Il suo bulldog viene ucciso da un altro cane: lei incinta accusa un malore e perde il bimbo. Gravidanza interrotta

Non ce l’ha fatta la 49enne incinta rimasta sotto shock dopo aver assistito alla morte del proprio bulldog, aggredito da un cane di razza amstaff libero e senza museruola nel Salento.

La donna, al terzo mese di gravidanza, ha infatti perso il bambino. Colta da un malore, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Nonostante i tentativi dei medici, la gravidanza è stata interrotta.

Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato trasferito in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Bari, Lacarpia ucciso in carcere dopo aver ammazzato la moglie: arrestato un 45enne. Era il suo compagno di cella

Questa mattina, la Polizia di Stato su richiesta di questa Procura della Repubblica ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, nei confronti di due soggetti, un 24enne e un 45enne baresi, ritenuti entrambi autori di un tentato omicidio mentre solo il secondo di un omicidio, commessi nel carcere di Bari a ottobre del 2024.

Si premette che si tratta di provvedimenti assunti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

In particolare, nella tarda serata del 19 ottobre 2024, gli agenti della Polizia Penitenziaria intervenivano in una cella della Casa Circondariale di Bari, per un tentativo di impiccamento da parte di un detenuto 28enne, di origine salentina, rinvenendolo nel bagno della cella che condivideva con altre persone.

Dopodiché, il 22 ottobre, nella stessa cella, si verificava il decesso, per riferito impiccamento, del detenuto Giuseppe LACARPIA. Le successive indagini svolte da personale della Squadra Mobile coordinate da questa Procura hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti facendo emergere che, in realtà, i due eventi non erano atti di autolesionismo, ma si trattava di azioni compiute dai due indagati, al tempo compagni di cella delle vittime.

Per il 24enne presunto autore del tentato omicidio e attualmente detenuto per altra causa, il G.I.P. di Bari ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Per il 45enne complice del tentato omicidio e responsabile dell’omicidio di Giuseppe LACARPIA, anch’egli attualmente detenuto per altra causa, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Lacarpia, 65enne di Gravina di Puglia, finì in carcere il 6 ottobre del 2024 con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà: prima avrebbe tentato di dare fuoco alla moglie mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Tragedia a Foggia, travolto e ucciso da auto: muore il 25enne Simone Raucea

Si chiamava Simone Raucea e aveva 25 anni, il giovane investito e ucciso ieri sera a Foggia mentre attraversava la strada in via Scillitani a due passi dall’entrata laterale della villa comunale.

Ad investirlo, un uomo di 78 anni alla guida di un’Opel Astra che si è subito fermato a prestare i primi soccorsi, ma per il giovane non c’era nulla da fare.

Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto con l’auto dell’uomo. A quanto si apprende, la vittima sarebbe prima finita sul parabrezza dell’auto dell’uomo facendo un volo di alcuni metri, finendo sull’asfalto.

Sul posto hanno operato gli agenti della polizia locale che stanno cercando di ricostruire con precisione l’accaduto. In quel tratto non ci sono telecamere di videosorveglianza. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro e l’uomo denunciato per omicidio stradale.

Scende dall’auto per un guasto, viene travolto e ucciso da un furgone: muore 50enne nel Tarantino

Incidente mortale questa mattina sulla strada statale 7 Ter Salentina, nel territorio comunale di Sava, sulla via per Manduria, in provincia di Taranto. Un uomo di circa 50 anni è deceduto dopo essere stato investita da un furgone.

In base a una prima ricostruzione dei fatti, la vittima si era fermata con la propria auto a causa di un problema tecnico, molto probabilmente per una foratura. Una volta sceso dal mezzo per controllare, sarebbe stato travolto dal furgone.

Il personale sanitario del 118, giunto sul posto, non ha potuto far altro che constatare il decesso del 50enne. Sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Manduria che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Travolto mentre attraversa strisce pedonali, muore 64enne di Conversano: anziano condannato a un anno e 6 mesi

Un 81enne di Desenzano del Garda è stato condannato a un anno e 6 mesi di reclusione, con patente sospesa, con l’accusa di omicidio stradale per la morte di Angelo Buonsante, 64enne di Conversano travolto mentre attraversava le strisce pedonali il 9 novembre 2023. L’uomo morì in ospedale due settimane dopo l’incidente.

Il processo si è chiuso. L’imputato, all’epoca dei fatti 79enne, ha dichiarato più volte di non aver visto la vittima. Buonsante, ex direttore di Poste Italiane e noto a Conversano per i suoi saggi e romanzi, si era trasferito a Desenzano del Garda.

Omicidio a Ceglie, il 38enne indiano Singh ucciso per testare una pistola: condanna di 17 anni a due minorenni

I due ragazzini minorenni coinvolti nell’omicidio di Nardev Singh, il 38enne indiano senza fisso dimora ucciso il 23 maggio 2024 in un rudere abbandonato a Ceglie del Campo, sono stati condannati a 17 anni di reclusione.

La sentenza è arrivata al termine del processo con il rito abbreviato. La vittima fu uccisa per testare una pistola comprata da poco su un bersaglio umano. I due condannati, all’epoca dei fatti 17enni, entrarono in azione con il 22enne Paolo Natale Guglielmi, indagato dalla Procura ordinaria.

Entrambi sono detenuti nel carcere minorile Fornelli di Bari e sono stati condannati per omicidio volontario. Rispondono anche di porto e detenzione abusiva d’arma da fuoco e ricettazione. Il giudice non ha riconosciuto la premeditazione come richiesto dalla Procura.

I tre, dopo aver comprato una pistola per 250 euro e averla provata su alcuni oggetti, decisero di testarla su un bersaglio umano. Per questo si spostarono al casolare abbandonato di Ceglie del Campo e spararono due colpi verso la vittima, di cui uno la raggiunse al petto. Restano indagati a piede libero altri tre maggiorenni che avrebbero aiutato i giovani a fuggire.

Donato Monopoli ucciso dopo una lite in discoteca a Foggia, nuovo rinvio del processo. Il padre: “Un’offesa”

È stata rinviata al 23 marzo 2026 l’udienza del processo d’appello bis a Bari per l’omicidio di Donato Monopoli, il giovane di 26 anni, di Cerignola (Foggia) morto nel maggio del 2019, dopo sette mesi di agonia trascorsi in ospedale, dopo un violento pestaggio all’esterno di una discoteca di Foggia nell’ottobre del 2018.

La Cassazione il 15 febbraio del 2025 aveva annullato la sentenza del processo di appello rinviando ad un’altra sezione della Corte d’appello di Bari per nuovo giudizio. L’udienza per l’appello bis prevista per oggi è stata rinviata, dunque, al 23 marzo prossimo (per questioni tecniche legate, a quanto si apprende, alla nomina di un nuovo legale da parte di uno degli imputati).

Gli imputati sono Francesco Stallone e Michele Verderosa, condannati in secondo grado rispettivamente a 10 e 7 anni di reclusione. Nel maggio 2024, la Corte di assise di appello di Bari derubricò in omicidio preterintenzionale la precedente condanna a omicidio volontario, con conseguente riduzione della pena. La Corte d’assise di Foggia nel giugno del 2022 aveva condannato a 15 anni e 6 mesi Stallone e ad 11 anni e 4 mesi Verderosa.

“Ancora una volta il processo è stato rinviato – ha sottolineato Giuseppe, il papà di Donato – Sette anni di dolore, di attese, di processi che si allungano. Sette anni in cui abbiamo avuto pazienza, dignità e rispetto per le istituzioni. Ma oggi, dopo l’ennesimo rinvio, ci sentiamo lasciati soli”. Il padre di Donato, con la sua famiglia, chiede “cosa dobbiamo aspettarci la prossima volta? Ancora un rinvio? Ancora silenzi? Quello che stiamo vivendo è un’offesa non solo a noi, ma soprattutto a nostro figlio Donato”.

Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16: automobilista positivo all’alcoltest

Il conducente dell’auto che ha travolto Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese, è risultato positivo all’alcoltest come riportato da Antenna Sud.

Si aggrava così la posizione di chi era alla guida della Bmw. Il ragazzo è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale.

Omicidio Bartolo Dambrosio ad Altamura, boss ucciso durante jogging: due nuove condanne dopo 15 anni – NOMI

Due nuove condanne per l’omicidio di Bartolo Dambrosio, boss di Altamura (Bari) ucciso il 6 settembre 2010. Il gup di Bari Alfredo Ferraro ha condannato a 14 anni di reclusione Domenico Lagonigro e a 16 anni e otto mesi Pasquale Mastromarino, arrestati nel marzo 2024, a 14 anni dal fatto.

Lagonigro, secondo la Dda di Bari, avrebbe fornito le armi al commando che uccise Dambrosio (in tre furono già condannati nel 2012), Mastromarino invece avrebbe partecipato all’agguato e avrebbe poi distrutto l’auto e le armi utilizzate.

I due imputati dovranno risarcire anche le parti civili: oltre alla Regione Puglia e al Comune di Altamura erano costituiti anche i parenti di Dambrosio, assistiti dagli avvocati Giovanni Ladisi e Nicola Romano.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Attilio Triggiani e Marika Longo. D’Ambrosio, secondo quanto ricostruito dalla Dda – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – fu ucciso mentre faceva jogging nel Pulo di Altamura, nella Murgia barese. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.

Ucciso il killer del carabiniere Legrottaglie, a Grottaglie sit-in per i due agenti indagati: “Va cambiata la norma”

Si è tenuto questa mattina, davanti alla sede del commissariato di Grottaglie (Taranto), un sit-in per esprimere solidarietà ai due agenti indagati per omicidio colposo, a seguito di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, dopo la morte in un conflitto a fuoco del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio, poche ore prima, del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso giovedì scorso nel Brindisino.

La manifestazione è stata promossa dal Sindacato autonomo della polizia: sono intervenuti rappresentanti del Sap di Foggia; il segretario generale nazionale dello stesso sindacato, Stefano Paoloni; e una delegazione del Sap Puglia e Basilicata.

“L’iscrizione nel registro degli indagati – sottolinea il segretario provinciale Foggia Giuseppe Vigilante – è un atto di garanzia che consentirà ai colleghi di partecipare alle fasi del processo ed eventuali incidenti probatori, ma dovranno farlo a loro spese e con i loro avvocati e fino a quando il procedimento penale non sarà terminato avranno la carriera bloccata. Sia chiaro che nessuno punta il dito contro la magistratura che fa il suo lavoro egregiamente applicando la legge, ma è giunto il momento di cambiare la norma”.

“Per questo – conclude Vigilante – ci rivolgiamo alla classe politica di questo paese chiedendo di introdurre una norma di legge per evitare un avviso di garanzia automatico quando sussistono cause di giustificazione del reato quali uso legittimo delle armi, la legittima difesa nell’adempimento del dovere. Il paese deve essere grato ai due colleghi per aver rischiato personalmente la propria vita per assicurare alla giustizia pericolosi criminali”.