Minacce di morte al prof, record di note e violenza a scuola. Avviso orale per studente a Bari: “Cambia vita”

Il Questore di Bari Annino Gargano ha emesso un avviso orale a cambiare condotta di vita nei confronti di uno studente, ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione).

Il provvedimento, adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Bari, si inserisce in un più ampio quadro di attenzione al mondo della scuola, ambito nel quale la Polizia di Stato è quotidianamente impegnata, soprattutto sul versante della prevenzione.

In particolare, il destinatario, minorenne, si è reso protagonista di comportamenti connotati da profili di pericolosità sociale; nel corso dell’ultimo biennio, ha manifestato reiterati atteggiamenti di non rispetto delle regole e aggressività all’interno di un istituto scolastico del capoluogo, collezionando numerose note disciplinari per violazioni del regolamento d’istituto, uso improprio del telefono cellulare durante le lezioni, linguaggio offensivo nei confronti dei docenti e atteggiamenti violenti verso altri studenti, sino a giungere recentemente a minacciare di morte un insegnante.

Del provvedimento è stata informata la famiglia. L’avviso orale rappresenta una misura di prevenzione personale con la quale il Questore invita formalmente il soggetto interessato a modificare la propria condotta di vita, nel rispetto delle regole e della convivenza civile, avvertendolo che, in caso di reiterazione di comportamenti illeciti, potranno essere applicate misure più incisive previste dalla normativa vigente.

La Questura di Bari ribadisce il proprio impegno a mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di devianza giovanile, espletata anche attraverso numerosi incontri nelle scuole per promuovere la cultura della legalità e il rispetto delle istituzioni, nella consapevolezza che la prevenzione e il dialogo rappresentano strumenti fondamentali per accompagnare i giovani in un percorso di crescita responsabile.

Foggia, 13enne aggredita al cinema da un gruppo di coetanee: il video del pestaggio virale sui social

Viene aggredita da un gruppo di coetanee, il pestaggio viene ripreso e diffuso sui social. Vittima una 13enne, l’episodio è avvenuto domenica sera a Foggia.

Secondo quanto ricostruito, la ragazzina si è recata in compagnia di un gruppo di amiche coetanee in un cinema di Foggia. Qui è stata vittima di due distinte aggressioni per futili motivi, prima all’interno e poi nei pressi della sala cinematografica.

I familiari della 13enne hanno sporto denuncia e gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati. L’obiettivo è risalire alle responsabili.

Follia a Trani, disabile aggredito da ragazzino. Sputi, calci e pugni: la violenza pubblicata su TikTok

Da Corato a Trani, la seconda scena vergognosa del 2026.

Un uomo con disabilità di 33 anni è stato picchiato da un 16enne a Trani per uno sguardo di troppo rivolto alla sua fidanzatina. Il violento episodio è stato registrato con il cellulare dalla ragazzina, pubblicato sui social e poi rimosso dopo la denuncia presentata ai carabinieri dalla vittima che soffre di un ritardo mentale.

Il 33enne, che non si è fatto refertare dai medici, ha graffi al volto che guariranno in pochi giorni. Il presunto aggressore è stato identificato dai militari dell’Arma e la sua posizione è al vaglio della Procura per i minorenni di Bari.

Kekka scappa da Nico u uève e finisce per strada: “Se restiamo insieme prima o poi ci ammazziamo”

Siamo stati inondati di segnalazioni e messaggi nelle ultime ore sulla situazione di Kekka. L’abbiamo incontrata in piazza Moro dopo l’ennesimo litigio con Nico u uève. Ha lasciato l’abitazione ed è finita per strada. La situazione è degenerata, ma non è la prima volta e non si tratta di un caso isolato. Kekka giura che è finita per davvero e di aver toccato il fondo.

Massafra, a 23 anni viene violentata dal branco: condanna confermata per i tre mostri di Palagiano

La Corte d’Appello di Taranto ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per i tre uomini di Palagiano accusati di violenza sessuale di gruppo su una 23enne, nella campagne di Massafra, nella notte tra il 30 ed il 31 agosto del 2024. I tre furono arrestati poche ore dopo dai carabinieri.

Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata in una discoteca di Palagiano. Durante il tragitto sarebbero stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre imputati che avrebbero offerto loro un passaggio. L’invito sarebbe stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto.

Gli amici della 23enne sarebbero stati lasciati a Massafra, nei pressi della villa, mentre la giovane, rimasta sola in auto, sarebbe stata condotta in una zona di periferia e poi violentata.

La ragazza, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe implorato invano il branco di smettere temendo anche per la sua stessa vita. La 23enne si confidò con il fratello e con lui raggiunse l’ospedale dove i medici riscontrarono la violenza sessuale e una contusione al braccio e attivarono il protocollo previsto in questi casi, contattando le forze dell’ordine.

Luciano picchiava e faceva prostituire la mamma: quando a “violentarti” è chi dovrebbe proteggerti

Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ci sono diverse storie che provocano enorme tristezza, ma quelle più dolorose hanno come carnefici chi dovrebbe in realtà proteggere le donne. Mariti, padri e figli. Figli come Luciano che ha fatto in modo che sua madre, Carolina, si prostituisse. Ma non solo. L’ha picchiata. Così come picchiava anche il padre e prosciugava i conti dei suoi genitori. Non è l’unica cosa che abbiamo scoperto sul suo conto. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Bari, 16enne schiavizzata e costretta a prostituirsi a Torre a Mare: in 4 a processo tra loro anche una donna

Sono 4 le persone a processo a Bari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile tra Romania e Italia. Protagonista una ragazza, all’epoca dei fatti 16enne, segregata in casa e costretta a prostituirsi a Torre a Mare.

La vittima ha vissuto mesi di incubo e, solo recentemente, ha avuto il coraggio di parlare degli abusi subiti. Alla sbarra c’è anche una donna. Oltre a lei un uomo, già arrestato e condannato in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione, e altri due uomini al momento dichiarati irreperibili.

Il pm ha chiesto una condanna a 15 anni di reclusione per riduzione in schiavitù aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalla minore età della vittima.

Maglie, 14enne violentata in stazione: 15enne a processo. Assolto il fidanzatino chiuso in bagno: “Non fu complice”

Svolta inattesa nell’inchiesta sullo stupro ai danni di una 14enne nel bagno della stazione ferroviaria di Maglie avvenuto il 28 luglio 2024. La posizione del fidanzatino della vittima, che si è appartato nel bagno confinante mentre la ragazza veniva violentata dal suo amico, è stata archiviata. Non è stato infatti ritenuto complice.

Il 15enne, presunto violentatore, invece comparirà davanti al giudice il 19 marzo prossimo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il fidanzatino rimase in bagno nonostante le urla della ragazza e la richiesta esplicita di fermare la violenza.

Dalle indagini è emerso che tramite messaggi, sempre quel giorno, il giovane aveva proposto “una cosa a tre” alla ragazza. “Non è possibile sostenere con un elevato grado di probabilità che il fidanzato (indagato a piede libero) si fosse accordato con l’amico affinché quest’ultimo consumasse un rapporto sessuale con la compagna anche contro la volontà di quest’ultima – si legge nell’ordinanza della gip Lucia Raboni con cui il violentatore finì in una comunità a marzo, misura revocata tempo dopo – né il suo voler rimanere a sentire legittima tale conclusione potendo invece essere solo modalità di voyeurismo uditivo il modo in cui si sarebbe esplicitata la cosa a tre a cui la ragazzina aveva prestato il consenso. Peraltro lo stesso veniva allontanato dall’amico – lui sì intenzionato ad avere un rapporto completo ad ogni costo”.

“Ho un microchip nel cervello e devi salvarmi”, violenze sulla cuginetta di 10 anni: condannato 30enne barese

Un 30enne barese è stato condannato a 4 anni di reclusioni per violenza sessuale aggravata, violenza privata e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe convinto la cuginetta di 10 anni a praticare atti sessuali per salvarlo.

Il motivo? Gli avevano impiantato nel cervello due microchip tali da farlo impazzire o morire. I fatti risalgono al periodo 2011-2014, all’epoca dei fatti il protagonista era poco più che maggiorenne.

Avrebbe convinto la cuginetta parlando di “di una presunta organizzazione tedesca dedita alla dominazione maschile e della necessità, in qualità di padrona prescelta, di dover dominare il proprio cugino per liberarlo da un microchip che gli era stato impiantato nel cervello e successivamente da un neurone che gli era stato impiantato nel piede che rischiavano di ucciderlo o di farlo impazzire”, come si legge nel capo d’imputazione.

Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.