Bari, agente della Polizia penitenziaria aggredito nel carcere da detenuto: “Troppa violenza nell’alta sicurezza”

Un agente della Polizia penitenziaria è stato aggredito nel carcere di Bari. Protagonista un detenuto ritenuto vicino alla criminalità organizzata cittadina che avrebbe aggredito il poliziotto in servizio nell’area di massima sicurezza.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. L’agente è stato soccorso e trasportato in ospedale. A riferirlo è Vito Messina, segretario dell’Uspp Puglia e Basilicata, che esprime preoccupazione per i ripetuti episodi di violenza nel reparto di alta sicurezza, dove sono detenute persone condannate o accusate di associazione per delinquere.

Secondo il sindacalista, le aggressioni sarebbero anche un modo per affermare l’influenza criminale all’interno del carcere. Da qui la richiesta di valutare l’allontanamento dei detenuti dal loro contesto di origine, così da interrompere eventuali legami con gli interessi criminali del territorio.

Panico a Taranto, poliziotti intervengono per una lite e vengono aggrediti: danneggiata anche l’auto di servizio

Momenti di tensione ieri sera, 10 agosto, in via Giovin Giovane a Taranto, dove due poliziotti della Squadra Volante sarebbero stati aggrediti mentre intervenivano per sedare una lite.

Gli agenti erano arrivati sul posto dopo una segnalazione al 113 relativa a un acceso litigio in strada, ma durante l’intervento sarebbero stati a loro volta aggrediti. Danneggiata anche l’auto di servizio. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Bari, Giuditta aggredita a Parco Rossani: ai domiciliari la 31enne Angela Memoli. È l’addetta ai bagni

La Polizia locale di Bari ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di una 31enne accusata della aggressione ai danni di Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni picchiata lo scorso 23 luglio nel parco Rossani di Bari.

Si tratta di Angela Memoli, che stando alle indagini degli agenti municipali, con altre tre donne al momento non identificate e con il marito, formalmente indagato, avrebbe picchiato la studentessa, causandole gravi traumi al volto. La donna risponde di lesioni aggravate, non risponde più di rapina.

In una nota, gli investigatori parlano di “aggressione per futili motivi”. Gli elementi a carico dell’arrestata sono stati raccolti tramite l’acquisizione di testimonianze, l’analisi della documentazione disponibile e la ricostruzione della dinamica.

La vittima aveva raccontato l’aggressione con un video sui social, formalizzando poi la denuncia. Stando al racconto della 26enne, ad aggredirla, nei pressi del bagno pubblico del parco, sarebbe stato un gruppo formato da alcuni adulti e anche diversi minorenni, nei confronti dei quali procede la Procura minorile.

Ieri la studentessa, con un nuovo video pubblicato sui social, ha denunciato di essere stata nuovamente bersaglio di insulti e minacce nello stesso parco cittadino.

Aggredita a Parco Rossani, Giuditta denuncia: “Accerchiata e insultata mi hanno urlato che me lo sono meritata”

Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni aggredita nei giorni scorsi al Parco Rossani di Bari, torna a denunciare sui social un nuovo episodio di intimidazione. La giovane racconta di essere stata avvicinata e accerchiata da due persone in monopattino mentre si trovava nuovamente nell’area del parco, dove sarebbe stata filmata e insultata.

Secondo il suo racconto, le sarebbero state rivolte frasi come «Abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano». La 26enne respinge le accuse, sostenendo che saranno smentite nel corso del procedimento giudiziario, e ribadisce di non aver mai aggredito la bambina coinvolta nell’episodio iniziale.

Nelle sue stories Instagram ha inoltre ripubblicato una foto del volto tumefatto dopo l’aggressione, lanciando un appello alle istituzioni e taggando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Cosa vogliamo fare? Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani».

Violenze in Puglia, arrestati tre giovani: aggressione omofoba a Foggia. A Leporano 21enne in carcere per tentato omicidio

Due distinti episodi di violenza hanno portato a tre arresti nelle ultime ore in Puglia. A Leporano, nel Tarantino, un 21enne è finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio dopo aver aggredito un coetaneo, mentre a Foggia due 19enni sono stati posti agli arresti domiciliari per una violenta aggressione a sfondo omofobo ai danni di un 27enne.

L’episodio più grave si è verificato a Leporano, dove il giovane arrestato avrebbe sferrato un pugno al volto di un coetaneo, facendolo cadere a terra privo di sensi. La vittima è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. In un primo momento il ragazzo aveva riferito ai medici di essere caduto accidentalmente, ma la frattura cranica e l’emorragia riscontrate non erano compatibili con quella versione.

I sanitari hanno quindi allertato i carabinieri, che grazie alle immagini di videosorveglianza hanno ricostruito l’accaduto, attribuendo le gravi lesioni al pugno sferrato dall’indagato. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di garanzia.

A Foggia, invece, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di due 19enni ritenuti responsabili dell’aggressione avvenuta lo scorso 7 marzo in piazza Mercato.

Secondo le indagini, i due avrebbero preso parte al pestaggio di un 27enne, colpito ripetutamente con calci e pugni mentre si trovava con alcuni amici. La vittima è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso del Policlinico e, oltre alle percosse, avrebbe subito minacce e insulti con espliciti riferimenti omofobi. Le indagini hanno permesso di identificare i presunti responsabili, ora sottoposti alla misura cautelare dei domiciliari.

Aggressione a Parco Rossani, 20enne pestata: indagati l’addetta ai bagni e il compagno per lesioni e rapina

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sull’aggressione subita dalla 26enne studentessa di Filosofia Giuditta, picchiata il 23 luglio all’interno del Parco Rossani. Per l’episodio risultano indagati l’addetta ai bagni della struttura pubblica e il suo compagno, accusati di lesioni gravi e rapina.

Il fascicolo, coordinato dal procuratore Roberto Rossi, è stato avviato sulla base dell’informativa della Polizia locale, corredata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Le indagini dovrebbero ora passare ai carabinieri. Al pestaggio avrebbe preso parte anche un gruppo di ragazzini: due minori sono stati identificati e la loro posizione è al vaglio della Procura per i minorenni.

Secondo la denuncia presentata dalla giovane, l’aggressione sarebbe scaturita dopo che aveva allontanato la figlia dell’addetta ai bagni, che la stava colpendo con una pistola ad acqua. La studentessa sarebbe stata quindi strattonata e presa a calci e pugni, mentre durante la colluttazione le sarebbe stato sottratto il cellulare, poi recuperato. L’episodio ha portato alla contestazione del reato di rapina.

Trasportata al Policlinico di Bari dal 118, la 26enne ha riportato lesioni al volto e al naso con una prognosi di 40 giorni. Intanto l’addetta ai bagni è stata sospesa dalla ditta appaltatrice Accadueo, su richiesta del Comune.

Bari, aggressione choc a Parco Rossani. Addetta alle pulizie sospesa: in totale quattro gli indagati. Due sono minori

È stata sospesa l’addetta alle pulizie dei bagni del Parco Rossani, a Bari, accusata di aver aggredito giovedì sera la 26enne Giuditta d’Elia, studentessa di Filosofia. Il provvedimento è stato adottato dalla società appaltatrice Accadueo Srl, su richiesta del Comune di Bari.

La donna, figlia di una dipendente dell’azienda, è tra le quattro persone finora identificate nell’inchiesta. Gli indagati sono due adulti – l’addetta alle pulizie e l’uomo che era con lei – e due minorenni.

Tutti rispondono di concorso in lesioni aggravate. Secondo la denuncia della giovane, sarebbe stata strattonata e colpita al volto per un futile motivo, riportando lesioni con una prognosi di 40 giorni. Determinanti per le indagini saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, già acquisite dagli investigatori.

Bari, aggressione choc a Parco Rossani. Identificati tre presunti responsabili: accusati di lesioni aggravate

Svolta nelle indagini sull’aggressione subita da Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni picchiata nel tardo pomeriggio di giovedì all’interno dei bagni del Parco Rossani, a Bari.

La polizia locale ha identificato almeno tre persone, ora indagate con l’accusa di concorso in lesioni aggravate.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la giovane sarebbe stata strattonata e colpita violentemente al volto senza apparente motivo, riportando lesioni giudicate guaribili in 40 giorni. La prima informativa è già stata trasmessa alla Procura, mentre proseguono gli accertamenti supportati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Dalle indagini emergerebbe anche il coinvolgimento di una dipendente della società che gestisce i bagni pubblici del parco. La vicenda sarebbe nata dopo che la ragazza aveva chiesto di utilizzare i servizi igienici, ricevendo un rifiuto. Successivamente una bambina l’avrebbe presa di mira con una pistola ad acqua e, dopo un gesto della 26enne per allontanarla, sarebbe scoppiata la violenta aggressione.

Secondo il racconto della vittima, sarebbe stata spinta a terra e colpita con calci e pugni da due adulti, mentre al pestaggio avrebbero partecipato anche alcuni minori, tra cui la stessa bambina. Nella denuncia presentata ai carabinieri la giovane ha indicato con certezza quattro persone coinvolte, mentre in un primo momento aveva parlato della presenza di una decina di ragazzini tra gli 8 e i 14 anni. Le immagini della videosorveglianza saranno ora determinanti per ricostruire con precisione la dinamica e individuare eventuali altri responsabili.

Aggressione a Canosa, il 77enne Sabino Di Palma muore dopo due mesi di agonia. La figlia: “Avrai giustizia”

È morto dopo quasi due mesi di ricovero Sabino Di Palma, il 77enne di Canosa di Puglia vittima di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 30 maggio. L’anziano, che aveva riportato un gravissimo trauma cranico, era stato inizialmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Bonomo” di Andria e successivamente trasferito in un hospice di Bisceglie, dove è deceduto nella tarda serata di ieri.

La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. Alla luce del decesso, la posizione del 48enne già posto agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio potrebbe aggravarsi fino all’ipotesi di omicidio.

Secondo gli investigatori del Commissariato di Canosa, l’aggressione sarebbe scaturita da una lite legata a vecchi dissapori tra i due uomini. Il presunto responsabile era stato rintracciato poche ore dopo i fatti in un comune diverso da Canosa grazie alle attività investigative e di geolocalizzazione svolte dalla Polizia.

Profondo il dolore della famiglia. In un messaggio pubblicato sui social, la figlia della vittima ha ricordato il padre con parole cariche di commozione: «Sei uscito per comprare le sigarette e hai incontrato una persona che ha distrutto la nostra famiglia. Ti daremo la giustizia che meriti». La donna ha inoltre raccontato di non aver fatto in tempo a condividere con lui la notizia del sesso del bambino che aspetta, definendolo «un papà meraviglioso e un nonno splendido» che resterà per sempre nei ricordi dei suoi cari.