Polizia Locale Bari, pochi agenti nei luoghi critici della città e per ore sotto la pioggia. I sindacati: “Insostenibile”

Criticità organizzative, carenza di programmazione e condizioni di lavoro ritenute inadeguate. È la denuncia delle organizzazioni sindacali della Polizia Locale di Bari – Cisl FP, UIL FPL e C.S.A – che parlano di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiedono interventi urgenti all’amministrazione.

Nel mirino dei sindacati finisce innanzitutto la gestione complessiva del corpo, accusata di mancare di un indirizzo chiaro e coerente. Tra i casi più critici viene segnalato il presidio del Molo San Nicola, considerato un’area particolarmente delicata: secondo le sigle, l’impiego di appena due unità, prive di adeguati dispositivi di sicurezza e senza un piano operativo strutturato, esporrebbe il personale a rischi concreti.

Critiche anche per la gestione della viabilità durante la manifestazione di auto d’epoca del 15 marzo. L’utilizzo di sole tre pattuglie avrebbe provocato, secondo i sindacati, “il collasso della città”, costringendo il restante personale a intervenire in emergenza, tra disagi per i cittadini e difficoltà operative per gli agenti.

Non meno gravi, secondo le organizzazioni, le condizioni di lavoro. Viene citato in particolare un episodio del 17 marzo, quando alcuni agenti sarebbero rimasti per ore sotto la pioggia senza possibilità di rientrare in sede per cambiarsi, nonostante la richiesta.

I sindacati chiedono ora risposte immediate: revisione del presidio al Molo San Nicola, accertamento delle responsabilità per la gestione dell’evento del 15 marzo e chiarimenti sulle disposizioni impartite al personale. In assenza di interventi concreti, annunciano, saranno avviate tutte le forme di mobilitazione consentite. “Non è più tempo di giustificazioni, è tempo di responsabilità”, concludono.

Bari, auto si schianta in via Bruno Buozzi e il guardrail sfonda il parabrezza: autista illeso – FOTO

Un incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, 19 marzo, in via Bruno Buozzi, a Bari. Il sinistro, avvenuto intorno all’ora di punta, ha coinvolto un’autovettura che, per cause ancora in corso di accertamento, è uscita di strada andando a schiantarsi contro il guardrail.

L’impatto è stato particolarmente violento: la barriera di protezione è stata completamente distrutta e parte della struttura ha sfondato il parabrezza del veicolo.

Nonostante la dinamica dell’incidente, il conducente è rimasto illeso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Europei 2032, il San Nicola di Bari fuori dalla corsa? Leccese non molla: “In campo tutti gli sforzi necessari”

Bari non abbandona la corsa per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, ma il percorso resta in salita. A ribadirlo è il sindaco Vito Leccese, che torna sul tema della candidatura del capoluogo pugliese, inserito tra le dieci città italiane in lizza per la rassegna continentale che sarà organizzata da Italia e Turchia.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le possibilità di vedere Bari tra le sedi ufficiali si sono sensibilmente ridotte. Il nodo principale riguarda i costi necessari per adeguare lo stadio San Nicola ai circa 130 requisiti imposti dalla Uefa.

Tra gli interventi più onerosi figura la copertura integrale dell’impianto, considerata indispensabile, che da sola richiederebbe oltre 30 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori lavori su viabilità e servizi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità.

“Vogliamo portare in città l’Europeo, ma un impegno così gravoso non può cadere sulle spalle dei baresi”, ha sottolineato Leccese, chiarendo comunque che non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla candidatura. “Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per consentire a Bari di ospitare alcune partite della fase finale di Euro 2032. Il nostro obiettivo è includere lo stadio San Nicola tra gli impianti della competizione, ma non possiamo pensare di sostenere da soli costi così elevati”.

Uno spiraglio, però, resta aperto. Il sindaco ha infatti rivelato di aver ricevuto una lettera dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha confermato la disponibilità del Governo, insieme alla Figc, a collaborare per garantire infrastrutture moderne alle città candidate. Leccese ha inoltre ringraziato il senatore Filippo Melchiorre per l’impegno dimostrato nel sostenere il progetto, auspicando una collaborazione trasversale.

“Resteremo disponibili fino all’ultimo giorno utile – ha aggiunto il primo cittadino – per cogliere ogni opportunità, soprattutto se emergeranno condizioni sostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Bari è una città accogliente, ben collegata e appassionata di calcio, con tutte le carte in regola per ospitare un evento di tale portata. Ma perché ciò accada non basta la sola volontà dell’amministrazione”.

In attesa di sviluppi sulla candidatura, resta comunque l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana nel capoluogo pugliese, dove manca dall’ottobre 2023. Le prossime gare di Nations League, in programma tra settembre e novembre, potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rivedere gli Azzurri al San Nicola.

Bari, 250 eventi e 130 rassegne. Presentato il programma del Fuori Bif&st: “La città si veste di cinema, arte e musica”

Centotrenta rassegne e altrettante attività coinvolte, per un totale di circa 250 eventi diffusi in tutta la città. Tra mostre, talk, installazioni, momenti musicali, laboratori, rassegne di cortometraggi e di cinema minore.

Tutto questo è il ‘Fuori Bif&st – La città si veste di cinema’, il programma di eventi che accompagnerà l’edizione 2026 del Bif&st – Bari international film&tv Festival, in programma nel capoluogo pugliese dal 21 al 28 marzo prossimi. Il cartellone è stato presentato stamattina alla presenza, fra gli altri, degli assessori comunali alle Culture e allo Sviluppo economico, Paola Romano e Pietro Petruzzelli, e del direttore artistico del Bif&st, Oscar Iarussi.

Nel programma sono comprese anche la mostra organizzata dalla Città Metropolitana sulla fotografa delle dive Chiara Samugheo, aperta da oggi al prossimo 3 maggio nella Pinacoteca, e la mostra ‘Scart’, che sarà inaugurata il 20 marzo nel teatro Margherita, primo evento dopo la recente ristrutturazione. Ci saranno poi eventi organizzati dal Comune in via Sparano e piazza Ferrarese, tutti legati al mondo del cinema.

“Il Fuori Bif&st fa respirare cinema, cultura e arte – ha detto Petruzzelli -. Ci saranno installazioni in luoghi informali come le attività commerciali, quindi si tratta di una grande occasione di clima festoso fra arte, cultura e occupazione di spazio pubblico”. Romano ha aggiunto che ci saranno “tantissime attività culturali sviluppate per esempio dall’Università di Bari, da associazioni culturali e librerie con un palinsesto ricchissimo. All’interno del museo Civico ci sarà inoltre una programmazione di film che hanno fatto la storia del cinema internazionale sull’intelligenza artificiale e sul rapporto tra uomo e macchina”. Per Iarussi “il Fuori Bif&st è ormai una tradizione, un momento rilevante del festival, grazie al quale la comunità riconosce questo festival come suo e vi contribuisce”.

Bari, sparatoria contro una casa a Ceglie e pizzeria in fiamme a Carbonara: perquisizioni della Polizia all’alba

Dalle prime luci dell’alba è in corso un’operazione di Polizia che sta interessando i quartieri di Carbonara e Ceglie del Campo. In particolare, sono in corso diverse perquisizioni da parte della Polizia di Stato che vedono coinvolto personale della Questura con il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e di un elicottero del IX Reparto Volo, nei confronti di diversi obiettivi.

L’intervento in questione è stato voluto dal Questore e si inserisce nell’ambito delle recenti iniziative in materia di contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e non, insistenti nel capoluogo e nella provincia.

Nel caso specifico, si tratta di una risposta ai recenti e gravi fatti verificatisi nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo ossia l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro un’abitazione a Ceglie, nella serata del 14 marzo, e successivamente, a distanza di poche ore, alle prime ore di domenica scorsa, un incendio che ha completamente distrutto una nota pizzeria della città a Carbonara.

Le attività sono tuttora in corso e vedono impiegati decine di uomini della Polizia di Stato che stanno setacciando alcuni luoghi e abitazioni con l’ausilio anche di unità cinofile della Questura alla ricerca di droga e armi. Si tratta di un intervento che vuole rimarcare la presenza dello Stato sul territorio a tutela dei cittadini che ha il preciso intento di non abbandonare a sé stesse porzioni della città consegnandole alla criminalità.

Bari, gli Strisciuglio tremano ancora: si è pentito anche Saverio Faccilongo. I familiari smentiscono

Un altro pentito nel clan Strisciuglio dopo Giorgio Fanelli. Si tratta di Saverio Faccilongo, soprannominato “Benzina”, esponente di rilievo del clan coinvolto in varie indagini per mafia, droga, estorsioni e violenza e storico referente del clan nella zona di San Pio.

Faccilongo è stato condannato per l’omicidio di Gianluca Corallo avvenuto a Bari, nel quartiere San Pio, il 7 febbraio 2016, e per l’omicidio del pregiudicato 39enne Michele Ranieri, commesso sempre nel quartiere San Pio l’11 settembre 2019.

A differenza di Fanelli, i suoi racconti potrebbero riguardare recenti episodi di cronaca. Siamo stati contatti dai familiari che hanno smentito la notizia.

Bari, raggirano disabile e gli portano via 150mila euro: denunciati fratello e nipoti. Sequestro della Finanza

Sequestrati circa 150mila euro a tre persone accusate di aver sottratto denaro, con raggiri, a un anziano gravemente invalido residente nell’area metropolitana di Bari. L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica.

Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari, riguarda il fratello della vittima – nominato amministratore di sostegno – la figlia di quest’ultimo e il compagno della donna. I tre sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver utilizzato indebitamente le somme destinate all’uomo.

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Monopoli, hanno ricostruito i movimenti sui conti correnti dell’anziano, alimentati da pensione di invalidità, indennità di accompagnamento ed eredità della moglie defunta. Secondo gli inquirenti, numerose spese sarebbero state effettuate senza l’autorizzazione del giudice tutelare, attraverso bonifici, assegni e prelievi.

Il denaro, sempre secondo quanto emerso, sarebbe stato impiegato per scopi personali degli indagati, tra cui lavori di ristrutturazione, prelievi ingiustificati e pagamenti basati su fatture ritenute fittizie.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha ottenuto il sequestro di conti correnti, beni mobili e immobili riconducibili ai tre, fino al raggiungimento della somma contestata.

La vicenda assume particolare gravità per le condizioni di estrema vulnerabilità della vittima e per il ruolo di tutela che l’amministratore di sostegno avrebbe dovuto garantire.

Processo Codice Interno, il sindaco Leccese: “Riconosciuto il danno d’immagine della mafia al Comune di Bari”

Il Gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna, pronunciata con rito abbreviato, nei confronti dei 103 imputati nel processo denominato “Codice Interno”, relativo a reati di stampo mafioso. Il Tribunale ha disposto la condanna degli imputati al risarcimento del danno in favore di tutte le parti civili, da quantificarsi in sede civile, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 200.000 euro ciascuno esclusivamente in favore del Comune e della Regione. Un riconoscimento fondato sull’immediata percepibilità dell’impatto negativo dei delitti accertati, in considerazione delle gravissime ricadute in termini di immagine.

Nelle motivazioni, il giudice evidenzia come “l’operatività dell’associazione criminosa di tipo mafioso nell’ambito territoriale di un Comune e di una Regione, nonché l’inevitabile clamore mediatico che ne consegue, configurino un eclatante danno all’immagine per gli Enti territoriali”. Un danno determinato anche dal fatto che la comunità locale e la sua rappresentanza istituzionale finiscono inevitabilmente per essere associate alla presenza di organizzazioni mafiose.

Il Gup sottolinea inoltre come tale pregiudizio sia aggravato dalle radici storiche del sodalizio mafioso e dall’elevato numero di affiliati, elementi che hanno consolidato nel tempo la capacità intimidatoria dell’organizzazione e alimentato un pregiudizio culturale sul territorio. È stato inoltre accertato un danno all’immagine anche a livello internazionale, in occasione del vertice G7, così come un grave vulnus derivante dalla vicenda dello scambio elettorale politico-mafioso che ha coinvolto il Comune di Bari, incidendo sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Le motivazioni depositate rappresentano un riconoscimento della fondatezza dell’azione istituzionale nella lotta alle mafie e della gravità dei danni subiti dal territorio.

“Le motivazioni della sentenza – dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese – segnano un passaggio molto importante per la nostra città. Finalmente viene ribadito con chiarezza che, se da un lato la commissione ispettiva non ha rilevato alcun condizionamento dell’azione amministrativa da parte della criminalità, dall’altro oggi è lo stesso giudice a riconoscere il danno profondo che il Comune di Bari ha subito a causa dell’attività mafiosa. Siamo soddisfatti per un pronunciamento che restituisce verità e dignità alle istituzioni e alla comunità barese, troppo spesso esposte a narrazioni distorte. Questo riconoscimento rafforza il nostro impegno quotidiano per la legalità, la trasparenza e la tutela dell’immagine della città, che non può e non deve essere associata a fenomeni criminali che non la rappresentano”.

Politica e mafia, Olivieri condannato a 9 anni di carcere. Il gup: “Ha scelto di rivolgersi ai Parisi per raccogliere voti”

Un accordo elettorale illecito con esponenti della criminalità organizzata barese per raccogliere voti alle Comunali del 2019. È questa la conclusione a cui è giunto il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato in abbreviato l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”.

Secondo il giudice, Olivieri avrebbe partecipato consapevolmente a un sistema di scambio politico-mafioso finalizzato all’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso. La condanna è di 9 anni di carcere — 8 per voto di scambio e uno per tentata estorsione — oltre a una multa di 2mila euro.

Le motivazioni, contenute in 1.723 pagine, ricostruiscono l’attività dell’organizzazione mafiosa legata al clan Parisi-Palermiti di Japigia, capace non solo di gestire traffici illeciti come droga, armi ed estorsioni, ma anche di influenzare il consenso elettorale. Tra i principali imputati figurano i boss Savino Parisi ed Eugenio Palermiti, oltre a Tommaso Lovreglio, ritenuto figura chiave nei rapporti tra politica e criminalità.

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia si basano anche sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e su intercettazioni che, secondo il gup, dimostrano l’esistenza di un accordo strutturato per la raccolta dei voti. Olivieri, si legge, avrebbe gestito la campagna elettorale “illecitamente”, avvalendosi di intermediari vicini ai clan e coordinandosi proprio con Lovreglio e altri referenti criminali.

Respinta la linea difensiva secondo cui l’ex consigliere non sarebbe stato consapevole della matrice mafiosa dei suoi interlocutori: per il giudice, le prove dimostrano invece una piena conoscenza del sistema, inclusi i meccanismi tecnici di gestione del voto.

L’inchiesta evidenzia anche un presunto sistema di infiltrazione nella pubblica amministrazione, in particolare all’interno dell’azienda municipalizzata Amtab. Secondo le dichiarazioni dei pentiti, riscontrate dalle intercettazioni, il clan Parisi avrebbe imposto un sistema clientelare di assunzioni, trasformando l’azienda in uno strumento di collocamento per persone vicine all’organizzazione criminale. Un quadro che, nelle parole del gup, descrive “una saldatura stabile tra criminalità organizzata e ricerca del consenso politico”.

“C’è un uomo a terra sta male”, è un falso allarme: paziente resuscita e picchia operatori del 118

Torniamo ad occuparci delle aggressioni al personale sanitario del 118. L’ultimo episodio risale a domenica sera ed è avvenuto tra via Giulio Petroni e via Capruzzi. Protagonista un uomo barese, trovato sofferente a terra.

Sul posto è intervenuta un’ambulanza della postazione di piazza Moro. All’arrivo del personale sanitario, l’uomo è “resuscitato” e ha iniziato ad aggredire gli operatori senza alcun motivo.