Sparatoria a Bari, gambizzato il 20enne Kevin Ciocca: aveva un bimbo di pochi mesi in braccio. Gli ha salvato la vita?

Avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia ben più grave l’agguato avvenuto una settimana fa sul lungomare di Bari, nei pressi del porto, dove il 20enne Kevin Ciocca è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da una moto in corsa.

Secondo le ricostruzioni investigative, al momento dell’attacco il giovane teneva in braccio un neonato, figlio di un affiliato al clan Capriati: una circostanza che potrebbe aver evitato conseguenze fatali. A riportarlo è il Quotidiano di Puglia.

Il ferimento viene collegato dagli inquirenti alla recente escalation di violenza tra i clan cittadini, in particolare come possibile ritorsione per l’omicidio di Filippo Scavo, ucciso all’interno del Divine club di Bisceglie. Nonostante la gravità dell’azione, Ciocca ha riportato solo una ferita alla gamba ed è stato dimesso dopo pochi giorni.

Gli investigatori ritengono improbabile che si sia trattato di un semplice avvertimento: chi ha sparato avrebbe avuto l’ordine di uccidere, ma potrebbe aver mirato agli arti per non colpire il bambino

Panico sull’aereo Ryanair da Londra a Bari, ubriaco a bordo semina il panico: volo dirottato a Venezia

Momenti di tensione sabato 25 aprile sul volo Ryanair RYR1905, partito da Aeroporto di Londra Stansted e diretto all’Aeroporto Karol Wojtyla di Bari. Un passeggero in stato di ebbrezza ha creato disordini a bordo, infastidendo viaggiatori e personale fino a tentare di avvicinarsi alla cabina di pilotaggio.

Il comandante ha quindi deciso di dirottare l’aereo, un Boeing 737-800, su Venezia. All’atterraggio, l’uomo è stato fermato e arrestato dalla Polizia di Stato. Dopo i controlli di sicurezza, il volo è ripartito ed è arrivato a Bari con oltre un’ora di ritardo, concludendo il viaggio tra disagi e tensioni per i passeggeri.

Bari, a 17 anni muore dopo intervento in ospedale. A Palo l’ultimo saluto a Gianvito Pascullo: “Morte intollerabile”

Palloncini bianchi e un lungo applauso hanno salutato ieri il feretro di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle (Bari) morto la notte tra 13 e 14 aprile nell’ospedale San Paolo di Bari.

Pascullo si era sottoposto a due interventi ortopedici per ricomporre la frattura scomposta della tibia, riportata qualche giorno prima a causa di un incidente con la moto. La sera del 13, tuttavia, avrebbe iniziato ad avvertire dei dolori e per questo chiamò i sanitari, che gli avrebbero somministrato un antidolorifico. Le sue condizioni però precipitarono fino all’arresto cardiaco che ne causò la morte.

“Viviamo in un momento in cui l’assurdo accade nelle nostre vite. Siamo davanti all’ingiustizia di una morte intollerabile e inaccettabile. Gianvito ci lascia un’eredità viva, luminosa e fertile”, ha detto don Francesco Nuzzi, parroco della chiesa Santa Maria La Porta di Palo. Sull’altare, davanti alla bara bianca del ragazzo, si sono alternati amici, un’insegnante e l’allenatore di pallavolo del 17enne, studente dell’ultimo anno nell’istituto tecnico Marconi-Hack di Bari.

“Viviamo una realtà che ci risulta inaccettabile, ti è stata tolta la vita nel luogo che più di tutti avrebbe dovuto proteggerti”, ha detto una parente. Nella chiesa, piena, molti ragazzi indossavano magliette bianche con il volto dell’amico e le scritte “Ciao Gianvito, giocheremo sempre insieme” e “Gianvito vive, per sempre con noi”.

Per la morte di Pascullo sono indagati sette medici e un’infermiera per omicidio colposo. Tra le piste vagliate dalla Procura c’è anche quella che a Pascullo sia stato somministrato un farmaco sbagliato: tra i quesiti formulati dalla pm per l’autopsia, infatti, ce n’è anche uno per verificare un possibile avvelenamento da cloruro di potassio, farmaco previsto per la terapia dell’altro ragazzo ricoverato nella stessa stanza di ospedale del 17enne.

Ko del Bari ad Avellino: i lupi dominano contro biancorossi inesistenti

Si conclude con un’amara sconfitta la 36^giornata del campionato di Serie B per il Bari di Moreno Longo che si arrende nel campo dell’Avellino per 2-0 in una partita mai decollata per gli ospiti e sempre gestita dai lupi. A segno Besaggio 67′ e Palumbo 79′.

Il primo tempo si sviluppa su un canovaccio chiaro: Avellino più aggressivo e propositivo, Bari più attendista e ancora alla ricerca della giusta chiave per rendersi davvero pericoloso. L’avvio di gara è equilibrato con due squadre attente a non scoprirsi troppo. Il primo vero squillo arriva al 14’: è l’Avellino a rendersi pericoloso con Bisaggio che conclude di poco a lato al termine di un’azione ben costruita. I padroni di casa danno l’impressione di avere un passo in più nella fase offensiva, mentre il Bari si affida a una manovra contenitiva.

I lupi spingono con continuità, in particolare sulla corsia sinistra, dove Besaggio si trasforma in una vera e propria mina vagante, mettendo in difficoltà la retroguardia biancorossa. Il Bari prova timidamente a reagire intorno al 20’: Rao serve un pallone tagliato verso Moncini, ma l’intervento puntuale della difesa biancoverde sventa la minaccia. Pochi minuti dopo, al 24’, lo stesso Rao tenta un nuovo cross mancino sul secondo palo, senza però trovare compagni pronti alla finalizzazione.

Al 25’ è ancora i biancorossi si fanno vedere con Braounoder che prova la conclusione dalla distanza su sviluppo di palla inattiva. Lo schema studiato da Longo sorprende momentaneamente la difesa avellinese, ma non produce effetti concreti. L’Avellino continua a premere e al 31’ costruisce un’altra grande occasione: Besaggio, sugli sviluppi di un rimpallo, si coordina e lascia partire un potente tiro diretto sul secondo palo trovando la pronta risposta di Cerofolini.

Se i lupi appaiono più intraprendenti con verticalizzazioni decisione, il Bari fatica a costruire gioco con continuità, preferendo rallentare i ritmi e gestire il possesso senza affondare con convinzione.

Ripresa che cambia subito volto allo stadio Partenio-Lombardi con il Bari che prova ad alzare il baricentro e a rendersi più incisivo rispetto alla prima parte della partita. Al 49’ i pugliesi hanno una grande occasione in contropiede con Braounoder che si ritrova in una situazione di 2 contro 2: l’azione, però, viene gestita male e si spegne senza esito confermando la scarsa lucidità sotto porta degli uomini di Longo.

L’Avellino non resta a guardare e al 56’ sfiora il vantaggio con Russo, protagonista di una conclusione pericolosissima deviata con un intervento prodigioso da Cerofolini. Proprio dopo questa giocata nasce un momento di tensione tra i due, segno di una gara sempre più accesa anche sul piano nervoso. Il gol è nell’aria e arriva al 67’: a sbloccare il match è Besaggio, senza dubbio il migliore in campo.

L’azione nasce da un inserimento centrale di Sounas, che serve un pallone perfetto verso l’area piccola; Besaggio si fa trovare pronto e scarica in rete con forza, premiando la sua prestazione dominante. Il Bari accusa il colpo e non riesce a reagire tirando i remi in barca prima del fischio finale. L’Avellino, invece, continua a gestire con sicurezza e chiude definitivamente i conti al 79’, quando Palumbo mette la firma sul 2-0.

Una vittoria netta per i lupi che hanno interpretato la gara con maggiore intensità e qualità, mentre per il Bari resta la solita prestazione da dimenticare mai realmente decollata.

Foto: SSC Bari

Bari, il 17enne Gianvito Pascullo muore dopo intervento in ospedale: sospetti su uno scambio di farmaci

C’è anche l’ipotesi di un possibile avvelenamento da potassio tra le cause della morte di Gianvito Pascullo, il ragazzo deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’Ospedale San Paolo. La Procura di Bari, con la pm Isabella Ginefra, ha disposto l’autopsia, eseguita oggi al Policlinico da un team guidato dal medico legale Francesco Introna.

L’esame ha stabilito che l’intervento alla gamba è stato eseguito correttamente. Tra i quesiti degli inquirenti c’è quello verificare se il decesso possa essere stato causato da una somministrazione errata di cloruro di potassio, sostanza che a dosi elevate può provocare arresto cardiaco.

Nella stessa stanza del reparto di Ortopedia era ricoverato anche un paziente sottoposto a terapia a base di potassio, elemento che ha rafforzato i sospetti. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno.

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sette medici e un’infermiera che hanno avuto in cura il giovane. Pascullo era ricoverato dal 6 aprile dopo un incidente in moto che gli aveva causato la frattura della tibia. Dopo un secondo intervento il 13 aprile, inizialmente senza complicazioni, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate in seguito alla somministrazione di un farmaco per dolori insorti in serata.

Nonostante i tentativi di rianimazione, il ragazzo è morto per arresto cardiaco. La ASL Bari ha avviato un controllo interno, mentre la famiglia, assistita dall’avvocato Federico Straziota, ha presentato denuncia.

Bari, uccide il compagno di stanza di 93 anni nella rsa: 88enne di Giovinazzo prosciolto per vizio di mente

Era finito a processo con l’accusa di aver ucciso il suo compagno di stanza in una casa di riposo per anziani a Bari. All’alba del 30 agosto 2022, come ricostruito dalle indagini, avrebbe raggiunto il letto in cui dormiva la vittima, di 93 anni, e lo avrebbe colpito continuamente sul volto e sulla testa con il manicotto rigido del deambulatore. L’anziano, a causa delle ferite, entrò in coma e morì il successivo 8 settembre.

L’imputato, un 88enne di Giovinazzo (Bari) difeso dall’avvocato Giuseppe Mitolo, è stato prosciolto dall’accusa di omicidio aggravato dalla minorata difesa della vittima e dalla crudeltà per “vizio totale di mente e irreversibile incapacità di stare in giudizio”.

A deciderlo è stata la gip di Bari Anna De Simone lo scorso 22 aprile. I fatti, come ricostruiti dall’indagine coordinata dalla pm Luisiana Di Vittorio, avvennero alle 5.30 di mattina all’interno della Rsa San Gabriele, nel quartiere San Paolo di Bari.

Tragedia a Bari, malore fatale sul bus: muore 50enne. Inutili i tentativi di rianimazione del 118

Tragedia nel primo pomeriggio a Bari, dove un uomo di circa 50 anni, di origine straniera, è deceduto dopo aver accusato un malore improvviso mentre si trovava sul bus. L’episodio si è verificato in viale Domenico Cotugno, nei pressi di una fermata.

Immediata la richiesta di soccorso: sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Nonostante gli sforzi, però, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenute anche le Forze dell’Ordine.

Tachigrafi alterati, blitz in un’azienda di autotrasporto barese: multa di oltre 85mila euro e 990 punti decurtati

La Polizia di Stato congiuntamente a personale dell’Ispettorato del Lavoro dell’Area Metropolitana di Bari (IAM) ha proceduto ad un controllo presso un’azienda di autotrasporto nella provincia di Bari operante in campo nazionale ed internazionale.

Nel corso delle attività i poliziotti della Polizia Stradale della Sottosezione di Bari, hanno esaminato i dati estrapolati dai tachigrafi installati sui mezzi appartenenti al parco veicolare dell’azienda riferiti ad un periodo di 92 giorni del 2025.

Dall’analisi dei record è emersa una prassi consolidata dell’azienda di autotrasporto finalizzata ad eludere i controlli in materia della disciplina comunitaria REG CE 561/2006 sui tempi di guida e riposo e a dilazionarne fraudolentemente i periodi.

Sono state accertate e verbalizzate complessivamente n. 99 violazioni al Codice della Strada in materia di uso del tachigrafo, tempi di guida e riposo dei conducenti professionali, per un importo di € 85740 e decurtati 990 punti dalle patenti professionali dei conducenti.

Tali condotte, oltre a costituire un gravissimo pericolo per la circolazione stradale, alimentano significativamente il fenomeno della concorrenza sleale fra operatori impegnati nel settore dell’autotrasporto.

Assalto a portavalori e caveau in Puglia: confiscati beni per un milione di euro al 47enne Carmine Fratepietro

Ville e terreni dal valore di oltre un milione di euro sono stati confiscati definitivamente all’imprenditore Carmine Fratepietro, 47enne pluripregiudicato per rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione.

Il decreto di confisca, emesso dalla terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari, è stato eseguito dai carabinieri. I beni (due terreni e due ville ad Andria, tre terreni a Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani) erano formalmente intestati alla compagna.

Fratepietro è stato condannato per aver fatto parte del commando di circa 10 persone che il 26 febbraio 2016 aveva assaltato un furgone portavalori sulla statale 16, all’altezza di Trinitapoli: il furgone trasportava circa 3 milioni e il colpo – durato appena 5 minuti – fruttò alla banda 72mila euro.

Il gruppo si garantì la fuga occupando la strada con auto e mezzi pesanti rubati e incendiati, e spargendo sull’asfalto chiodi a quattro punte. Ma Fratepietro è ritenuto il responsabile di altre due rapine: uno il 4 dicembre 2016, quando insieme ad altri 15 assaltò il caveau di una società di vigilanza a Caraffa (Catanzaro), rubando 8,5 milioni usando una ruspa con martello pneumatico; l’altro del 19 ottobre 2015, a Bari, quando con altri 15 rubò centinaia di migliaia di euro da un furgone che aveva prelevato denaro da diversi istituti ed era diretto in Banca d’Italia.

Le indagini patrimoniali, condotte sia dai carabinieri che dalla guardia di finanza, hanno permesso di ricostruire gli introiti del gruppo familiare di Fratepietro, “così fornendo un corposo quadro probatorio in ordine all’illecita provenienza della sua ricchezza e che costituirebbe il compendio soprattutto di rapine in danno di portavalori”, come si legge in un comunicato dei carabinieri.

Liberato il giornalista Ahmed Shihab-Eldin: atteso a Bari dopo due mesi di detenzione in Kuwait

Dopo due mesi di reclusione nelle carceri del Kuwait, il giornalista Ahmed Shihab-Eldin è stato liberato. Docente di storytelling e public speaking presso il corso di laurea magistrale in Decision Science dell’Università di Bari, Shihab-Eldin aveva da tempo scelto Bari come sua seconda casa.

Il giornalista, di origini palestinesi e con doppia cittadinanza statunitense e kuwaitiana, era rientrato in Kuwait per far visita ai familiari quando, lo scorso 3 marzo, era stato arrestato. Le autorità lo accusavano di aver diffuso sui social media video legati alla guerra in Medio Oriente, ritenuti potenzialmente lesivi per la sicurezza nazionale.

Dopo settimane di detenzione, la svolta: le accuse nei suoi confronti sono state archiviate dalla giustizia kuwaitiana. Ora Shihab-Eldin è atteso a Bari, dove colleghi e studenti si preparano ad accoglierlo dopo la vicenda che ha suscitato preoccupazione.

“La liberazione di Ahmed Shihan Eldin è una notizia che attendevamo con ansia – dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese -: il giornalista e docente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, detenuto dal 3 marzo scorso in Kuwait, è stato scarcerato perché assolto da ogni accusa. Il merito va soprattutto alla mobilitazione internazionale che ha chiesto a gran voce la sua liberazione ribadendo che il diritto all’informazione e la libertà di stampa non possono e non devono essere assimilati a reati o minacce alla sicurezza, ma rappresentano pilastri fondamentali di ogni società democratica. La sua assoluzione ristabilisce non solo la verità dei fatti, ma anche il valore del lavoro giornalistico come strumento di conoscenza e responsabilità civile. È fondamentale che episodi come questo continuino a richiamare l’attenzione della comunità internazionale. Accogliamo con sollievo questa notizia, consapevoli che ora come non mai è necessario mantenere alta l’attenzione affinché simili vicende non si ripetano”.