Bari, nuovo lido tra Palese e Santo Spirito. Via libera del Comune: bar, cabine doccia e spazi relax – IL PROGETTO

È in pubblicazione sull’Albo pretorio la determina di rilascio di una concessione demaniale marittima, con finalità turistico – ricreativa, della durata di 2 anni, avente a oggetto l’occupazione di un immobile demaniale sul lungomare tra Palese e Santo Spirito, di superficie pari a circa 652 metri quadri, ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di bevande, cibi precotti e generi di monopolio, e correlate funzioni complementari per lo svago e il tempo libero.

A esito delle procedure di gara, risulta individuato quale operatore economico affidatario della concessione il raggruppamento temporaneo di imprese composto da ALMA s.r.l.s. (mandataria) e Orizzonte Maria (mandante).

“Con questo provvedimento aggiudichiamo la sesta concessione temporanea sul mare, di durata biennale ma prorogabile, che ci permetterà di aggiungere ulteriore offerta di relax e svago sul mare per la stagione estiva, ormai alle porte, che coinvolga tutto il litorale barese, da nord a sud – spiega l’assessore allo Sviluppo locale e alle Blue economy Pietro Petruzzelli -. I titolari delle altre concessioni assegnate a San Giorgio, Torre a Mare e Santo Spirito, si preparano già ad avviare le attività, con largo anticipo rispetto allo scorso anno. A San Giorgio, per esempio, sabato 25 aprile inaugura Marèa, con i suoi chioschi in legno, parcheggio e solarium, mentre nel prossimo weekend anche Vinomar, a Torre a Mare, darà il via alla stagione. Gli altri concessionari, invece, sono al lavoro per aprire al pubblico quanto prima gli spazi assegnati”.

Nel suo complesso l’intervento si propone di valorizzare l’area e migliorarne le condizioni di sicurezza attraverso la realizzazione di uno stabilimento balneare completo di servizi, in risposta alla crescente domanda turistico-ricreativa che interessa specie la costa cittadina. Il progetto ha l’obiettivo di riqualificare e rendere pienamente fruibile un tratto di costa caratterizzato da una forte deriva urbanistica, situato tra due strutture esistenti di notevole impatto paesaggistico e prevede una sistemazione perimetrale dell’area capace di coniugare esigenze funzionali e qualità paesaggistica.

Sul lato strada, la recinzione sarà realizzata mediante vasi in legno contenenti essenze tipiche della macchia mediterranea, mentre sui lati nord e sud – oggi caratterizzati da un contesto fortemente antropizzato – saranno introdotte quinte vegetali con funzione schermante e rigenerativa. Tali elementi, integrati con canneti e vegetazione autoctona, contribuiranno a mitigare l’impatto visivo delle strutture adiacenti, creando al contempo scorci e “finestre” prospettiche che ospiteranno piccoli punti informativi dedicati alla conoscenza dell’ambiente costiero.

Nel dettaglio, la proposta progettuale prevede la realizzazione di un open bar con bancone in legno dal design minimalista, inserito nel contesto naturale grazie alla presenza di alberature che garantiscono ombreggiamento. In prossimità del bar si collocano i principali servizi, tra cui un punto di primo soccorso e l’ingresso con front office, configurato come un pergolato ombreggiante destinato a essere ricoperto da rampicanti stagionali.

L’intero sistema è impostato su una pedana lignea sopraelevata perpendicolare alla linea di battigia, progettata con adeguate pendenze per garantire l’accessibilità anche alle persone con ridotta capacità motoria.

Sono, inoltre, previste strutture leggere e amovibili per l’ombreggiamento, realizzate con paletti in legno di ulivo e teli in tessuto chiaro disposti in modo da creare un alternarsi di pieni e vuoti. Al di sotto trovano spazio pedane in legno permeabili e facilmente removibili, attrezzate con arredi di design sostenibile realizzati con materiali riciclati.

Il progetto include due blocchi funzionali costituiti da pergole in legno, delimitate da elementi naturali come cannucce o intrecci vegetali, da realizzarsi anche attraverso laboratori partecipativi aperti alla comunità. Questi spazi ospiteranno depositi, cabine spogliatoio e servizi igienici, con coperture dotate di pannelli solari.

Completano l’intervento docce all’aperto schermate da canneti, una passerella in legno per l’accesso al mare – progettata anch’essa per garantire la massima accessibilità – e pedane adibite a solarium con ombrelloni e lettini. È prevista anche una torretta di avvistamento per il bagnino, posizionata in modo da poter controllare l’area ed effettuare azioni di pronto intervento.

Infine, il progetto introduce un’area relax configurata come una piccola agorà, arricchita da essenze tipiche della macchia mediterranea e da sedute realizzate con materiali naturali e di recupero.

I manufatti previsti (bar, servizi, spogliatoi, depositi e spazi per il ristoro) saranno collocati a debita distanza dalla battigia, senza compromettere la vista del mare. L’inserimento paesaggistico sarà garantito attraverso l’uso di materiali naturali e finiture a base di calce. I percorsi saranno esclusivamente pedonali, realizzati con elementi rimovibili e permeabili, progettati per assicurare sicurezza e accessibilità universale.

Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale: il progetto prevede, infatti, sistemi per il risparmio idrico, come docce a basso consumo e il riutilizzo delle acque grigie, oltre all’impiego di pannelli solari termici e fotovoltaici integrati nelle coperture, dispositivi a basso consumo energetico e materiali biocompatibili e riciclabili.

Dal punto di vista dei servizi, la struttura offrirà un’area parcheggio limitata nelle immediate vicinanze, compensata dall’introduzione di sistemi di prenotazione online per ottimizzare i flussi e ridurre la congestione, oltre a incentivi per l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili. Saranno garantiti servizi essenziali quali primo soccorso, dotazioni di sicurezza e personale qualificato per il salvamento.

L’intero stabilimento è stato progettato per essere pienamente accessibile, eliminando le barriere architettoniche e prevedendo supporto dedicato alle persone con ridotta mobilità. Il verde ornamentale, costituito da specie autoctone, contribuirà sia alla qualità degli spazi sia alla mitigazione visiva delle aree limitrofe.

L’audio shock di un pentito: “So chi ha ucciso Scavo al Divinae l’hanno visto. Temo per San Nicola”

Gli ultimi episodi di cronaca hanno nuovamente seminato panico e terrore a Bari tra omicidi, sparatorie e gambizzazioni. L’intervista a Raffaele Diomede, ha aperto il vaso di Pandora e, qualche ora dopo la pubblicazione del servizio, siamo stati contattati da un pentito e collaboratore di giustizia che ci ha fornito dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, il 40enne ucciso nella discoteca Divinae di Bisceglie. L’uomo afferma di sapere chi è il killer di Uecchione, un ragazzino, e teme che la “guerra” sia solo iniziata.

Perseguita, picchia e maltrattata l’ex compagna. Condanna record a Bari: inflitti 4 anni e 6 mesi a 34enne

Un 34enne della provincia di Bari è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe subito ripetute aggressioni, minacce e tentativi di strangolamento, fino a episodi di violenza domestica culminati con l’intervento delle forze dell’ordine.

Stando agli atti dell’inchiesta, in un episodio particolarmente grave, solo l’intervento di un passante avrebbe evitato conseguenze peggiori, permettendo alla vittima di rientrare in sicurezza nella propria abitazione.

Le violenze sarebbero proseguite anche all’interno della casa condivisa: dopo la decisione della donna di interrompere la convivenza, l’uomo l’avrebbe minacciata con un bicchiere di vetro, arrivando a sbatterle la testa contro un armadio. La vittima è riuscita a sottrarsi all’aggressione e a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Anche dopo la fine della relazione, l’uomo avrebbe continuato a perseguitarla, appostandosi sotto casa e ostacolandone gli spostamenti. Le condotte hanno fatto scattare il “codice rosso” e portato alla condanna, tra le più severe mai inflitte in città per questo tipo di reati. Disposti anche l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento alle parti civili.

Giornalista recluso in Kuwait, da Bari l’iter per la cittadinanza onoraria: “Ahmed Shihab-Eldin va liberato”

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato un ordine del giorno per sollecitare il rilascio immediato e incondizionato di Ahmed Shihab-Eldin, giornalista e documentarista detenuto in Kuwait dallo scorso 3 marzo.

Il provvedimento impegna il sindaco e la giunta a prendere posizione pubblicamente, a trasmettere l’atto al Governo italiano e al Ministero degli Affari esteri e ad avviare l’iter per conferirgli la cittadinanza onoraria, riconoscendone l’impegno per la libertà di espressione.

Shihab-Eldin, 41 anni, ha collaborato con testate internazionali come Al Jazeera, BBC, The New York Times e Vice. È inoltre docente a contratto presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L’arresto è avvenuto a Kuwait City, durante una visita familiare, dopo la condivisione sui social di un video relativo alla caduta di un jet militare statunitense.

Le autorità kuwaitiane lo accusano di diffusione di informazioni false e danno alla sicurezza nazionale. Accuse definite “vaghe” dal Committee to Protect Journalists, che denuncia un uso sistematico di tali imputazioni per colpire i giornalisti indipendenti. Il reporter è detenuto da oltre sette settimane e dovrà comparire davanti a un tribunale speciale.

La vicenda ha suscitato una forte mobilitazione a Bari: l’università ha lanciato un appello per la sua liberazione, sostenuto anche da Fnsi e Assostampa Puglia. Il sindaco Vito Leccese ha espresso preoccupazione, sottolineando il rischio che l’attività giornalistica venga assimilata a un reato.

L’ordine del giorno prevede inoltre la promozione di iniziative pubbliche sulla libertà di stampa, coinvolgendo Regione e atenei, e invita il mondo culturale e accademico a sostenere la campagna per il rilascio del giornalista.

Il divertimento a Bari fa paura, nei locali “l’aria è amara”. La testimonianza: “Mi dissero di non entrare al Bahia”

Tra divertimento e sregolatezza. È così che appare oggi il mondo della notte agli occhi dei giovanissimi, protagonisti di weekend che iniziano il venerdì e si concludono la domenica, tra discoteche affollate e locali sempre più esclusivi. Un universo che promette evasione dagli impegni settimanali, ma che negli ultimi anni ha cambiato profondamente volto.

Se un tempo l’attesa del fine settimana era legata al desiderio di ballare e trascorrere ore spensierate in compagnia, oggi la finalità sembra essersi trasformata. La serata non è più solo da vivere, ma da esibire. I social network diventano il palcoscenico principale, dove ogni dettaglio viene condiviso per dimostrare ai propri follower uno status costruito tra luci stroboscopiche, outfit ricercati e tavoli esclusivi. Essere “nel mood”, come direbbero gli adolescenti, significa soprattutto apparire.

In questo contesto, assume un peso crescente la rete di conoscenze. Arrivare nei locali “con gente che conta” apre porte altrimenti chiuse: ingressi facilitati, accesso alle aree VIP e trattamenti privilegiati con kit “che altri non hanno”. Moet fluorescenti e candelotti il segno distintivo di chi conta. Questo, un sistema che nasconde dinamiche ben più profonde e preoccupanti.

Sempre più spesso, infatti, tra i tavoli riservati compaiono giovani legati a famiglie mafiose. La loro presenza non passa inosservata: abiti di lusso, gioielli vistosi e atteggiamenti di dominio segnano una distanza netta rispetto agli altri clienti. Il rispetto nei loro confronti non è una scelta, ma una necessità. Imprenditori e gestori di locali, per continuare a lavorare senza problemi, sono spesso costretti a scendere a compromessi, riservando spazi esclusivi come segno di deferenza vicino alle console o sui terrazzini.

Rispetto al passato, però, qualcosa è cambiato. Se un tempo esisteva una sorta di codice interno, oggi sembra prevalere la logica del “tutto e subito”. I giovani appartenenti a questi contesti cercano affermazione immediata, saltando qualsiasi percorso di crescita o gerarchia tradizionale.

A raccontare dall’interno queste dinamiche è Anna, nome di fantasia, 22 anni. La sua esperienza evidenzia come il confine tra divertimento e pericolo sia sempre più sottile.

“Sarei dovuta andare alla serata del 22 settembre 2024 al Bahia – racconta – ma un amico ci ha scritto qualche minuto prima di arrivare nel locale dicendoci di lasciar perdere: ‘L’aria è amara’. Siamo andate via cambiando programma. Solo la mattina successiva abbiamo capito che quell’avvertimento era fondato”.

Anna descrive un sistema ben strutturato: ingressi differenziati tra chi paga un semplice ticket e chi accede ai privé, controlli rigorosi per alcuni e totale libertà per altri: “C’è sempre qualcuno che entra senza essere controllato. Si capisce subito chi è: lo conoscono tutti, anche i bodyguard. Una pacca sulla spalla e passano senza problemi”.

Un privilegio che, secondo la giovane, alimenta un senso di impunità diffuso: “Sono vere e proprie baby gang che sfruttano la loro appartenenza per ottenere vantaggi e per intimorire gli altri. Se li guardi per più di un secondo è la fine”.

Le differenze territoriali accentuano ulteriormente il fenomeno. Tra i locali della zona nord e quelli del sud barese, racconta Anna, esiste un divario evidente. “Alcune serate degenerano facilmente. Una volta ho visto un ragazzo tirare fuori una pistola perché gli era finito del ghiaccio addosso. Sono scappata dopo meno di un’ora dal mio ingresso”.

Episodi che lasciano il segno, così come la gestione delle situazioni critiche da parte del personale: “In un’altra occasione ci hanno praticamente invitato ad andarcene perché un gruppo di ragazzi che appartenevano voleva occupare il nostro tavolo. Ci hanno detto: ‘Meglio non dar fastidio a quella gente’”.

Testimonianze che, pur nella loro semplicità, accendono i riflettori su una realtà complessa. Un sistema che, dietro l’apparenza del divertimento, sembra piegarsi a logiche di potere, lasciando in secondo piano la sicurezza e la libertà dei giovani.

La movida resta un simbolo di svago e socialità, ma sempre più spesso si trasforma in uno specchio delle contraddizioni della società contemporanea. Tra ricerca di visibilità e dinamiche di controllo, la notte dei giovanissimi racconta molto più di quanto appaia.

Bari, alimenti non tracciati e lavoratore a nero: sospeso ristorante nell’Umbertino. Multe da 6mila euro

Nel contesto di mirati servizi di controllo delle attività commerciali del capoluogo, nella serata dello scorso 22 aprile i militari della Compagnia Carabinieri di Bari Centro, coadiuvati da personale del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) e Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.), hanno compiuto un accesso ispettivo all’interno di un ristorante in centro (quartiere Umbertino), riscontrando varie irregolarità.

In particolare i Carabinieri, grazie all’ausilio dei Reparti specializzati, hanno contestato violazioni amministrative per mancanza di tracciabilità degli alimenti, sequestrandone circa 60 kg, e per la presenza di un lavoratore non in regola, disponendo contestualmente la sospensione cautelare dell’attività imprenditoriale. Le sanzioni ammontano a circa 6000 euro.

Banchine elettrificate nei porti di Bari e Brindisi, arriva lo stop del Tar: “Gara aggiudicata in modo illegittimo”

Il Tar Puglia ha annullato l’aggiudicazione della gara per l’elettrificazione delle banchine dei porti di Brindisi e Bari, ritenendola illegittima. Accolto il ricorso del raggruppamento secondo classificato, Consorzio Itm–Guastamacchia, contro l’assegnazione al Consorzio Stabile Cantiere Italia–Acreide.

Il progetto, da circa 30 milioni di euro, prevede sistemi di “cold ironing” e produzione di energia da fonti rinnovabili per ridurre le emissioni nei porti. Il ricorrente ha chiesto il subentro nell’appalto o, in alternativa, un risarcimento.

Secondo i giudici, vi sono state irregolarità nella valutazione dei punteggi e nella documentazione delle esperienze tecniche dell’aggiudicatario. L’Autorità portuale valuta ora il da farsi e potrebbe presentare ricorso al Consiglio di Stato.

I lavori, della durata prevista di circa 300 giorni, potrebbero concludersi nel primo semestre del 2027; i fondi non sono legati al Pnrr ma al Programma di Azione e Coesione.

Sparatorie a Bari, la risposta della Polizia: 6 arresti. Droga nascosta in case abbandonate o lanciata dai balconi

Prosegue l’attività della Polizia di Stato tesa alla prevenzione ed al contrasto alla criminalità diffusa. In questi giorni, infatti, sono in corso alcuni servizi di controllo nonché perquisizioni in diverse zone della città, con particolare attenzione ai quartieri di Carbonara, Ceglie del Campo, Japigia, Libertà, San Pasquale e Bari Vecchia.

Tali servizi, predisposti dal Questore dr. Annino Gargano, rappresentano una risposta ai noti gravi fatti verificatisi nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo, ma anche ai recenti eventi verificatisi nel quartiere San Pasquale ossia l’esplosione di colpi di arma da fuoco in viale della Repubblica nei pressi di una sala giochi che ha visto il ferimento di un ventenne nonché i successivi ferimenti, sempre a seguito di colpi di pistola, rispettivamente il giorno 14 aprile in via Dante Alighieri e il giorno 19 aprile in Vico Ospedale Civile, a Bari vecchia, di altri due ragazzi, feriti entrambi alle gambe.

Tale scenario, legato a tensioni nell’ambito dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, ha indotto al rafforzamento del controllo del territorio con l’impiego di personale della Questura e delle Specialità della Polizia di Stato e ha portato all’esecuzione di diversi arresti, al sequestro di sostanza stupefacente e anche di armi.

In particolare:

· Il 1°aprile personale della Squadra Volante, nel corso di un controllo su strada, nei pressi della città vecchia, ha tratto in arresto un giovane di 25 anni perché trovato in possesso di 50 grammi di cocaina occultati all’interno della propria autovettura;

· Il 3 aprile, in due distinte attività, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto due uomini, uno di 21 l’altro di 46 anni, entrambi con precedenti specifici per reati in materia di stupefacenti. Il 21enne è stato visto dagli operatori all’atto di lanciare dalla propria abitazione, sita nel quartiere Japigia, della sostanza stupefacente del tipo hashish, circa 300 grammi, poi recuperata e sequestrata. Il 46enne è stato tratto in arresto nella città vecchia in quanto trovato in possesso di 32 dosi di cocaina, per un totale di 23.6 grammi, all’interno della propria abitazione;

· Il 5 aprile, il giorno di Pasqua, un equipaggio della Squadra Mobile ha proceduto all’arresto di un 37enne che, nella zona di Torre a Mare, a seguito di un controllo, è stato trovato in possesso, all’interno della propria autovettura, di 80 grammi di hashish e 20 grammi di marjuana;

· Il giorno 8 aprile e il giorno 20 aprile personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto, al termine di un servizio di osservazione nelle strade di Bari vecchia, un 22enne ed un 28enne, entrambi con precedenti in materia di stupefacenti, in quanto trovati in possesso di numerose dosi di droga, del tipo marijuana, hashish e cocaina, destinate alla vendita al dettaglio e occultate all’interno di caseggiati abbandonati. In particolare nel corso della perquisizione effettuata in data 20 aprile all’interno di uno di questi caseggiati, anche grazie all’ausilio del personale della squadra Cinofili, sono stati rinvenuti oltre 800 gr di sostanza stupefacente del tipo marjuana ed anche una pistola perfettamente funzionante con 80 cartucce inesplose.

Bari, paura in via Capruzzi. Appartamento in fiamme all’ultimo piano: salvati due anziani e 7 persone evacuate

Un incendio è divampato nella tarda serata di ieri in un appartamento al settimo piano di una palazzina di via Capruzzi, a Bari.

Il rogo non ha provocato feriti ma sette persone sono state evacuate a scopo precauzionale a causa del fumo nero e denso sprigionato dalle fiamme. Tra loro due anziani. Tutte sono state visitate dal personale del 118: le loro condizioni sono buone.

Tre le squadre dei vigili del fuoco, col supporto di una autoscala, impegnate a domare l’incendio. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono concluse intorno alle tre della notte scorsa.

Spaccio di droga tra Bari e Sannicandro, condannate 10 persone: colpito il gruppo di Sabino Pace

La gup di Bari Isabella Valeria Valenzi ha condannato 10 persone, imputate (a vario titolo) per detenzione e spaccio di stupefacenti, a pene da un anno e quattro mesi a otto anni e quattro mesi di reclusione.

Il processo in abbreviato è nato da un’indagine della Dda di Bari, coordinata dal pm Fabio Buquicchio, che ritiene di aver documentato lo spaccio di hashish, cocaina e marijuana tra Bari e il vicino comune di Sannicandro.

A gestire lo spaccio, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un gruppo capeggiato dal pregiudicato Sabino Pace, ritenuto vicino al clan Parisi di Bari e diventato di recente collaboratore di giustizia.

Pace è stato condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione, mentre la pena più alta è stata disposta nei confronti di Antonio Bitritto, considerato (insieme ad Angelo Di Turi, condannato a 7 anni) uno dei partecipi del gruppo con i compiti di approvvigionamento, trasporto, occultamento e cessione della droga. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.