Mistero a Bisceglie, tre fratelli pestati in pieno centro: caccia ai due aggressori. Indagano i Carabinieri

Tre fratelli, poco più trentenni, sono stati aggrediti nella tarda serata di ieri in largo Mario Cosmai, a pochi passi dalla centrale piazza Vittorio Emanuele, a Bisceglie.

Dopo un’accesa discussione le tre vittime sono state colpite da due persone che si erano avvicinate a loro con atteggiamento minaccioso. Durante il pestaggio è stato utilizzato anche un casco.

Gli aggressori si sono poi dileguati in pochi istanti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il 118 e la Polizia Locale. I tre fratelli sono stati trasportati in ospedale, hanno rimediato ferite su tutto il corpo. Per loro prognosi tra i 10 e i 25 giorni.

Indagano i Carabinieri, grazie anche alle testimonianze raccolte sul posto. Resta da chiarire il motivo dell’aggressione, basandosi anche su eventuali rapporti di conoscenza tra i due aggressori e le vittime.

Gubbio, stuprano una donna e aggrediscono il compagno nel centro storico: arrestati due fratelli salentini

Tre arresti sono stati eseguiti ieri dai carabinieri per un’aggressione subita da una coppia a Gubbio, durante una notte del mese scorso, in Piazza 40 martiri, nel pieno centro storico, dove stava parcheggiando la propria auto.

Mentre due di loro avevano colpito ripetutamente l’uomo con calci e pugni, intimandogli di consegnare loro del denaro il terzo aveva trascinato con forza la donna in una zona appartata, abusando di lei sessualmente, con il successivo intervento del fratello.

I militari della compagnia eugubina, al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia – che riferisce dell’operazione -, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di due fratelli di 36 e 43 anni, originari della provincia di Lecce e un trentaseienne di Gualdo Tadino.

Sono indagati – in concorso tra loro e a vario titolo – per violenza sessuale di gruppo, lesioni personali e tentata rapina. Le urla della donna avevano attirato l’attenzione di alcuni passanti dai quali era subito partita una chiamata al numero di emergenza 112.

L’intervento di due pattuglie dei carabinieri aveva così permesso di prestare soccorso alle vittime, successivamente affidate alle cure del personale sanitario del 118. Nonostante i tre presunti responsabili si fossero dati alla fuga prima dell’arrivo dei militari, le immediate indagini condotte dall’Arma di Gubbio — basate su numerose testimonianze raccolte sul posto e sull’esame delle immagini di videosorveglianza comunale — hanno portato alla loro identificazione.

Il gip di Perugia ha ritenuto il pericolo di reiterazione dei reati, e considerato gli indagati socialmente pericolosi. Condividendo il quadro accusatorio fornito dalla Procura di Perugia ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere. I tre sono stati rinchiusi nei carceri di Terni e Spoleto.

Auto contromano sulla ss16, fratelli anziani di Alberobello morti a Fasano nel 2021: assolto giovane barese

Un giovane barese, finito a processo con l’accusa di duplice omicidio stradale colposo per la morte di Domenico a Paolantonia Girolamo, i fratelli di Alberobello di 75 e 80 anni deceduti il 30 aprile 2021 sulla ss16 all’altezza di Fasano, è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Il ragazzo si trovava alla guida della sua Mini Countryman quando si schiantò frontalmente contro la Hyundai i20 che viaggiava contromano. I due anziani morirono sul colpo, il giovane rimase ferito e poi è finito a processo perché, secondo quanto accertato dalle indagini, viaggiava a 159 km/h in un tratto in cui il limite è fissato a 90 km/h. Il Tribunale di Brindisi lo ha però assolto al termine del processo.

Paolo l’eremita nella casa discarica, offese sul portone. Convocati i fratelli: è interesse pubblico

La storia di Paolo, l’eremita che vive nella casa discarica situata al civico 20 di via Vespucci a Corato, ha colpito la nostra community e ha scaturito già le prime conseguenze. Le immagini che vi abbiamo mostrato sono state davvero inquietanti.

Una situazione denunciata e nota da ben 17 anni. Sono apparse alcune scritte deplorevoli sul portone di casa di Paolo, mentre l’amministrazione comunale ha diramato un comunicato stampa, pubblicato su CoratoLive. Dobbiamo fare alcune precisazioni su quanto scritto.

Anche perché solo all’indomani della pubblicazione del nostro primo servizio, sono stati convocati i fratelli di Paolo. Nel video allegato i dettagli e le precisazioni sul caso.

 

Sparatoria e coltellate nella notte a Latiano: due fratelli e un terzo uomo in ospedale. Indagini in corso

Tre uomini di Latiano sono rimasti feriti nella notte in circostanze ancora da chiarire e sono stati trasportati al Pronto Soccorso del Perrino di Brindisi.

I primi ad arrivare due fratelli, feriti in due distinti episodi. Uno è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco alle gambe, l’altro ha invece riportato ferite da arma da taglio alla schiena ed è stato trasferito in Rianimazione. Le sue condizioni sono gravi.

Poco dopo un terzo uomo di Latiano è arrivato in ospedale anche lui con ferite da arma da fuoco. I due episodi potrebbero essere collegati e non si esclude la pista del regolamento di conti. Uno dei due fratelli era già stato vittima di un accoltellamento nel marzo scorso, sempre a Latiano.

Tragedia a Cassano, mansarde in fiamme: morti fratello e sorella. La lettera: “Mamma e papà pregate per noi”

“Ciao mamma e papà, pregate per noi”. Sono alcune parole contenute nella lettera che Vito e Rosa Coppi, fratelli di 33 e 38 anni, morti nel rogo della mansarda del loro appartamento a Cassano delle Murge, hanno firmato e lasciato ai propri genitori.

La Procura di Bari, che coordina le indagini dei carabinieri, ritiene al momento come ipotesi più probabile quella del gesto volontario. Gli inquirenti disporranno l’autopsia sui due cadaveri per verificare la presenza di eventuali altre lesioni, diverse dalle ustioni causate dall’incendio. Le vittime avevano un quadro clinico complesso e sarebbero state affette anche da uno stato di depressione.

Fratello e sorella erano soli in casa quando il rogo è divampato: la madre si trovava in un ospedale di Bari per accudire il marito e padre dei due, ricoverato per problemi di salute. Il nucleo famigliare era seguito dai Servizi sociali.

I vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 20.15 e, dopo aver spento l’incendio, hanno trovato i due cadaveri. Le operazioni di messa in sicurezza sono continuate fino alle 3.30 di notte. A lavoro anche il nucleo investigativo antincendi per ricostruire la causa del rogo.

“Con profonda commozione e dolore, l’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge si stringe attorno alle famiglie dei due giovani, Vito e Rosa, che ieri hanno perso tragicamente la vita a causa di un incendio”. Inizia così il messaggio di cordoglio pubblicato sui social dl sindaco di Cassano delle Murge Davide Del Re.

“In momenti come questi – aggiunge – non esistono parole capaci di colmare un vuoto tanto profondo. A nome dell’intera comunità cassanese, esprimo il più sentito cordoglio e la più sincera vicinanza ai loro cari. Invito tutta la cittadinanza a onorare la memoria di Vito e Rosa con rispetto e raccoglimento, anche nei gesti e nelle parole condivise pubblicamente. Il dolore – prosegue Del Re – chiama al silenzio, alla riflessione, alla preghiera. Uniti nel lutto, accompagniamo questi giovani nel loro ultimo viaggio. La marcia della pace in programma questa mattina sarà occasione per camminare insieme in silenzio, riflettendo su quanto accaduto e stringendoci come comunità in un abbraccio collettivo di dolore e speranza”.

Picchiano poliziotti e aizzano pitbull contro di loro: arrestati due fratelli giovanissimi ad Andria

Due fratelli di Andria, di 20 e 24 anni, entrambi con diversi precedenti penali, sono finiti in carcere dopo aver aggredito due poliziotti impegnati in un controllo nella loro abitazione scattata perché il minore era agli arresti domiciliari per spaccio di droga. Le accuse per entrambi sono di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni pluriaggravate, mentre il ventenne risponde anche di evasione.

Secondo quanto ricostruito, gli agenti delle Volanti hanno raggiunto l’abitazione dei due, che si trova a ridosso del centro cittadino, e varcato l’ingresso sono stati non solo aggrediti con calci, pugni ma hanno dovuto anche tenere a bada il cane degli indagati, un pitbull, aizzato contro di loro.

I poliziotti, finiti poi in ospedale e giudicati guaribili in 10 giorni, hanno dovuto usare dello spray urticante per calmare i due: il 24enne è stato bloccato, il 20enne invece è scappato in sella a una bici elettrica. Rintracciato il giorno dopo e accompagnato in carcere avrebbe riferito al gip, durante l’udienza di convalida dell’arresto, di essere stato picchiato con i manganelli in dotazione.

Disposta quindi dalla magistratura una visita medico-legale in carcere che ha escluso – secondo quanto riferisce la polizia – ferite compatibili con uno sfollagente. Da qui, l’accusa di calunnia contenuta in un secondo provvedimento cautelare notificato all’indagato. I due fratelli sono entrambi in carcere.

Canosa, accoltella due fratelli e scappa: fermato 20enne di Cerignola. Lite scoppiata per motivi sentimentali

Ha accoltellato due fratelli, suoi coetanei, davanti a un bar di Canosa di Puglia, nel nord Barese, e si è dato alla fuga, ma poi è stato rintracciato e sottoposto a fermo dai carabinieri. Si tratta di un 20enne di Cerignola (Foggia) che deve rispondere delle accuse di tentato omicidio e porto abusivo di arma.

L’episodio è avvenuto la notte tra venerdì e sabato scorsi. Al culmine di una violenta lite scoppiata ‘per motivi sentimentali’, secondo quanto ricostruiscono i carabinieri, il giovane avrebbe tirato fuori un coltello con lama lunga 18 centimetri colpendo più volte i due fratelli, anche loro di Cerignola. Uno di essi ha riportato profonde ferite al viso, al braccio destro e alle mani, tanto da essere considerato ancora in pericolo di vita. L’altro giovane avrebbe riportato ferite più lievi.

Entrambi sono stati trasportati all’ospedale Bonomo di Andria. Il coltello, trovato sul tavolino del bar, è stato sequestrato. Il 20enne accusato del duplice ferimento è stato condotto in carcere in attesa della convalida del fermo da parte del gip del tribunale di Trani.