Incivili a Bari, oltre 40 materassi abbandonati al San Paolo. Leccese: “Danno da 1.300 euro pagato dai cittadini”

Oltre quaranta materassi sono stati trovati questa mattina abbandonati in via Candura, nel quartiere San Paolo di Bari. A denunciarlo è il Comune, che definisce l’episodio «grave» e simbolo dell’inciviltà di pochi che finisce per ricadere sull’intera comunità.

L’Amiu è intervenuta con un’operazione straordinaria di rimozione e smaltimento dei rifiuti, dal costo stimato di circa 1.300 euro. «L’inciviltà ha un costo e quel costo lo pagano i cittadini», ha dichiarato il sindaco Vito Leccese, sottolineando come interventi di questo tipo sottraggano risorse e personale ai servizi ordinari.

I materassi sono stati già rimossi, mentre la polizia locale ha avviato accertamenti per risalire ai responsabili dell’abbandono. «Bari non si farà mettere sotto scacco da pochi incivili», ha aggiunto il primo cittadino, esprimendo fiducia nel senso civico della maggioranza dei baresi.

Bari, riapre la sala giochi Play Games dopo la sparatoria. Schiamazzi e raid delle baby gang: è la solita storia

La riapertura della sala giochi Play Games, in viale della Repubblica a Bari, è stata seguita da nuovi episodi di degrado e tensione nel quartiere. Nella serata di ieri, poco dopo la riapertura dell’attività, un gruppo di minorenni a bordo di monopattini ha seminato il caos tra urla e scorribande, prendendo a calci un portone condominiale, minacciando alcuni residenti e facendo irruzione in un vicino esercizio commerciale, per poi rifugiarsi all’interno della stessa sala giochi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno identificato i ragazzi e contattato le rispettive famiglie. La Play Games era rimasta chiusa dopo la sparatoria del 9 aprile scorso, nella quale rimase ferito il ventenne Alessandro Sinibaldi, episodio al centro di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia sui contrasti tra clan per il controllo dello spaccio nella zona.

I residenti delle palazzine vicine denunciano da tempo una situazione ormai diventata insostenibile, con notti disturbate da schiamazzi e danneggiamenti fino alle prime ore del mattino. Nonostante le segnalazioni alle forze dell’ordine e le diffide al Comune, gli abitanti chiedono interventi più incisivi per fermare le baby gang e riportare tranquillità nel quartiere.

Carcere di Bari, abbattuto drone con droga e cellulari: la scoperta della polizia penitenziaria

Un drone carico di materiale proibito è stato intercettato e abbattuto nella notte dalla polizia penitenziaria nel carcere di Bari. Il velivolo trasportava un pacchetto contenente quasi 700 grammi di sostanze stupefacenti, cinque schede Sim, un telefono cellulare, cavetti di ricarica e auricolari.

A darne notizia è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), che sottolinea l’efficacia dei fucili anti-drone in dotazione agli istituti di pena. Secondo il sindacato, negli ultimi mesi sono stati numerosi i droni intercettati, con conseguenti sequestri di droga e dispositivi elettronici destinati ai detenuti.

Il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, ha evidenziato come i recenti sequestri rappresentino una risposta alle critiche rivolte al penitenziario barese, accusato in passato di essere diventato una “piazza di spaccio”. Pilagatti ha inoltre rimarcato le difficoltà operative degli agenti, chiamati a gestire una struttura progettata per circa 300 detenuti ma che attualmente ospita quasi 450 persone.

Barivecchia, 17enne picchiato da una baby gang sulla Muraglia: salvato da un carabiniere fuori servizio

Ancora un episodio di violenza giovanile a Bari Vecchia. La sera del 7 giugno, in via Venezia, sulla Muraglia affollata da turisti e residenti, un ragazzo di 17 anni è stato preso di mira da un gruppo di minorenni mentre si trovava con alcuni amici tra i 15 e i 17 anni. A riportarlo è TeleBari.

Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato chiamato dal branco e subito circondato con atteggiamento minaccioso. Alcuni dei ragazzi avrebbero iniziato a sferrare calci, ma l’aggressione è stata evitata grazie all’intervento di un carabiniere di 25 anni libero dal servizio che, mentre passeggiava con la fidanzata, si è qualificato facendo allontanare i responsabili.

L’episodio ha provocato forte paura tra i presenti: una delle ragazze del gruppo, in lacrime, ha contattato il padre chiedendogli di andare a prenderla. Secondo quanto emerso, dietro l’ennesimo episodio ci sarebbe un gruppo di una decina di minorenni, alcuni di appena 13 e 14 anni, già noti alle forze dell’ordine e più volte sottoposti a controlli.

I giovani, appartenenti a famiglie residenti nel borgo antico, sarebbero da tempo sotto osservazione della polizia. Non si esclude che il questore di Bari, Annino Gargano, possa adottare nei loro confronti ulteriori misure di prevenzione previste dal decreto Caivano.

Multiproprietà nel calcio, il candidato Abete risponde a Leccese sul Bari: “Nessuna proroga oltre il 2028/2029”

Il sindaco Vito Leccese ha ricevuto una lettera di risposta da Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della FIGC, in merito alla comunicazione inviata lo scorso 6 giugno ai candidati alla guida della Federazione sul tema delle multiproprietà nel calcio professionistico e, in particolare, sulla vicenda che interessa il futuro della SSC Bari.

Nella sua lettera, Abete ricorda come il tema sia stato già affrontato in sede federale nel 2022, quando fu portata all’attenzione del Consiglio Federale una proposta che prevedeva la scadenza della dismissione delle partecipazioni societarie in ambito professionistico entro la stagione sportiva 2028/2029.
Pur precisando che le decisioni in materia spettano agli organi collegiali federali e non al singolo presidente, Abete ribadisce la propria posizione personale, già espressa in passato, favorevole al rispetto del percorso già delineato dalla Federazione.

Nella lettera si legge infatti che gli attuali soggetti interessati dalle norme sulle multiproprietà “dovranno porvi fine entro e non oltre cinque giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della stagione sportiva 2028/2029”.

Abete aggiunge di seguire “con doverosa attenzione” le vicende che riguardano il futuro della società biancorossa. Nella lettera inviata il 6 giugno ai candidati alla presidenza FIGC, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, il sindaco Leccese aveva chiesto un impegno chiaro sul rispetto del divieto di multiproprietà previsto dalle norme federali, sottolineando la necessità di garantire certezze ai tifosi e alla città di Bari sul futuro della squadra e sul percorso che dovrà condurre alla separazione degli asset societari entro i termini stabiliti.

Le ceneri di Igor Protti il 26 giugno al San Nicola di Bari sotto la Curva Nord. E c’è chi vuole intitolargli lo stadio

La salma di Igor Protti resterà nella sua abitazione fino al pomeriggio di oggi, per poi essere trasferita a Cecina. Sabato è previsto l’ultimo saluto allo stadio di Livorno, mentre domenica la bara raggiungerà Rimini, sua città natale, dove avverrà la cremazione. Il 26 giugno, come da sua volontà, le ceneri saranno portate a Bari e attraverseranno l’anello interno dello stadio San Nicola, con una sosta sotto la Curva Nord.

Protti è stato uno dei protagonisti del calcio italiano degli anni Novanta e Duemila. Insieme a Dario Hübner è l’unico calciatore ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Indimenticabile la stagione 1995-1996 con il Bari, quando segnò 24 reti laureandosi miglior marcatore della Serie A nonostante la retrocessione dei biancorossi. Con Kennet Andersson formò una coppia entrata nella storia del club, resa celebre anche dall’esultanza del “trenino”.

Dopo l’esperienza pugliese, trovò una seconda casa a Livorno, guidando gli amaranto dalla Serie C1 alla Serie A e diventando cittadino onorario della città toscana. Fuori dal campo si distinse per umiltà e generosità: nel 2007 chiese al Livorno di rimettere in circolazione la maglia numero 10, ritirata in suo onore, affinché i giovani potessero continuare a sognare di indossarla.

Negli ultimi mesi la malattia si era aggravata, ma Protti era riuscito a realizzare un desiderio speciale, accompagnando la figlia Noemi all’altare alla fine di maggio. Oggi Bari, Livorno e tutto il mondo del calcio ne ricordano non solo le imprese sportive, ma soprattutto le qualità umane.

Intanto, per onorarne la memoria, gli avvocati Vito Sportelli ed Emilio Loliva hanno chiesto al sindaco Vito Leccese di valutare l’intitolazione dello stadio San Nicola anche a Igor Protti, con la denominazione “Stadio San Nicola e Igor Protti”.

Bari piange Protti, il cordoglio di Decaro e dei De Laurentiis. Leccese annuncia: “A lui intitolato un luogo della città”

Prima il dolore, poi i ricordi e i messaggi d’affetto. La morte di Igor Protti ha scosso profondamente Bari e il mondo del calcio, con centinaia di testimonianze che stanno invadendo i social. Lo “Zar”, simbolo indimenticato del Bari, viene ricordato non solo per i gol e le imprese sportive, ma soprattutto per le sue qualità umane e per il coraggio con cui ha affrontato la malattia.

Tra i primi a rendergli omaggio c’è stato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha ricordato l’amicizia con l’ex attaccante e la sua capacità di trasmettere forza e serenità anche nei momenti più difficili. “Ogni volta che lo sentivo, la sua voce era più flebile. E io non ci riuscivo a nascondere la paura di perderlo. Ed era lui a farmi coraggio… Lui, a me. ‘È stata una giornata meravigliosa’ mi ha scritto pochi giorni fa, dopo aver accompagnato sua figlia all’altare. Voglio ricordarlo così. Con una frase piena di meraviglia. Quella meraviglia che ci ha regalato, da calciatore, da uomo, da amico. Perché è sempre una giornata meravigliosa per chi vive la vita come ha fatto lui”, le parole di Decaro.

Commosso anche il messaggio della SSC Bari e del presidente Luigi De Laurentiis, che hanno sottolineato il legame speciale tra Protti e i tifosi biancorossi, definendolo un simbolo capace di far sognare intere generazioni. “La partita più difficile l’hai giocata con il coraggio dei grandi e anche se oggi il fischio finale lascia tutti con il cuore spezzato, resterai sempre nei ricordi di chi ha tifato per te. I tuoi gol, le tue corse sotto la curva, il tuo amore per questi colori hanno fatto sognare generazioni di tifosi biancorossi. Il tuo esempio ci ha reso orgogliosi. Oggi tutte le tue tifoserie piangono insieme ma celebrano l’onore di averti avuto come simbolo. Addio Zar!”.

Al cordoglio si sono uniti anche Aurelio De Laurentiis con la SSC Napoli e la Lazio, club nei quali Protti ha militato, ricordandone le doti sportive e umane e la straordinaria tenacia mostrata fino agli ultimi giorni.

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha annunciato l’intenzione di intitolare allo “Zar” un luogo simbolico della città, sottolineando come Protti sia diventato “un cittadino di Bari per sempre”, ben oltre la sua carriera calcistica. Già cittadino onorario dal 2007, l’ex bomber viene oggi salutato da tutta la città come uno dei suoi figli più amati.

“Ciao Igor, ciao Zar”, ha scritto Leccese. Un addio che racchiude il sentimento di un’intera comunità, pronta a custodire per sempre il ricordo di uno dei suoi simboli più autentici.

Bari, psichiatra uccisa nel 2013 a coltellate da un paziente nel Csm: l’Asl risarcisce i familiari di Paola Labriola

La Asl Bari ha dato esecuzione all’accordo transattivo con i familiari della psichiatra Paola Labriola, uccisa il 4 settembre 2013 con 58 coltellate da un paziente tossicodipendente mentre lavorava nel Centro di salute mentale del quartiere Libertà, a Bari. Per il delitto, Vincenzo Poliseno sta scontando una condanna definitiva a 30 anni di carcere.

L’Azienda sanitaria, riconosciuta responsabile civile, è stata condannata al risarcimento dei danni. L’intesa raggiunta con i familiari chiude definitivamente ogni contenzioso tra le parti e prevede la rinuncia a ulteriori pretese.

Il lungo iter giudiziario era iniziato nel 2013. Nel marzo 2024 il Tribunale del lavoro ha riconosciuto Paola Labriola come «vittima del dovere», accogliendo il ricorso presentato dal marito e dai tre figli. Secondo i giudici, la psichiatra fu assassinata durante l’esercizio della propria attività professionale in condizioni che la esponevano a maggiori rischi per la salute e l’incolumità personale.

Lutto nel calcio, Bari piange Igor Protti: lo Zar si è spento a 58 anni dopo una lunga malattia. Il suo messaggio

È morto Igor Protti, leggenda del Bari e simbolo indiscusso della città. L’ex attaccante biancorosso si è spento oggi, 19 giugno, al termine di una lunga malattia, lasciando un vuoto profondo nel mondo del calcio e tra i tifosi che ne hanno fatto uno dei loro idoli più amati.

Arrivato in Puglia nei primi anni Novanta, Protti ha vestito la maglia del Bari per quattro stagioni, entrando nella storia del club grazie alle sue straordinarie qualità realizzative e a un legame speciale con la piazza. Tra le imprese più memorabili, il titolo di capocannoniere della Serie A, conquistato con la maglia biancorossa, un traguardo che lo ha reso uno dei giocatori più rappresentativi nella storia della società.

Negli ultimi mesi, nonostante la malattia, aveva continuato a manifestare il suo affetto per Bari. Di recente aveva presentato a Palazzo di Città il libro “Bari, ti amo! Parola di Zar”, scritto insieme al giornalista Michele Salomone, una raccolta di aneddoti e ricordi legati agli anni trascorsi nel capoluogo pugliese e al profondo rapporto costruito con la città e i suoi tifosi.

A dare l’annuncio sui social è stata la sua famiglia. “Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: ‘Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio’. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza”.

Bari, casa popolare devastata a San Pio: scatta il sequestro. Era stata tolta al fratello del boss che l’aveva occupata

È stata sequestrata dai carabinieri l’abitazione popolare di proprietà del Comune di Bari, nel quartiere San Pio, devastata nella notte tra il 16 e il 17 giugno per impedirne l’assegnazione a una famiglia avente diritto. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo e sta indagando anche sulle minacce rivolte ai nuovi assegnatari, una famiglia straniera di sei persone.

L’alloggio era stato liberato a gennaio dopo lo sgombero della famiglia di Giovanni Faccilongo, fratello di Saverio “Benzina”, ritenuto ai vertici di una frangia del clan Strisciuglio. L’appartamento, occupato abusivamente, era stato trasformato in una residenza di lusso con finiture pregiate e vasca idromassaggio.

Martedì 16 giugno era avvenuta la consegna delle chiavi ai nuovi assegnatari, tra tensioni e intimidazioni. Il giorno successivo, però, la famiglia ha trovato l’abitazione completamente distrutta: sanitari e vasca demoliti, condizionatori divelti, impianto elettrico e intonaco danneggiati.

Il sindaco di Bari Vito Leccese e gli assessori alla Legalità e al Welfare, Nicola Grasso e Michelangelo Cavone, hanno presentato denuncia. Su disposizione della Procura, i carabinieri hanno posto sotto sequestro l’immobile e sono in corso accertamenti per individuare i responsabili delle minacce e del raid vandalico.