Bari, 60enne sorpreso a incendiare rifiuti nella zona industriale: area sequestrata

Nell’ambito delle attività organizzate dal Comando di Polizia Locale di Bari, per la prevenzione e controllo del territorio ed evitare fenomeni di abbandono indiscriminato di rifiuti nelle aree periferiche o accensioni pericolose in aree pubbliche e private, gli agenti, ieri in via Milella (Zona Industriale), hanno sorpreso un 60enne che in un suolo in area industriale di circa 150 mq aveva appena dato fuoco a rifiuti classificati come “speciali non pericolosi “.

L’uomo è stato identificato e l’area è stata posta sotto sequestro giudiziario a disposizione dell’Autorità Giudiziaria a cui risulta inviata debitamente informativa per il reato al momento ipotizzato ex artt. 256 comma 2 e 256 bis del Testo Unico Ambientale.

La fattispecie penale ipotizzata rimane naturalmente al vaglio dell’A.G. nel contraddittorio garantito con la difesa del soggetto sottoposto a indagine.
I controlli della Polizia locale per tutta l’estate, e il periodo di pericolosità per gli incendi boschivi, proseguiranno su tutto il territorio comunale.

Adelfia, 16enne scomparsa ritrovata a Bari dopo 24 ore: decisivo l’intervento di un capotreno di Ferrovie Sud Est

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda della 16enne che si era allontanata volontariamente dalla propria abitazione di Adelfia ed era scomparsa per quasi 24 ore. La ragazza è stata ritrovata martedì 14 luglio nella stazione di Bari Centrale grazie all’attenzione di un capotreno di Ferrovie Sud Est, che l’ha riconosciuta dopo aver visto la fotografia mostrata dalla madre durante le ricerche.

L’allarme era scattato la sera di lunedì 13 luglio, quando i genitori avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri di Adelfia. Da quel momento erano partite le ricerche per rintracciare la giovane e ricostruirne gli spostamenti.

Determinante si è rivelato il contributo del capotreno del convoglio FSE diretto ad Adelfia. Dopo aver raccolto l’appello della madre, che aveva mostrato una foto della figlia nella stazione di Bari Centrale, il ferroviere è riuscito a riconoscere la ragazza nei pressi dello scalo ferroviario e a farla salire sul treno.

La 16enne, apparsa in stato confusionale ma in buone condizioni di salute, è stata immediatamente affidata alle cure del personale intervenuto. Il capotreno ha allertato i responsabili aziendali, la madre della ragazza e gli agenti della Polfer di Bari, che hanno preso in carico la giovane.

Fondamentale anche il dialogo instaurato dal capotreno con la 16enne. Grazie alla sua sensibilità e professionalità, è riuscito a rassicurarla e a conquistarne la fiducia, favorendo il ritorno della ragazza a casa, dove ha potuto riabbracciare la madre. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Polfer di Bari.

Riciclaggio con le slot a Bari, i fratelli Snidar restano in silenzio davanti al gip. Proseguono gli interrogatori

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i fratelli Alessandro, Massimiliano e Antonio Snidar, arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sul presunto sistema di riciclaggio nel settore delle videolottery. I tre, comparsi davanti al gip Antonella Cafagna, si sono riservati di essere interrogati dopo aver esaminato gli atti dell’indagine denominata “Mercato”.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Roberto Rossi e dal pm Lanfranco Marazia e condotta dal Gico della Guardia di Finanza di Bari, coinvolge complessivamente 116 indagati.

Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, peculato, emissione di fatture false e altri reati, aggravati dal metodo mafioso. Il gip ha disposto 23 misure cautelari e sequestri patrimoniali per circa 63 milioni di euro, oltre alla chiusura di 13 sale giochi ritenute riconducibili alla famiglia Snidar.

In carcere sono finiti anche Debora Passaquindici, moglie di Alessandro Snidar, il suo guardaspalle Alessandro De Biasi e il commercialista Sergio Petrosino, mentre questa mattina sono state sentite le persone finite ai domiciliari tra cui Annarita Snidar, 38 anni di Bari (sorella di Alessandro, Antonio e Massimiliano), Donato Snidar detto Dani, 30 anni di Bari (figlio di Massimiliano) e la moglie Patrizia Angela Antonicelli, 36 anni di Noci (difesi dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto).

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe gestito per oltre vent’anni un articolato sistema di riciclaggio attraverso i ticket vincenti delle videolottery, favorendo anche la criminalità organizzata barese e consentendo di ripulire denaro illecito proveniente da diverse attività.

Tragedia a Bari, anziana precipita dall’ottavo piano e muore: inutili i soccorsi

Tragedia a Bari dove un’anziana donna è morta dopo essere precipitata dall’ottavo piano di un palazzo situato a Poggiofranco. Sul posto sono intervenute due equipe del 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.

Sul luogo della tragedia sono arrivati anche gli agenti della Polizia Scientifica e due volanti della Questura di Bari, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sono in corso le indagini per chiarire le cause della caduta.

Bari, la Corte d’Appello nega l’estradizione di un imprenditore: “Rischio torture al ritorno in Cina”

La Corte d’Appello di Bari ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalla Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Zhao YongYong, imprenditore cinese di 61 anni fermato lo scorso 8 aprile al porto di Bari dopo lo sbarco da un traghetto proveniente dalla Grecia, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale.

L’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, è ricercato in Cina per presunti reati legati alla gestione e al subaffitto di terreni. I giudici baresi hanno però ritenuto sussistente il rischio che, una volta consegnato alle autorità cinesi, possa essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti, richiamando anche la giurisprudenza della Cassazione e fonti internazionali che denunciano violazioni sistematiche dei diritti umani nel Paese. Il procedimento è stato seguito in aula anche da emissari del governo cinese.

Bari, muore dopo due interventi al cuore: clinica Santa Maria condannata a risarcire la famiglia con 500mila euro

Dopo oltre 14 anni la Corte d’Appello di Bari ha condannato la clinica Santa Maria a risarcire con circa 500mila euro il marito e la figlia di una donna morta nel giugno 2012 dopo due interventi al cuore.

La paziente era stata ricoverata nella casa di cura Santa Maria per problemi alla valvola mitrale e sottoposta a un primo intervento chirurgico il 4 giugno. In seguito a complicanze era stata operata nuovamente l’8 giugno, ma è deceduta il giorno successivo.

L’inchiesta penale per omicidio colposo si era conclusa con l’archiviazione, mentre in primo grado il giudice civile aveva respinto la richiesta di risarcimento. La Corte d’Appello ha invece ribaltato la decisione, condannando la struttura sanitaria, il medico che eseguì il primo intervento e la compagnia assicurativa a risarcire i familiari.

Secondo i giudici, la mancanza di parte della documentazione clinica, in particolare del verbale operatorio, ha impedito di ricostruire quanto avvenuto in sala operatoria e di verificare l’eventuale tempestiva adozione delle misure necessarie, circostanza che ha portato ad attribuire la responsabilità alla struttura sanitaria.

Bari, paura in corso Vittorio Emanuele. Odore di bruciato nel McDonald’s: evacuato e chiuso. Ipotesi fuga di gas

Evacuazione precauzionale nella serata di ieri, 15 luglio, al McDonald’s di corso Vittorio Emanuele, nel centro di Bari, per una presunta fuga di gas.

Clienti e dipendenti sono stati fatti uscire dal locale mentre i Vigili del Fuoco hanno avviato le verifiche tecniche all’interno dell’attività e nelle aree circostanti per accertare l’origine dell’eventuale perdita.

Non si registrano feriti o intossicati. In via precauzionale il ristorante è rimasto chiuso fino al termine dei controlli.

Abbonamento Amtab a 20 euro, c’è il via libera del Comune di Bari: prorogato il bonus MUVT fino a settembre

Il Comune di Bari proroga fino a settembre il progetto MUVT in BUS 365, l’iniziativa che incentiva l’utilizzo del trasporto pubblico. La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per il nuovo bando, finanziato con le risorse residue del POC Metro 2014-2020.

L’avviso consentirà a residenti, domiciliati, studenti delle scuole e degli atenei cittadini e agli over 65 già titolari dell’abbonamento dedicato di acquistare l’abbonamento annuale Amtab al costo agevolato di 20 euro anziché 250.

Tra le novità previste c’è l’obbligo di validare l’abbonamento a ogni viaggio tramite MUVT Card o app MUVT, con la prima convalida da effettuare entro un mese dal rilascio. In caso di mancato utilizzo, l’abbonamento potrà essere annullato senza rimborso.

Sarà inoltre possibile richiedere il rimborso della quota eccedente i 20 euro per gli abbonamenti annuali Amtab acquistati dal 1° luglio 2026, secondo le modalità che saranno indicate nel bando e nei limiti delle risorse disponibili.

L’assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi, ha sottolineato che il progetto, avviato nel 2023 e finanziato complessivamente con circa 15 milioni di euro, ha contribuito ad aumentare l’utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, anche in vista dell’entrata in funzione del Bus Rapid Transit (BRT).

Bari, Leccese boccia il ddl sulla Polizia Locale: “Basta spot servono risorse e strumenti. Meloni dia mezzi reali”

Il sindaco di Bari e delegato Anci per la sicurezza urbana, Vito Leccese, boccia il disegno di legge del Governo che amplia i poteri della polizia locale, prevedendo anche il fermo preventivo. In un’intervista rilasciata a La Repubblica di Bari, il primo cittadino chiede una riforma accompagnata da strumenti e risorse adeguate. “Basta con spot elettorali e decreti muscolari, Meloni dia mezzi reali”, le sue parole.

“La mia è una critica al metodo e al merito”, afferma Leccese. “Non si possono attribuire responsabilità sempre più delicate senza garantire gli strumenti necessari per esercitarle”. Il sindaco sottolinea come agli agenti della polizia locale manchino ancora l’accesso effettivo alle banche dati interforze, organici sufficienti, formazione specialistica e adeguate dotazioni tecnologiche.

Leccese giudica inoltre insufficienti i 20 milioni di euro stanziati dal Governo per il nuovo ordinamento della polizia locale. “Come Anci lo diciamo da tempo: venti milioni di euro rappresentano una cifra del tutto insufficiente rispetto alle esigenze reali dei Comuni. Solo per ricostituire gli organici servirebbero circa 400 milioni”, evidenzia, ricordando che negli ultimi anni i Comuni hanno perso oltre 10mila agenti.

Infine, il sindaco ribadisce le richieste dell’Anci: “Chiediamo una riforma organica e completa, non una somma di interventi fatti in base alle necessità mediatiche”. E conclude con un auspicio: “Mi auguro che il percorso parlamentare sia l’occasione per migliorare profondamente il testo, ascoltando le proposte dei Comuni e degli operatori”.

 

Bari, elevate le prime 8 multe per chi non pulisce la pipì del cane: sanzioni da 100 euro

L’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone rende noto che, nell’ambito dei controlli antidegrado e a tutela del decoro urbano, la Polizia Locale ha elevato le prime otto sanzioni per mancata rimozione di deiezioni liquide degli animali, dell’importo di 100 euro ciascuna.

È in vigore dallo scorso 23 giugno, infatti, l’ordinanza a firma del sindaco che obbliga tutti i possessori di cani a munirsi di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua da utilizzare durante la passeggiata degli animali, in corrispondenza delle deiezioni liquide, in modo da ripulire le superfici interessate. Il provvedimento, che riguarda anche coloro che sono incaricati temporaneamente della custodia o della conduzione dei cani, è esteso a tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti, e alle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico.

L’ordinanza, inoltre, vieta in modo assoluto ai proprietari e ai conduttori dei cani di consentire agli animali di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici, negozi e vetrine, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via.

La decisione, considerata anche la presenza crescente di animali di affezione, è scaturita a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini in merito ai disagi provocati dai cattivi odori, e dai conseguenti timori legati a problemi di natura igienico-sanitaria, avvertiti nei pressi dei marciapiedi, delle superfici pavimentate e degli spazi pubblici destinati alla socializzazione.

“L’ordinanza ha consentito alla Polizia Locale di dotarsi di uno strumento in più a tutela dell’igiene dell’ambiente urbano e del decoro degli spazi pubblici, quanto mai necessario soprattutto in condizioni di temperature elevate e scarse precipitazioni atmosferiche – sottolinea l’assessora Palone -. Nei primi giorni di controlli mirati, i nostri agenti hanno multato otto persone, sorprese prive di bottiglietta o spruzzatori. Di contro, però, abbiamo incontrato moltissimi cittadini che si sono subito adeguati alle nuove regole, comprendendone il senso e condividendone lo spirito, innanzitutto di sensibilizzazione al rispetto del bene comune”.

Si ricorda che l’ordinanza dispone, infine, che i proprietari e i conduttori dei cani debbano accertarsi che l’acqua utilizzata non provochi pregiudizio agli utenti della strada, ad esempio rendendo scivolosa la pavimentazione.

Gli obblighi previsti ovviamente non si applicano alle persone non vedenti accompagnate da cani guida e a persone con disabilità impossibilitate a ripulire la superficie.

I trasgressori dell’ordinanza sono passibili di una sanzione amministrativa, ai sensi dell’art.7-bis del D.Lgs. n.267/2000 e ss.mm.ii, che va da un minimo di 100 a un massimo di 300 euro: resta a loro carico il ripristino dello stato dei luoghi.