Pene più severe per i reati ambientali, sorpresi a bruciare rifiuti pericolosi: 2 arresti a Sannicandro

Lo scorso 9 settembre i militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari, nel corso di specifici servizi predisposti al fine di prevenire e reprimere attività illecite condotte in danno dell’ambiente, hanno proceduto all’arresto, in applicazione della nuova normativa ambientale introdotta da D.L. n 116/2025 del 08 agosto 2025, di due soggetti colti nella flagranza dei reati di gestione e combustione illecita aggravata di rifiuti pericolosi, attività commessa in Sannicandro di Bari (BA).

Nel corso dell’attività di monitoraggio del territorio, i militari del Reparto Speciale dell’Arma notavano, all’interno di un uliveto due soggetti, intenti alla combustione di un cospicuo quantitativo di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da truciolato di legno misto a piombo.

Tale attività di gestione, del tutto abusiva, era finalizzata al recupero del piombo e allo smaltimento, mediante combustione, dei rimanenti rifiuti. A causa di tale condotta, residui del metallo pesante finivano sul nudo terreno con pericolo di compromissione e deterioramento di una significativa porzione del terreno di ca. 700 mq e della biodiversità agraria dell’uliveto ove si consumava la condotta illecita, senza considerare lo sprigionarsi nell’area di esalazioni non salubri per la salute umana.

Al fine di interrompere la condotta delittuosa in danno dell’ambiente e dell’incolumità delle persone, i militari del N.O.E. procedevano all’arresto dei due individui ed al sequestro del terreno, dei rifiuti non ancora combusti e dell’autovettura, utilizzata per il trasporto dei rifiuti stessi.

Gli arrestati al termine degli atti di rito venivano tradotti agli arresti presso il domicilio a disposizione della competente A.G.. Nella giornata di ieri, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica di Bari, la misura precautelare adottata veniva convalidata dal G.I.P. che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari per uno dei due indagati.

L’operazione del N.O.E. di Bari rappresenta il primo arresto in flagranza di reato avvenuto in Puglia dopo l’introduzione del nuovo Decreto Legge che prevede un forte inasprimento delle pene per i reati ambientali, in precedenza di natura contravvenzionale ed oggi invece delitti, con positive ricadute sulle attività di prevenzione e repressione della P.G.

È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Chiede i soldi per comprare la droga, poi accoltella il padre e fugge: ricercato 38enne ad Ugento

Un 38enne ha accoltellato il padre 61enne nel corso di un litigio e poi è fuggito facendo perdere le proprie tracce.

E’ accaduto a Ugento, in provincia di Lecce. Il 61enne non è in pericolo di vita: è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Tricase dove ha ricevuto una prognosi di 15 giorni.

La lite sarebbe scaturita dalle continue richieste di denaro da parte del figlio per comprare sostanze stupefacenti. Indagano i carabinieri. Il 38enne è ancora ricercato.

Trani, prestiti alle persone in difficoltà a condizioni insostenibili: usuraio condannato a 6 anni

I Carabinieri della Stazione di Trani hanno dato esecuzione a un provvedimento di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura Generale della Corte di Appello di Bari, nei confronti di un uomo riconosciuto, responsabile di usura aggravata. Dovrà scontare una pena definitiva di 6 anni di reclusione per aver approfittato della fragilità di imprenditori e cittadini, imponendo condizioni insostenibili a chi si trovava in difficoltà.

Nel febbraio scorso, la Compagnia di Trani ha arrestato un ottantenne originario di Molfetta, sospettato di usura, estorsione, rapina e lesioni, per aver concesso prestiti con tassi fino al 110% annuo e ricorrendo a minacce e violenza per riscuotere il denaro. Ancora, di recente, sono stati eseguiti nove arresti su ordinanza cautelare nei confronti di persone gravemente indiziate di estorsione, incendi dolosi e violenze con modalità mafiose.

Altamura, cocaina in casa e nel garage: arrestato 26enne. Chiesti 4 anni di carcere nel processo per direttissima

I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La droga era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage.

Altri 4 grammi di cocaina, suddivisi in 9 involucri, sono stati trovati nella camera da letto della sua abitazione. Scoperti anche diversi materiali idonei al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari.

Durante il processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto si trova ai domiciliari.

Polignano, ha il braccialetto elettronico e va a casa dell’ex compagna: arrestato 41enne. Era nascosto tra le piante

I Carabinieri della Stazione di Polignano a Mare hanno arrestato, in flagranza di reato, un 41enne del luogo ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna.

Determinante, in questo caso, è stato il dispositivo di controllo, cd. “braccialetto elettronico”, applicato all’uomo a seguito della denuncia della donna, vittima di reiterati atti persecutori. Rilevata la sua presenza in prossimità della vittima, il dispositivo ha immediatamente inoltrato un “Alert” alla Centrale Operativa dei Carabinieri, consentendo quindi un intervento rapido ed efficace.

Nel corso della notte, infatti, i militari sono intervenuti nei pressi dell’abitazione della donna, sorprendendo l’uomo nascosto tra la vegetazione e, alla vista dei Carabinieri, ha tentato di darsi alla fuga. Lo stesso immediatamente individuato, è stato bloccato dai militari nonostante un tentativo di resistenza.

L’uomo è stato quindi tratto in arresto e tradotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne convalidava l’arresto.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui colpevolezza dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel contraddittorio tra le parti.

Assalto al bancomat con esplosivo nella notte, ladri in fuga nel Foggiano: indagano i Carabinieri

La scorsa notte a Serracapriola, piccolo comune del Foggiano, è stato fatto esplodere lo sportello automatico della filiale dell’istituto di credito Intesa Sanpaolo, in corso Giuseppe Garibaldi.

Non si sa se i ladri siano riusciti a portare via il denaro. Il boato è stato avvertito intorno alle 4 del mattino dalla popolazione del piccolo centro. Indagano i carabinieri che stanno analizzando i filmati della videosorveglianza per tentare di risalire ai responsabili.

Furti in casa nel Brindisino, fermata la banda: 7 arresti. Tra loro un evaso dai domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato 7 persone di Castel Volturno per furti in abitazione e ricettazione. Lo scorso 29 maggio la banda ha messo a segno tre furti nelle zone di Fasano e Carovigno.

La base logistica era una villa in affitto a Castellaneta Marina. Sequestrati nel corso dell’operazione diversi arnesi di scasso, radiotrasmittenti, torce, telefoni cellulari, abbigliamento utile per il travisamento e un’autovettura con targhe contraffatte.

Uno degli arrestati deve anche rispondere del reato di evasione dagli arresti domiciliari: è stato sorpreso a partecipare ai furti nonostante fosse già gravato da misura cautelare.  

I componenti del gruppo sono stati individuati grazie alle analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle case delle vittime.

Operai in nero e violazioni di sicurezza, blitz dei Carabinieri a San Ferdinando di Puglia: nei guai due aziende

Lavoratori in nero. Sicurezza nei luoghi di lavoro inesistente. È quanto hanno accertato i carabinieri nell’ambito dei controlli anti caporalato svolti in diverse imprese agricole del nord Barese.

Due le aziende di San Ferdinando di Puglia sanzionate per un totale di poco meno di 45mila euro. In una, i militari hanno trovato 13 agricoltori impiegati senza alcun contratto; nell’altra ditta invece, il titolare è stato segnalato alla autorità giudiziaria di Foggia per violazioni sulla sicurezza dei lavoratori, tra cui la mancata formazione del personale e per la presenza di un dipendente irregolare.

L’attività di contrasto del fenomeno del caporalato e alle violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro è stata eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Barletta Andria Trani, coadiuvato dal personale del nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Bari e dello squadrone eliportato Cacciatori di Puglia.

Taranto, si barrica in casa e minaccia la moglie con un coltello: arrestato 49enne

Un 49enne è stato arrestato a Taranto dopo aver minacciato la moglie con un coltello. L’uomo si è barricato in casa e ha impedito l’uscita alla donna, dopo una lite. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, alla vista dei militari il 49enne ha trattenuto con forza la moglie continuandola a minacciare.

I Carabinieri fortunatamente sono riusciti ad entrare nell’abitazione e ad evitare il peggio. L’uomo è stato bloccato e arrestato con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e sequestro di persona. La donna è stata accompagnata in ospedale e ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo.