebbe presentato nel primo pomeriggio nell’abitazione della sorella, dove vive anche la madre anziana, pretendendo di entrare.

Di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Una volta nell’appartamento avrebbe chiesto soldi alla madre, presumibilmente per acquistare alcol. Al diniego della donna, il 65enne sarebbe andato in escandescenza, danneggiando alcuni suppellettili e arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri.

I militari della sezione radiomobile, arrivati rapidamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza le vittime, accompagnando poi il 65enne in caserma. Nel formalizzare la querela, madre e figlia hanno raccontato che episodi simili si sarebbero verificati già in passato. L’uomo avrebbe infatti tenuto da tempo, soprattutto nei confronti dell’anziana madre, comportamenti vessatori fatti di minacce e aggressioni verbali e fisiche. Attivata la procedura prevista dal ‘codice rosso’, il 65enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto in carcere.

Ex Ilva, ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano. I cittadini: “Vogliamo lo stop immediato non ad agosto”

“Il Tribunale ha demolito la nuova Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) propagandata dal governo Meloni come la panacea di tutti i mali. Ma ha reso una motivazione contraddittoria sulla sospensione dell’attività produttiva. Anzichè ordinare l’immediata sospensione di essa ha concesso un ‘termine di grazia’ che viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea e cioè che le proroghe sono illecite. Abbiamo quindi impugnato la decisione con riguardo a questo termine concesso che è di 3 anni decorrenti dalla scadenza dell’ultima Aia (24 agosto 2023)”. Lo annunciano i promotori dell’azione inibitoria contro l’ex Ilva che chiedono lo stop dell’area a caldo.

Il Tribunale di Milano ha ordinato all’azienda la sospensione dal 24 agosto in caso di mancata ottemperanza in tempi certi alle prescrizioni. Contro questo provvedimento è stato ora proposto ricorso alla Corte d’appello dall’avv. Maurizio Striano, che assiste – con il collega Ascanio Amenduni – gli 11 cittadini aderenti all’associazione ‘Genitori Tarantini’ promotori dell’azione inibitoria.

Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata degli impianti perchè ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine. “Un altro motivo di impugnazione – spiega Striano – riguarda la ‘giustizia climatica’. Infatti il Tribunale ha respinto la nostra domanda di ordinare ai gestori l’abbattimento delle emissioni di CO2 che non sono tossiche, ma sono sicuramente nocive per gli effetti che hanno sul clima e, di conseguenza, sulla vita delle persone. Le motivazioni del Tribunale non tengono in alcun conto le argomentazioni svolte in un parere pro veritate dal professor Carducci, massimo esperto in materia in Italia e non solo. Ora dovrà pronunziarsi la Corte di Appello di Milano. Speriamo che lo faccia in tempi brevi. La Corte sarà chiamata a decidere anche sulla impugnazione che hanno proposto i gestori. Il primo tempo lo abbiamo vinto noi, speriamo che nel secondo l’arbitro non si inventi qualche rigore inesistente”.

Ex Ilva, Michael Flacks assicura: “La sentenza di Milano non è un ostacolo da noi impegno a proseguire trattative”

“Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo Flacks conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell’ex Ilva. Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza.

Lo ha detto all’ANSA il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks. Alla domanda se sia ancora interessato all’acquisizione la risposta è affermativa: “Sì. Il Gruppo Flacks resta pienamente impegnato. Tale posizione è stata comunicata con piena convinzione al Governo”

Gioia, malore al lavoro: muore il giornalista 33enne Christian Cesario. Era l’addetto stampa del Taranto Calcio

È morto prematuramente a 33 anni Christian Cesario, addetto stampa della SS Taranto della famiglia Ladisa. Il giovane professionista si trovava al lavoro al palazzetto dello sport di Gioia del Colle come responsabile della comunicazione della Joy Volley, formazione che milita nel campionato di A3 maschile.

Secondo le prime informazioni, Cesario avrebbe avuto un malore mentre stava mangiando, ma le cause precise non sono ancora chiare. Stimato per la sua serietà e instancabile impegno nel lavoro, lascia un grande vuoto nel mondo del giornalismo sportivo tarantino.

La squadra, la dirigenza e lo staff tecnico del Taranto calcio hanno espresso vicinanza e affetto alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento di profondo dolore.

Rubano 47 fioriere in ottone dal cimitero di Ginosa Marina: due arresti dopo inseguimento sulla statale 106

La fuga di un’auto carica di 47 fioriere in ottone rubate nel cimitero di Ginosa Marina è stata bloccata dai carabinieri lungo la statale 106, nel Tarantino. I militari hanno arrestato un 38enne e una 27enne, entrambi con precedenti, accusati di furto aggravato in concorso.

All’uomo è contestata anche la violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il servizio era scattato nella tarda serata di ieri, nell’ambito di controlli mirati contro i reati predatori.

Nei pressi del cimitero di Ginosa Marina, i carabinieri hanno sorpreso i due intenti a rimuovere le fioriere dalle sepolture, accatastandole per caricarle sull’auto. Dopo aver documentato le fasi dell’azione, sono intervenuti bloccando l’auto che si era allontanata sulla statale 106 dopo un inseguimento.

Nel bagagliaio sono state trovate le 47 fioriere in ottone, sequestrate e destinate alla restituzione ai legittimi proprietari. Dopo le formalità di rito, i due sono stati condotti in carcere e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Tragedia all’ex Ilva, morto l’operaio 36enne Loris Costantino: sindacati proclamano 24 ore di sciopero

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva in seguito all’incidente costato la vita all’operaio Loris Costantino, di 36 anni, dipendente della ditta di pulizie Gea Power.

Le organizzazioni sindacali “esprimono il loro profondo cordoglio” per la tragica scomparsa del lavoratore. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”.

Le sigle metalmeccaniche ritengono “inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

“Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino – concludono – si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Precipita da 10 metri all’ex Ilva, grave operaio 36enne: lesioni al torace e al braccio. Indaga lo Spesal

Un operaio della ditta di pulizie Gea Power dell’indotto ex Ilva, Loris Costantino, 36 anni, è caduto da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato dello siderurgico di Taranto, da un’altezza di una decina di metri, riportando gravi ferite: lesioni al torace e ad un braccio.

Lo si apprende da fonti sindacali. Subito soccorso, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata. Sul posto anche i vigili del fuoco e personale dello Spesal. Da accertare dinamica e responsabilità. Il 12 gennaio, in un incidente simile, morì l’operaio 46enne operaio Claudio Salamida.

Traffico di droga, arrestato in Spagna il latitante tarantino Emanuele Capuano: era irreperibile dal dicembre 2024

La Polizia di Stato ha arrestato in Spagna un latitante tarantino di 45 anni, Emanuele Capuano, irreperibile dal dicembre 2024 dopo essere sfuggito a un mandato di cattura.

L’uomo era destinatario di un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Taranto: deve espiare oltre 13 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione.

Secondo quanto riferito dalla Questura, è ritenuto un pericoloso broker del narcotraffico internazionale. Le indagini della Squadra Mobile di Taranto, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della direzione centrale per i Servizi Antidroga, hanno consentito di localizzarlo all’estero.

Il 45enne si era rifugiato nel sud della Spagna, contando sull’appoggio di alcuni complici. In esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Generale di Taranto, su richiesta degli investigatori jonici, è stato rintracciato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante. Attualmente è detenuto in territorio spagnolo in attesa dell’estradizione in Italia.