Francavilla Fontana, 35 chili di droga e una pistola in casa: arrestata 70enne. Il nascondiglio dietro la cucina

I Carabinieri hanno arrestato una 70enne, già nota alle forze dell’Ordine, a Francavilla Fontana per detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di un’arma clandestina.

Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 35 chili di hashish, 120 grammi di cocaina e una pistola Beretta calibro 9×21 con matricola abrasa, insieme a munizioni, materiale per il confezionamento, telefoni, jammer e rilevatori di frequenza.

La droga era nascosta in un vano occultato dietro il mobilio della cucina. La donna è stata portata nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Spaccio, estorsioni e rapina a mano armata. Maxi blitz dei Carabinieri nel Salento: 20 arresti e 51 indagati

Blitz all’alba dei carabinieri del comando provinciale di Lecce che hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare nei comuni di Gallipoli, Nardò, Galatone, Sannicola e Seclì. Duro colpo al clan Dell’Anna nel sud Salento in un’inchiesta che conta in totale 51 indagati. Dei 20 destinatari delle misure, due si trovano già in carcere, per 8 invece è stata accordata la misura dei domiciliari.

Le accuse a vario titolo sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e alla detenzione di droga, di rapina a mano armata, di tentata estorsione, d’incendio, di lesioni personali aggravate dalla deformazione dell’aspetto, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. All’operazione hanno partecipato questa mattina più di 120 militari.

Nasconde armi, esplosivo e droga tra casa e bici elettrica: arrestato 54enne a Taranto. Era nascosto sul terrazzo

Nascondeva armi, droga ed esplosivo tra l’abitazione e la bicicletta elettrica con cui si muoveva in città. Per questo la polizia ha arrestato a Taranto un 54enne pregiudicato, accusato di detenzione e porto di arma clandestina, possesso di munizionamento, armi da taglio, manufatti esplosivi artigianali e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’operazione è stata condotta dai Falchi della squadra mobile. L’uomo era sospettato di possedere una pistola e materiale esplodente e, nei giorni precedenti, avrebbe avuto contrasti con altri esponenti della criminalità locale.

Quando gli agenti hanno raggiunto l’appartamento, hanno trovato la porta d’ingresso aperta e all’interno solo la madre del sospettato. Poco dopo, il 54enne è stato individuato sul terrazzo dello stabile, accovacciato dietro un muretto nel tentativo di nascondersi. Nel corso della perquisizione, i Falchi hanno recuperato una pistola semiautomatica a salve calibro 8 mm K, con canna modificata, completa di caricatore con cinque cartucce dello stesso calibro, anch’esse alterate.

L’uomo nascondeva l’arma negli indumenti intimi. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto cinque grammi di cocaina, quattro coltelli di varie dimensioni e altre dodici cartucce. All’interno di uno zaino legato al manubrio della bicicletta elettrica, parcheggiata sotto casa, sono stati scoperti due manufatti esplosivi artigianali. L’intervento del nucleo Artificieri della polizia ha consentito di mettere in sicurezza la zona e di prelevare il materiale esplosivo per la successiva distruzione.

Estorsioni ai commercianti, armi e materiale esplosivo. Colpo al clan Pesce-Pistillo: 3 arresti ad Andria

Vittime sopraffatte dalla paura e che mai hanno sporto denuncia contro chi, con violenza e toni mafiosi, avrebbe chiesto loro soldi. Ne sono convinti gli agenti della questura di Andria che hanno arrestato tre persone.

Si tratta di uomini di età compresa tra i 34 e i 38 anni, accusati a vario titolo e in concorso, di estorsione, tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplodente in luogo pubblico ai danni di alcuni commercianti della città.

A due degli indagati la misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia barese, è stata notificata in carcere: sarebbero presunti affiliati al gruppo criminale Pesce – Pistillo, che già due anni fa sono finiti in una inchiesta nata dopo una serie di episodi violenti registrati in città tra cui la deflagrazione di un ordigno rudimentale sistemato davanti al portone di ingresso dell’abitazione di una delle vittime di estorsione e risalente al marzo 2023.

Complessivamente, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati quattro gli imprenditori locali finiti nel mirino degli indagati e che non hanno mai denunciato quanto subito. Le richieste di denaro, in base alle intercettazioni svolte, sarebbero state fatte con toni mafiosi. “Fammi capire, dobbiamo fare che ti devo bloccare tutto? Saltate”, avrebbe riferito a una vittima uno degli indagati. E ancora: “Non ho fatto niente ancora, già vai zoppo. Se scendo ti devo frantumare tutto il cervello te lo devo pestare”, frasi usate per ottenere denaro contante. I tre, per gli inquirenti, avrebbero avuto “il controllo assoluto del territorio senza incorrere in denunce o ribellioni da parte delle vittime, che versano in un totale stato di sopraffazione per il timore nei confronti del potere dell’organizzazione criminale”.

Bari, laboratori domestici di droga a Libertà e Ceglie. Blitz della Polizia: 4 arresti – FOTO

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi straordinari finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti disposti dal Questore di Bari, ha tratto in arresto, in distinte occasioni, quattro soggetti con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Si tratta di provvedimenti rientranti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Le operazioni hanno riguardato sia la città di Bari, in particolare il quartiere Libertà, nonché la frazione di Ceglie del Campo, portando all’arresto di quattro uomini e al sequestro, complessivo, di 372 grammi di cocaina, 23 grammi di eroina, oltre 1.5 kg di hashish nonché oltre 2.8 kg e nove piantine di marijuana.

Inoltre, nel corso di due dei quattro distinti interventi, sono stati rinvenuti due rudimentali laboratori domestici utilizzati per la produzione ed il confezionamento della sostanza stupefacente.

È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Polvere di caffè sui panetti di droga nascosti nei pacchi per detenuti: il fiuto del cane Goran scopre lo stratagemma

Droga nascosta nelle buste della spesa portate all’interno del carcere di Lecce. A scoprirlo i finanzieri del comando provinciale grazie anche all’aiuto prezioso del fiuto del cane antidroga Goran.

In particolare erano stati creati doppi fondi all’interno di pacchi destinati a due detenuti. Trovati 14 panetti di hashish per un totale di 1,3 chilogrammi, quantitativo che avrebbe permesso di ricavare oltre mille dosi.

Sui panetti era stata cosparsa polvere di caffè per cercare di ingannare il fiuto dei cani antidroga. I due detenuti sono stati denunciati per le ipotesi di reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Bari, 30 chili di droga nascosti in auto: arrestato 23enne al casello dell’A14

Viene sorpreso al casello autostradale Bari-Nord sull’A14 con della droga in auto e viene arrestato dai Carabinieri. Protagonista un 23enne di Bari, sottoposto ad un controllo.

Il giovane conducente ha mostrato sin da subito evidenti segni di nervosismo, durante l’ispezione della vettura i militari hanno scoperto un doppiofondo ricavato sotto i sedili posteriori.

All’interno 30 chili di hashish già suddivisi in panetti da 100 grammi. Il 23enne, arrestato, è stato rinchiuso nel carcere di Bari.

Spaccio di cocaina a Trani e Bisceglie gestito anche dal carcere: 7 misure cautelari. Sequestri da 130mila euro

Una rete di spaccio gestita anche da chi era in carcere. Cocaina distribuita in diverse zone di Trani e Bisceglie e chiamata da fornitori e pusher ricci di mare, vaschette di alici o datteri per evitare di essere scoperti dai finanzieri che però erano già sulle loro tracce.

Per questa ragione cinque persone sono state arrestate, un altro degli indagati è stato raggiunto da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la settima persona coinvolta da misura interdittiva: per i prossimi 5 anni non potrà esercitare attività imprenditoriale né ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della procura. Gli indagati hanno tra i 20 e i 50 anni, e in gran parte hanno precedenti penali.

Per tutti le accuse, contestate a vario titolo, sono produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, trasferimento fraudolento di valori, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, favoreggiamento personale.

L’inchiesta, denominata Ricci di mare e coordinata dalla procura di Trani, ha portato anche al sequestro preventivo di 130mila euro e di un’attività commerciale di Trani che per gli investigatori era “fittiziamente intestata per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali”.

Le indagini sono iniziate dopo che ad un posto di blocco sono stati sequestrati un chilo di cocaina e 60mila euro in contanti. Così, i militari sono risaliti, grazie anche a intercettazioni ambientali e telefoniche, alle piazze dello smercio di droga e ai nomi criptici utilizzati dagli indagati.

Nei mesi durante i quali sono stati svolti gli accertamenti, sono state arrestate due persone in flagranza di reati e sottoposto a sequestro più di un chilo di droga.

Pistola, machete, droga e oltre 25mila euro in casa: un arresto e tre denunce a Bisceglie

I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato in flagranza di reato un 32enne del posto per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di arma clandestina.

Nel corso di una perquisizione domiciliare è stata infatti trovata una pistola calibro 9 corto con matricola abrasa, 6 proiettili, un grammo di marijuana e la somma di 1175 euro in contanti, ritenuti provento di attività illecita.

Altre tre persone sono state denunciate in stato di libertà: un uomo e una donna conviventi, sorpresi con 24mila euro in contanti di cui non hanno saputo giustificare la provenienza e ritenuta provento di attività illegale, e un giovane trovato con un machete di 50 centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

Estorsione ai commercianti per il clan e droga spacciata nel Barese: 8 arresti a Noicattaro e Rutigliano – I NOMI

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dei militari di Lecce e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 indagati ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di acquisto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGAM +++

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), l’organizzazione criminale, composta da otto persone, gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari.

In carcere sono finiti Nicola Annoscia, di 36 anni detto “Pomodoro”; Michele Cioce, di 43 anni detto “Cavallo”; Pasquale Colasuonno, di 37 anni detto “Pisello” (tutti di Noicattaro); Vincenzo Di Vittorio di 46 anni e Francesco Vavalle di 50 anni (entrambi di Rutigliano). Agli arresti domiciliari Vito Borracci, di 54 anni; Diego Grassi, di 21 anni detto “Giacchetta”; e Giovanni Morcavallo di 31 anni (tutti di Noicattaro).