Video tra due amanti di Altamura diffuso online, ribaltate due condanne in Appello: assolti dalla diffamazione

La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato la sentenza di condanna di due persone, finite a processo nel 2020 con l’accusa di aver filmato e diffuso sui social un video di una coppia di amanti di Altamura (Bari) durante un incontro intimo nel mobilificio dell’uomo.

I due erano accusati di interferenze illecite nella vita privata e diffamazione e nel 2024, in primo grado, erano stati condannati a un anno di reclusione (pena sospesa) per accesso abusivo a sistema informatico, a seguito della riqualificazione del reato di interferenze illecite da parte del Tribunale.

Entrambi erano invece stati assolti dalla diffamazione. Il fatto risale al novembre 2016. La Corte d’Appello ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di uno dei due imputati, ex compagno della donna immortalata nel video, per remissione di querela, mentre ha assolto l’altro imputato (il cognato del titolare del mobilificio) “perché il fatto non sussiste”. I due erano assistiti dagli avvocati Nicola Selvaggi e Angelo Dibenedetto.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni. Nel processo erano coinvolte altre due persone: la moglie del titolare del mobilificio, la cui posizione è stata stralciata, e il titolare del canale YouTube su cui fu diffuso il video, assolto in primo grado. Secondo l’accusa, il tutto sarebbe stato organizzato da tre persone. L’ex compagno della donna, dopo aver saputo dell’appuntamento tra i due amanti, avrebbe informato la moglie dell’uomo e il fratello di lei. I quali, quindi, si sarebbero introdotti nello showroom e avrebbero ripreso l’incontro. I due uomini, poi, erano accusati di aver diffuso il video su Facebook e Whatsapp, “rendendo pubbliche e contro la volontà dei soggetti ritratti le immagini e la registrazione audio-video ritraenti l’incontro riservato”, come si legge nel capo di imputazione.

Barivecchia, viene perquisito in casa e lancia la droga dalla finestra: arrestato pregiudicato

Nel corso del pomeriggio dello scorso 04 marzo la Polizia di Stato, nell’ambito di una mirata attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel borgo antico di Bari, ha arrestato un soggetto, con numerosi precedenti di Polizia, trovato in possesso di diverse tipologie di sostanza stupefacente.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Nello specifico personale della Squadra Mobile, con l’ausilio di due unità cinofile, ha eseguito una perquisizione domiciliare nel corso della quale è stata ritrovata, su un terrazzo attiguo, una busta di plastica che, come poi è stato successivamente ricostruito, evidentemente era stata lanciata poco prima dall’arrestato il quale, nel frattempo, tardava ad aprire la porta ai poliziotti.

Recuperata la busta, al suo interno era presente sostanza stupefacente del tipo eroina, per un peso complessivo di gr. 540, cocaina, per un peso complessivo di gr. 130 e marijuana per un peso complessivo di gr. 20 oltre al materiale per il confezionamento. Il soggetto, pertanto, è stato tratto in arresto e condotto presso la casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, ruba in tre negozi e minaccia dipendente con coltello: arrestato 24enne. Recuperata merce da 10mila euro

Nella serata del 6 marzo 2026, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari e della Compagnia di Bari Centro unitamente al Personale dell’Esercito Italiano impiegato nel servizio Strade Sicure hanno arrestato un 24enne romeno ritenuto responsabile (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) dei reati di rapina, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, che si aggirava nella serata per le strade del centro con un sacco in cellophane di colore verde, si era introdotto in tre esercizi commerciali, asportando merce di vario tipo (borse, portafogli, occhiali, zaini) e, in una circostanza, minacciando anche la dipendente con un coltello. La merce per un valore complessivo di oltre 10.000 euro è stata recuperata e restituita.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Bari, pistola non funzionante: assolto il pregiudicato De Giglio vicino al clan Strisciuglio

Assolto perché la pistola non era funzionante. Con questa motivazione il Tribunale ha prosciolto Tommaso De Giglio, pregiudicato ritenuto vicino al clan Strisciuglio del quartiere Libertà di Bari, dalle accuse di porto in luogo pubblico di arma e detenzione di sostanze stupefacenti.

L’uomo era stato arrestato nel 2023 insieme al presunto complice Giuseppe Anaclerio dopo un intervento della polizia all’interno dell’Officina degli Esordi, dove alcuni presenti avevano segnalato minacce da parte di alcune persone. Durante una successiva perquisizione domiciliare De Giglio aveva consegnato agli agenti due pistole.

Nel processo con rito abbreviato una perizia ha stabilito che una delle armi non era funzionante, circostanza che aveva già portato all’assoluzione dall’accusa di detenzione di armi. Nei giorni scorsi è arrivata anche la seconda assoluzione, relativa al porto in luogo pubblico delle due pistole.

Bari, rivolta nel carcere minorile. Agenti picchiati con calci e pugni: un assolto e pene ridotte in Appello

La Corte d’Appello minorile di Bari ha assolto uno degli imputati e ridotto le pene per altri cinque coinvolti nei disordini avvenuti il 9 marzo 2025 nell’istituto penale minorile Fornelli di Bari. In primo grado i sei giovani, giudicati con rito abbreviato, erano stati condannati a pene comprese tra cinque anni e otto mesi e sei anni e sette mesi di reclusione per sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato.

Nel processo di secondo grado, uno degli imputati è stato assolto da tutte le accuse «per non aver commesso il fatto». Un altro è stato assolto dai reati di rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, ma condannato a un anno di reclusione per tentata evasione e un ulteriore episodio di resistenza.

Per tre imputati la pena è stata ridotta a quattro anni e quattro mesi, mentre per un altro a tre anni e quattro mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Secondo la ricostruzione della procura, quella sera sette detenuti avrebbero tentato di evadere incendiando alcune lenzuola e danneggiando telefoni, telecamere, tablet, televisori e una ricetrasmittente. Durante la rivolta avrebbero aggredito due agenti della polizia penitenziaria con calci, pugni e morsi, sottraendo anche le chiavi dei cancelli.

Uno dei minorenni avrebbe inoltre cosparso di alcol il corpo di guardia e i pantaloni di un agente, minacciando di appiccare il fuoco. I due poliziotti sarebbero stati poi rinchiusi nel corpo di guardia e, nell’aggressione, rimasero feriti. Un altro imputato ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.

Bari, schianto sulla ss16 a Santa Caterina. Sbalzata dall’auto e trascinata per alcuni metri: grave una ragazza

Schianto verso l’ora di pranzo a Bari, all’altezza di Santa Caterina, sulla ss16 direzione Brindisi. Coinvolti nell’incidente diversi veicoli, una ragazza sarebbe stata sbalzata dall’auto e trascinata per alcuni metri.

La giovane è stata prontamente soccorsa da un medico che passava di lì con l’auto ed è stata trasportata in ospedale da un equipe del 118. Sul posto anche la Polizia e il personale Anas. Inevitabili disagi alla circolazione.

Droga, maltrattamenti e stranieri irregolari sul posto. Controlli della Polizia a Bari: il report

Sotto il coordinamento del Questore di Bari dr. Annino Gargano, è stata portata a termine una vasta operazione di controllo del territorio ad “Alto Impatto” della Polizia di Stato, che ha visto l’impiego di numerosi equipaggi nelle aree della stazione ferroviaria e del centro cittadino, con l’obiettivo di innalzare i livelli di sicurezza e contrastare i fenomeni di degrado urbano.

L’attività ha permesso di identificare un totale di 300 persone, delineando un quadro d’intervento capillare: su 300 persone controllate, 176 sono risultate di nazionalità straniera e 143 sono risultate avere precedenti di polizia.

È stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti, sono state 2 le persone perquisite sul posto e 9 quelle accompagnate in ufficio per il fotosegnalamento; 6 le segnalazioni per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale ai sensi dell’art. 75 d.p.r. 309/90 e il Questore ha emesso un ordine di allontanamento (DACUR) da Piazza Moro. Sono stati effettuati controlli amministrativi presso un centro scommesse, dove sono stati identificati 11 avventori stranieri senza riscontrare alcuna irregolarità.

Particolare attenzione è stata rivolta alla regolarità dei soggiorni sul territorio nazionale, infatti sono stati emessi 3 ordini di espulsione di cui uno è stato accompagnato al CPR; 12 posizioni di cittadini stranieri sono al vaglio dell’Ufficio Immigrazione per la verifica dei titoli di permanenza, con ulteriori 4 posizioni in trattazione ai sensi dell’art. 15 TULPS per aver violato l’invito a comparire senza giustificato motivo.

I servizi straordinari di controllo, che si aggiungono alla quotidiana attività di prevenzione delle Volanti, proseguiranno nelle prossime settimane per garantire una costante presenza della Polizia di Stato nei luoghi di maggiore aggregazione sociale della città e legalità a favore della cittadinanza.

Pescara-Bari, divieto di trasferta per i residenti in Puglia. Tifosi sabato all’antistadio: “Per la maglia e per la città”

E’ stato disposto dal Prefetto di Pescara il divieto di vendita dei biglietti ai tifosi biancorossi residenti in Puglia, tra le motivazioni gli aneddoti legati ai precedenti tra le due tifoserie.

Il Bari dovrà quindi fare a meno del supporto dei propri sostenitori nella partita di domenica 8 marzo alle ore 19:30 presso lo Stadio Adriatico. I gruppi organizzati hanno deciso di far percepire ugualmente la propria vicinanza alla squadra organizzando nella mattinata di domani una piacevole iniziativa.

Alle ore 11:00 tutta la città è chiamata a presenziare all’allenamento della squadra presso l’antistadio così da incitare i biancorossi alla vigilia del match. Un gesto non scontato e nemmeno legittimo ma che dimostra, ancora una volta, come i tifosi stiano tendendo l’ennesima mano di aiuto ad una squadra le cui prestazioni hanno deluso molto sino ad ora.

Finanziere “infedele” assolto con formula piena: “Il fatto non sussiste”. Olivieri cancro incurabile

Il maresciallo della Guardia di Finanza Antonio Cretì, 51 anni, è stato assolto dal Tribunale di Bari dall’accusa di aver rivelato informazioni riservate all’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”. I giudici, presieduti da Perrelli, hanno stabilito che «il fatto non sussiste», accogliendo la linea difensiva dell’avvocato Emiliano D’Alessandro. La Procura aveva chiesto per il militare una condanna a un anno per rivelazione di segreto istruttorio.

Creti era comparso nelle intercettazioni dell’indagine nel giugno 2019, quando contattò Olivieri per chiedere il recapito di Antonio al quale voleva segnalare alcune perquisizioni legate a un’inchiesta sul calcio dilettantistico. Lo stesso Antonio è stato ascoltato in un’udienza.

Gli inquirenti ipotizzavano anche che potesse aver avvertito Olivieri del suo imminente arresto, avvenuto nel febbraio 2024 nell’ambito della stessa indagine. Ecco la presa di posizione di Antonio dopo la sentenza del Tribunale di Bari.