Elicottero nel cielo di Bari, perquisizioni e controlli della Polizia da Carbonara e Japigia: una pistola sequestrata

Negli ultimi due giorni, la Polizia di Stato ha svolto un’operazione che ha interessato il centro città e le zone periferiche del capoluogo. Numerose le perquisizioni effettuate dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura, con il supporto dell’elicottero del IX Reparto Volo di Bari, di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile antidroga della Questura.

L’attività, disposta dal Questore di Bari, Dr. Annino Gargano, si inserisce nell’ambito delle iniziative in materia di contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa, con particolare attenzione allo spaccio delle sostanze stupefacenti e anche a seguito dei recenti fatti verificatisi nei quartieri Carbonara, Ceglie del Campo e Japigia.

Controllate abitazioni e altri luoghi ritenuti di interesse investigativo, con l’ausilio anche di unità cinofile antidroga, che hanno consentito di procedere ad una denuncia a piede libero per ricettazione di autovettura di presumibile provenienza furtiva.

Inoltre, sono stati effettuati diversi posti di controllo durante i quali sono stati controllati 98 autovetture e 183 persone di cui 47 con precedenti penali inoltre, 1 pistola è stata ritirata, 360 gr. di marijuana e 6 gr. di hashish sono stati sequestrati.

Bari, folle inseguimento con la Polizia tra Ceglie e Carbonara. Arrestati i due ladri d’auto: sono padre e figlio

Sono stati arrestati dalla polizia della questura di Bari i due uomini che, nel pomeriggio di ieri, avevano tentato la fuga a bordo di un’auto rubata, dando vita a un inseguimento tra Carbonara e Ceglie.

I fuggitivi, a bordo di una Giulietta risultata rubata, hanno cercato di seminare le volanti prima di perdere il controllo del mezzo e schiantarsi contro un muretto a secco. Dopo l’impatto, i due hanno abbandonato l’auto e proseguito la fuga nei campi circostanti.

Rintracciati e bloccati dagli agenti, sono stati successivamente arrestati. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di padre e figlio, entrambi originari di Bari.

Bari, folle inseguimento tra Carbonara e Ceglie. Si schiantano con l’auto e scappano a piedi: caccia a due ladri d’auto

Ancora un inseguimento ad alta tensione nel Barese. Dopo l’episodio di giovedì nel quartiere Sant’Anna, un nuovo intervento delle volanti della Questura di Bari si è registrato nel pomeriggio di venerdì sempre con protagonisti ladri d’auto.

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sarebbero stati intercettati a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta risultata rubata. Alla vista della polizia, si sarebbero immediatamente dati alla fuga, imboccando le strade di campagna tra Carbonara e Ceglie del Campo a velocità sostenuta.

L’inseguimento si è protratto per diversi minuti, con l’arrivo di ulteriori pattuglie in supporto. La corsa è terminata quando i fuggitivi hanno perso il controllo del veicolo, schiantandosi violentemente contro un muretto a secco. L’impatto ha reso l’auto completamente inutilizzabile.

I due sospetti hanno quindi abbandonato il mezzo e si sono dileguati a piedi nelle campagne circostanti, riuscendo, almeno per il momento, a far perdere le proprie tracce. Non si esclude che uno di loro possa essere rimasto ferito durante l’impatto: secondo alcune ipotesi, avrebbe battuto la testa contro il parabrezza.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica, impegnati nei rilievi per raccogliere impronte e individuare eventuali tracce ematiche utili alle indagini. Le ricerche dei fuggitivi sono tuttora in corso.

Bimbo autistico precipita dal settimo piano: la nonna di Giosuè chiedeva aiuto da anni – I MESSAGGI

Si sono svolti questi pomeriggio, nella chiesa della Divina Provvidenza di Bari, i funerali del piccolo Giosuè, il bimbo di 7 anni morto dopo essere precipitato dal balcone al settimo piano di una palazzina del rione San Paolo. Vi facciamo ascoltare i messaggi audio mandati negli scorsi mesi dalla nonna del piccolo ponendoci un interrogativo chiaro: si è fatto davvero il possibile per Giosuè e la sua famiglia?

Bari, McDonald’s vince in tribunale contro Mc Dino’s. Stop all’uso del prefisso Mc: “È del colosso americano”

Il Tribunale civile di Bari ha dato ragione a McDonald’s nella causa contro una società di ristorazione pugliese, Mc Dino’s, vietandole l’utilizzo del prefisso “Mc” nel proprio marchio e nei prodotti venduti. La sentenza, emessa dalla quarta sezione civile, rafforza la tutela del celebre brand americano, riconosciuto come marchio di particolare notorietà.

Secondo i giudici, il sistema di marchi legati al prefisso “Mc” o “Mac” costituisce una vera e propria “famiglia” distintiva, registrata a livello nazionale ed europeo e immediatamente riconducibile all’azienda statunitense. Proprio questa forte identità comporta una protezione più ampia, che rende illegittime anche variazioni apparentemente originali ma comunque capaci di richiamare il marchio principale.

Al centro della controversia l’utilizzo, da parte dell’impresa pugliese, di denominazioni come “Mc Dino’s” e “McDrive”, oltre alla presenza in menu di prodotti come “Mc Burger”. Secondo il tribunale, tali segni generano un concreto rischio di confusione per il consumatore medio, inducendolo ad associare erroneamente l’attività locale alla rete McDonald’s.

I giudici hanno quindi stabilito che l’uso di queste denominazioni costituisce contraffazione e concorrenza sleale, imponendo l’immediato divieto di utilizzare qualsiasi segno contenente il prefisso “Mc” o simili. Respinta invece la richiesta di risarcimento danni, ritenuta non sufficientemente dimostrata né quantificata.

Bari, tentata strage nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova: chiesto il giudizio immediato per il 39enne Cuoccio

Prove ritenute evidenti e richiesta di giudizio immediato: è questa la posizione della Procura di Bari nei confronti di Francesco Cuoccio, 39enne incensurato, accusato di aver pianificato un attacco incendiario all’interno di un luogo di culto.

Secondo il procuratore aggiunto Marcello Quercia, gli elementi raccolti dagli inquirenti sarebbero sufficienti a evitare la fase dell’udienza preliminare e procedere direttamente al processo. I fatti risalgono al 1° marzo scorso, quando l’uomo si è introdotto nel tempio dei Testimoni di Geova nel rione Carrassi, dove erano presenti circa 70 fedeli, tra cui anche alcuni bambini.

Cuoccio si era presentato con occhiali da vista e una busta azzurra. All’interno, come accertato successivamente, erano nascosti una tanica di benzina e un innesco artigianale, configurando un potenziale ordigno incendiario.

L’uomo è stato arrestato pochi giorni dopo dagli agenti della Digos di Bari nel suo appartamento. Le indagini hanno ricostruito i suoi movimenti: era arrivato sul posto con una bicicletta a noleggio ed era stato ripreso dalle telecamere di un distributore di carburante mentre riempiva la tanica.

Le accuse nei suoi confronti sono gravi: fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, fabbricazione e porto di ordigno incendiario e turbamento di funzioni religiose. Durante gli interrogatori, Cuoccio non avrebbe fornito alcuna spiegazione plausibile sul movente del gesto.

Bari, lo stadio San Nicola verso la nuova gestione. Bando da 8 milioni: canone a carico del concessionario

Il Comune di Bari ha pubblicato la gara per la gestione dello stadio San Nicola. Il bando per la concessione quinquennale ha un valore complessivo di poco più di 8 milioni di euro.

Il bando scadrà il 18 maggio. Come deliberato nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, la novità assoluta rispetto all’attuale contratto con la società Ssc Bari della famiglia De Laurentiis, proprietaria della squadra di calcio, che scadrà il 31 maggio, è l’introduzione di un canone fisso annuo di 110mila euro se la squadra resta in serie B, 60mila euro se retrocede, 633mila euro se viene promossa in serie A.

A questo di aggiungono 60mila euro in occasione di concerti. “È stato un lavoro lungo – commenta il sindaco Vito Leccese – ma possiamo affermare di aver concluso un iter molto articolato che, riferendosi al più grande impianto sportivo di proprietà del Comune di Bari, ha richiesto necessariamente diversi approfondimenti sul piano tecnico e giuridico”.

Il bando prevede a carico del concessionario la manutenzione ordinaria della struttura e del verde. Il futuro gestore dovrà, inoltre, riservare gratuitamente al Comune la disponibilità dell’impianto sportivo per cinque giornate all’anno per consentire la realizzazione di eventi sportivi o culturali organizzati dall’amministrazione; consentire prioritariamente l’uso dello stadio e dell’antistadio alla principale squadra di calcio cittadina per gli allenamenti e le partite di campionato e consentirne l’utilizzo agli altri organismi sportivi che ne facciano richiesta.

Infine, il nuovo gestore dovrà mantenere nell’organizzazione i lavoratori legati al precedente concessionario impiegati da almeno un anno, allo scopo di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali.

Droga, maltrattamenti, armi e aggressioni. Controlli della Polizia a Bari: 52 provvedimenti tra marzo e aprile

Continua l’attività della Polizia di Stato contro l’illegalità diffusa nell’area metropolitana di Bari. Tra il mese di marzo e la prima metà di aprile 2026, il Questore dr. Annino Gargano ha emesso ben 52 provvedimenti, intensificando il ricorso alle misure di prevenzione personali per arginare la criminalità e aumentare il senso di sicurezza dei cittadini.

Sono 47 gli avvisi orali notificati a soggetti già noti alle forze dell’ordine e recentemente coinvolti in reati che spaziano dallo spaccio di droga al porto abusivo di armi, fino a episodi di maltrattamenti in famiglia e reati ambientali.

Sono 20 i provvedimenti seguiti a fatti accaduti a Bari i restanti nei comuni della provincia, nei comuni di Bitonto, Triggiano e Monopoli. In particolare si menzionano quello di un barese colpito da provvedimento dopo aver gestito una vera e propria discarica abusiva su terreni propri e altrui, quello di un egiziano che ha aggredito un connazionale appena sedicenne, ed infine i provvedimenti che hanno interessato tre minorenni che con le loro azioni hanno destato alto allarme sociale.

Oltre agli avvisi orali, il Questore ha emesso 5 divieti di ritorno (2 dei quali riguardanti il comune di Bari). Si tratta di soggetti residenti altrove ma sorpresi a delinquere nel Capoluogo ed in provincia. Per loro è scattato il divieto di ritorno obbligatorio, poiché la loro presenza è stata giudicata finalizzata esclusivamente alla commissione di reati. Le misure puntano a colpire la pericolosità sociale dei soggetti prima ancora che portino a termine ulteriori azioni delittuose, garantendo un controllo del territorio più stringente e preventivo.

Bari, nuova ordinanza per Largo Adua e Piazza Diaz: più spazio ai pedoni e limiti alla movida

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha firmato un’ordinanza che introduce, in via sperimentale e per il periodo compreso tra il 20 aprile e il 30 settembre 2026, una deroga alle disposizioni dell’articolo 43 del Regolamento comunale sull’occupazione di suolo pubblico, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vivibilità e garantire il diritto al riposo dei residenti in Largo Adua e Piazza Diaz (lato Istituto scolastico “Vivante”).

Il provvedimento nasce dall’esigenza di ridurre l’elevata concentrazione di persone lungo i marciapiedi delle due aree, dove negli ultimi mesi si sono registrate criticità legate alla piena fruibilità degli spazi pubblici e all’accesso alle abitazioni da parte dei residenti.

Nel dettaglio, l’ordinanza impone ai titolari di concessioni di suolo pubblico e autorizzazioni semplificate già in essere sui marciapiedi delle aree interessate di ricollocare le proprie occupazioni sul lato opposto della carreggiata, lungo il perimetro del giardino pubblico, nelle more dell’adozione di specifici provvedimenti regolamentari.

Le nuove occupazioni dovranno mantenere le stesse dimensioni di quelle già autorizzate, essere delimitate in modo chiaro e visibile e rispettare integralmente le norme igienico-sanitarie e di sicurezza sul lavoro, previa presentazione di apposita istanza al Municipio competente corredata dal Documento di Valutazione dei Rischi. Resta inoltre vietata qualsiasi forma di utilizzo delle panchine pubbliche che ne limiti la fruizione collettiva. Sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 25 a 500 euro per chi non rispetta le disposizioni dell’ordinanza, oltre a misure progressive di sospensione dell’attività su suolo pubblico fino alla revoca del titolo autorizzatorio in caso di reiterate violazioni.

“L’alta concentrazione di locali e la vocazione all’incontro di queste aree producono, soprattutto in alcune fasce orarie, una pressione significativa sugli spazi pubblici – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Questo si traduce spesso in difficoltà per i pedoni e per i residenti, che segnalano problemi anche nel rientro alle proprie abitazioni. Il protrarsi di queste situazioni ha alimentato tensioni che non possiamo ignorare. Con questa ordinanza interveniamo in modo mirato, seppur in via sperimentale, per ridurre le criticità segnalate, alleggerendo la concentrazione lungo i marciapiedi e distribuendo in modo più equilibrato le presenze negli spazi disponibili. È una misura che si inserisce in un piano più ampio di conciliazione del divertimento notturno, all’interno del quale vi è già il protocollo d’intesa sottoscritto in Prefettura con le associazioni di categoria, che punta a garantire un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e il diritto dei residenti alla tranquillità e alla piena fruizione degli spazi urbani. L’obiettivo è migliorare sicurezza, decoro e vivibilità – conclude il sindaco Leccese – intervenendo in maniera concreta su situazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana, senza penalizzare le attività ma chiedendo a tutti senso di responsabilità e di rispetto delle regole”.

Bari, tangente da 20mila euro a Mario Lerario. A processo l’imprenditore Mottola: chiesti 9 anni di condanna

Rischia una condanna a nove anni di reclusione l’imprenditore di Noci Donato Mottola, imputato in un processo per una presunta tangente da 20mila euro destinata all’ex capo della Protezione civile pugliese, Mario Lerario. La richiesta è stata avanzata dal procuratore Roberto Rossi nel corso dell’udienza del 16 aprile.

Secondo l’accusa, il denaro sarebbe stato versato in cambio dell’affidamento di lavori durante l’emergenza pandemica da Covid-19 alla società dell’imprenditore, la Dmeco. Mottola ha sempre respinto le accuse, negando di aver corrisposto tangenti, mentre i suoi legali, Vito Belviso ed Elisa Marabelli, hanno chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

L’inchiesta risale al dicembre 2021, quando Mottola fu arrestato insieme a Lerario e a un altro imprenditore, Luca Leccese. Quest’ultimo era stato ripreso mentre consegnava una busta contenente 10mila euro all’ex dirigente. Lerario e Leccese hanno scelto il rito abbreviato: per questa vicenda, l’ex capo della Protezione civile ha già scontato una condanna definitiva a quattro anni e quattro mesi.

Diversa la posizione di Mottola, che ha optato per il dibattimento. Al centro delle indagini anche una presunta consegna della tangente nascosta in un cesto natalizio contenente carne pregiata. Gli inquirenti intercettarono inoltre una conversazione telefonica tra l’imprenditore e la moglie in cui si faceva riferimento a “la manzetta” e “la mazzetta”. Il processo è stato aggiornato al prossimo 2 luglio, data fissata per le repliche.