Macabra scoperta a Manduria, 80enne trovata morta in avanzato stato di decomposizione: in casa anche la figlia

Macabra scoperta in un appartamento a Manduria dove è stato ritrovato il corpo senza vita di una donna di 80 anni in avanzato stato di decomposizione. Il cadavere è stato ritrovato riverso a terra nella stanza da letto.

Nell’abitazione è stata ritrovata anche la figlia che soffrirebbe di disturbi del comportamento, non è chiaro se fosse consapevole di quanto accaduto. La morte risale a 5 giorni fa.

A lanciare l’allarme è stato un vicino di casa. Sul posto è stato così richiesto l’intervento dei Carabinieri.

Nessuna traccia dei tre diportisti dispersi a Taranto, fango social contro di loro. La figlia della vittima: “Vergognatevi”

Continuano senza sosta le ricerche dei tre dispersi in mare (Pasquale Donnaloia, Antonio Dell’Amura e Domenico Lanzolla) a Taranto, dopo il ritrovamento del corpo di Claudio Donnaloia. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine, mentre al momento è stato ritrovato un divanetto bianco che potrebbe appartenere all’imbarcazione sparita nel nulla.

“Quante cavolate ho dovuto leggere, quanta ipocrisia, tutti lupi di mare pronti a sparare sentenze, tutti esperti, privi di empatia, rispetto. Che disgusto. Non mi ero ancora abituata a vivere senza la mamma. E adesso tu ci hai lasciato. Fai buon viaggio”, le parole di una delle figlie di Claudio Donnaloia dopo le accuse piovute sui social sulla scelta dei quattro appassionati di pesca di uscire in barca nonostante il forte vento.

“Non è tempo di processi né patiboli. È il momento del silenzio, del lutto, del rispetto – il commento di Protezione civile Era Magna Grecia, al quale apparteneva il 73enne Claudio Donnaloia impegnato nel mondo del volontariato -. Non riusciamo ancora ad accettare quanto accaduto. E quanto sta accadendo. Così come non sopportiamo i lupi di mare di turno, gli esperti, i tuttologi del nulla. È stata una enorme leggerezza andare in mare in quelle condizioni, lo sappiamo benissimo. E ci sembra che sia stata pagata amaramente, e che sia inutile girare il dito nella piaga. Abbiamo letto commenti privi di qualsiasi minimo rispetto per i quattro dispersi del semicabinato. Partoriti da ignoranti, la peggiore razza umana esistente sulla terra. Vergognatevi. Claudio amava la vita più di quanto voi crediate”.

Le indagini dovranno stabilire cosa è successo e perché nessuno è riuscito a dare l’allarme in capitaneria o alle famiglie. Una delle ipotesi seguita è che il motore, sottoposto ad una manutenzione poco prima, non era idoneo ad affrontare il mare di quel giorno. Al momento nessuna traccia dell’imbarcazione di poco più di 6 metri. Gli inquirenti sono convinti che sia sul fondo del mar Ionio, in un punto in cui la profondità raggiunge la quota di addirittura mille metri.

Ieri è stato effettuato l’esame sull’unico corpo recuperato, quello di Claudio Donnaloia, e non c’è nessun dubbio sull’annegamento. La salma è stata restituita ai familiari per i funerali.

Figlia contesa a Bari, perseguita e minaccia l’ex con il nuovo compagno: mamma arrestata. Coppia ai domiciliari

Una coppia barese è stata arrestata con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un uomo. Si tratta dell’ex della donna di 33 anni, nei guai anche il compagno 26enne.

Lei risponde anche del danneggiamento del telefono della vittima e della mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice per aver impedito al padre di vedere la figlia per 25 volte da gennaio a luglio 2024.

Entrambi si trovano agli arresti domiciliari, in due case però diverse. Disposta anche l’applicazione del braccialetto elettronico. Tutto ha avuto origine nel 2023 dopo la separazione quando la donna ha denunciato l’ex per maltrattamenti. L’uomo così è stato sottoposto alla misura dell’allontanamento della casa familiare e la bambina, all’epoca di 3 anni, venne affidata ai servizi sociali e collocata a casa della madre.

Lui però è stato prosciolto da tutte le accuse qualche mese dopo e così sono stati concordati gli incontri con sua figlia. L’uomo ha presentato però 4 denunce, lamentando di non vedere la figlia e di essere vittima di molestie, minacce e pedinamenti da parte dell’ex e del nuovo compagno di lui.

Insulti, offese e aggressioni fisiche si sarebbero verificati anche alla presenza della bimba. Questo ha scatenato l’ira della donna che ha iniziato a inviare messaggi e a telefonare l’uomo minacciandolo pesantemente con l’obiettivo di indurlo a rinunciare alla figlia.

 

Bari, arrestate madre e figlia di 71 e 46 anni a Japigia: in casa trovati 13 chili di droga

Nel primo pomeriggio del 18 giugno, la Polizia di Stato a Bari ha tratto in arresto due donne, madre e figlia, di 71 e 46 anni, quest’ultima con piccoli precedenti di polizia, ritenute responsabili del reato di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanza stupefacente. Con la doverosa precisazione che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’operazione in argomento trae origine dall’azione di contrasto al fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, svolta dalla Squadra Mobile della Questura, nella città di Bari e in tutta l’area metropolitana.

Nel dettaglio, personale dei “Falchi” della sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, a seguito di mirata attività info-investigativa, ha proceduto a fermare l’autovettura su cui viaggiava la donna di 46 anni. Sospettando che potesse detenere in casa sostanza stupefacente, gli agenti si sono recati presso la sua abitazione, sita nel quartiere di “Japigia”. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e hashish. L’atto è stato esteso anche al giardino condominiale, permettendo di rinvenire dietro alcune siepi, dalle quali proveniva la madre 71enne, nel momento in cui gli operatori sono giunti nel condominio, alcune buste con all’interno ulteriore sostanza stupefacente della stessa tipologia e confezionamento di quella rinvenuta nell’abitazione.

All’esito delle operazioni, è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente del tipo cocaina del peso di 240 grammi, suddivisa in 321 dosi e sostanza stupefacente del tipo hashish del peso di 12,843 chili, suddivisa in 1030 dosi e 114 panetti, oltre a materiale per il relativo confezionamento ed un libro mastro.

Al termine delle attività, la figlia è stata condotta in carcere, mentre la madre è stata posta ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa delle indagate, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Gravina, accoltellato in strada dopo lite: grave 70enne. Arrestati padre e figlia per tentato omicidio

Padre e figlia, rispettivamente di 50 e 26 anni, sono stati arrestati a Gravina in Puglia (Bari) dalla polizia perché considerati i responsabili dell’accoltellamento di un pensionato 70enne del posto che ora è ricoverato in gravi condizioni nel Policlinico di Bari.

L’episodio è avvenuto ieri mattina. I tre, secondo quanto si apprende, avrebbero avuto una discussione durata pochi attimi e culminata con dei primi colpi di coltello inferti dalla 26enne.

Altri fendenti sarebbero stati poi sferrati dal padre della donna. La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice rosso in ospedale.

I due finiti in manette hanno precedenti per reati contro la persona e ora sono accusati in concorso di tentato omicidio. Indagini sono in corso da parte degli agenti del locale commissariato coordinati dalla Procura di Bari.

Follia a Bari, taglia la strada all’auto e scoppia la lite: uomo picchia il conducente e la figlia epilettica

Follia a Bari dove padre e figlia sono stati picchiati con calci e pugni da un uomo in via della Costituente, nei pressi di Parco 2 Giugno. Secondo quanto ricostruito, tutto avrebbe avuto origine a causa di una lite stradale.

La vittima si sarebbe lamentata del comportamento dell’altro automobilista, colpevole di aver tagliato più volte la strada, scatenando una violenta reazione. L’uomo è sceso dall’auto e ha aggredito il 62enne con calci e pugni, prima di avventarsi anche sulla figlia 29enne che soffre di epilessia.

L’aggressore ha fatto perdere le tracce, ma sono state avviate subito le indagini per risalire alla sua identità. Le due vittime si sono recate all’ospedale di Venere. Al momento non è stata presentata una denuncia.

Tragedia a Trani, morte mamma e figlia incinta: 65enne indagato per omicidio stradale. Disposta l’autopsia

Un 65enne è indagato per omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza dopo l’incidente avvenuto la sera di venerdì scorso sulla provinciale 13 a Trani, tra Andria e Bisceglie, in cui sono morte la 63enne Rosa Mastrotatoro e sua figlia di 32 anni, Margherita Di Liddo, al settimo mese di gravidanza.

L’uomo, rimasto ferito, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Trani che ha disposto l’autopsia sulle vittime. L’incarico, con ogni probabilità, sarà conferito mercoledì prossimo.

Nello schianto è rimasto ferito anche Natale Di Liddo, marito e padre delle donne. L’uomo si trova in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita. Al momento si ipotizza che l’auto guidata dal 65enne, che procedeva da Bisceglie verso Andria, avrebbe invaso la corsia opposta travolgendo l’auto con a bordo le vittime.

Andria, anziana coppia rapinata e aggredita in casa nel cuore della notte. Picchiati anche figlia e nipoti: 4 feriti

Nei giorni scorsi una violenta rapina è stata compiuta ad Andria nell’abitazione di una coppia di ultra70enni situata in pieno centro storico. Sul posto sono intervenuti la figlia e due nipoti della coppia, richiamati dalle urla delle vittime, e nella colluttazione con i rapinatori sono rimasti feriti in totale 4 persone.

Ad avere la peggio l’anziano, colpito con una spranga in ferro alla testa. Feriti anche la figlia e i nipoti della coppia derubata. Fortunatamente le loro condizioni non sarebbero gravi.

I ladri hanno fatto irruzione nel cuore della notte, forzando l’ingresso dell’abitazione, con spranghe, cacciaviti e piede di porco. La donna, impaurita, ha consegnato poche banconote e qualche monile in oro. Le indagini sono affidate ai Carabinieri.

Mola, picchia e minaccia la moglie davanti alla figlia piccola: condannato 39enne di Conversano

Tra il 2018 e il 2022 avrebbe in più occasioni maltrattato la moglie con calci, pugni, schiaffi, minacce di morte e insulti anche davanti alla figlia nata da poco. Per questo, la Corte d’Appello di Bari ha condannato a due anni e due mesi di reclusione, con le attenuanti generiche, un 39enne di Conversano (Bari) ma residente a Mola di Bari, per i maltrattamenti nei confronti della moglie, oggi 26enne.

In primo grado l’uomo era stato condannato a tre anni e tre mesi per i maltrattamenti ed era stato assolto “perché il fatto non sussiste” dall’accusa del tentato sequestro della figlia. Per la Procura, infatti, nel gennaio 2022 l’uomo avrebbe afferrato la piccola – di nemmeno due anni – e l’avrebbe portata con sé in auto con l’intento di allontanarsi, per poi fermarsi dopo aver saputo che la sorella della moglie aveva chiamato i carabinieri.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa l’uomo, nell’estate del 2019, avrebbe costretto sua moglie a trasferirsi nella ex caserma Rossani di Bari (dismessa e occupata da senzatetto) dove avrebbe continuato a picchiarla. Pochi mesi dopo i due si trasferirono in Germania per lavorare in un ristorante e anche lì le violenze sarebbero continuate al punto da costringere il titolare, che aveva fornito loro una casa, a mandarli via. L’uomo avrebbe anche cercato di costringere la donna a tagliare ogni contatto con i genitori, dicendole di raccontare in giro che questi erano morti in un incidente stradale.