Bari, anziana truffata dal “nipote” consegna gioielli da 100mila euro: arrestata coppia napoletana

Lo scorso 20 marzo, nel contesto delle attività di contrasto al sempre più diffuso fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, coadiuvati da personale dell’Arma di Napoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal GIP di Bari su analoga richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di un 22enne e una 50enne napoletani, ritenuti responsabili (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), di truffa ai danni di un’anziana residente a Bari.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro e iniziate a seguito della denuncia sporta dalla vittima il 24 novembre 2025, hanno consentito di identificare i colpevoli mediante un’analisi approfondita delle immagini di video sorveglianza, grazie alle quali è stato possibile riconoscerne il volto e gli indumenti.

A ciò si uniscono le dichiarazioni della persona offesa, che ha dichiarato di essere stata contattata sull’utenza telefonica fissa da un giovane, presentatosi come suo nipote, il quale la informava che il proprio padre si trovava presso un ufficio postale per effettuare un’operazione e che per portarla a termine era necessario versare a “garanzia” dei monili in oro. Di lì a poco si è recato presso l’abitazione della vittima un sedicente collaboratore, che si è fatto consegnare i gioielli, dal valore complessivo di circa 100.000 euro, per poi dileguarsi.

Gli elementi acquisiti permettevano di ricostruire un solido quadro probatorio a carico dei due soggetti, che sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

Euro 2032, incontro tra Leccese e il ministro Abodi: cosa è emerso. La Nazionale a Bari per la Nations League?

A Roma si è tenuto un incontro tra il sindaco di Bari Vito Leccese e il ministro Andrea Abodi per discutere la candidatura della città agli Europei UEFA 2032. Tema centrale è la riqualificazione dello stadio San Nicola, che necessita di oltre 30 milioni di euro per adeguarsi agli standard UEFA.

Il Comune valuterà la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento, puntando a non gravare sui cittadini. Nei prossimi giorni si cercheranno finanziamenti esterni per completare la candidatura, considerata un’opportunità di sviluppo per la città.

«Ringrazio il Ministro Abodi per questo confronto fondamentale – le parole di Leccese al termine dell’incontro –. Abbiamo approfondito tutti gli aspetti tecnici e finanziari e verificheremo con i nostri tecnici quali parametri UEFA possiamo rispettare e quali no. Affronteremo le complessità della candidatura solo se questa potrà rappresentare un’opportunità concreta per migliorare i servizi e rifunzionalizzare il San Nicola, senza gravare sul bilancio dei cittadini”.

Leccese ha sottolineato la disponibilità del Governo e della Figc a collaborare per rendere sostenibile l’operazione e ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di riportare la Nazionale a Bari per le gare di Nations League in programma tra settembre e novembre.

Omicidio Gelao a Japigia, Busco resta assolto. La Cassazione conferma: “Non ci sono colpevoli”

Non ci sono responsabili per l’omicidio di Giuseppe Gelao, ucciso nel quartiere Japigia di Bari la sera del 6 marzo 2017. La Corte di Cassazione ha confermato, respingendo il ricorso della Procura generale di Bari, l’assoluzione di Antonio Busco, condannato all’ergastolo in primo grado e poi assolto «per non aver commesso il fatto» in Appello.

Busco, assistito dagli avvocati Alessandro Cacciotti e Salvino Mondello, era considerato dalla Dda di Bari il killer di Gelao. L’omicidio, per gli inquirenti, si inserì nella faida tra il gruppo capeggiato da Busco e il clan Palermiti per il controllo dello spaccio nel quartiere Japigia.

Nell’agguato in cui fu ucciso Gelao, rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del capoclan Eugenio. Nell’ambito di quella faida, chiamata dagli inquirenti “guerra di Japigia», furono uccise altre due persone, Francesco Barbieri e Nicola De Santis, considerate vicine a Busco.

A dicembre 2024 la Cassazione aveva confermato l’assoluzione anche per altri due co-imputati nell’omicidio di Gelao, Davide Monti e Giuseppe Signorile, che avevano scelto il rito abbreviato. Condannati a 30 anni in primo grado, erano stati assolti in Appello.

Bari, gemelle di un anno e mezzo lasciate per ore in piazza tra degrado e spaccio: interviene il Tribunale dei Minori

Due bambine di appena un anno e mezzo costrette a trascorrere le giornate in strada, tra passeggini e cellulari, in una piazza nota per lo spaccio di droga. È quanto emerso in una cittadina del Nord Barese, dove la magistratura minorile è intervenuta per tutelare le piccole, vittime di una grave situazione familiare.

Secondo quanto ricostruito dai Servizi sociali e dalla Procura, le gemelle venivano lasciate per ore all’aperto, spesso affidate a uomini con precedenti per droga, senza adeguati stimoli affettivi e relazionali. Una condizione che ha portato il tribunale a evidenziare l’“incapacità educativa” dei genitori, una coppia di 28 e 27 anni, entrambi disoccupati e con problemi di dipendenza.

Il provvedimento disposto dai giudici non prevede, per ora, l’allontanamento delle minori dalla famiglia, ma l’affidamento ai Servizi sociali, incaricati di monitorare la situazione e attivare percorsi di sostegno, inclusa l’assistenza domiciliare educativa. Contestualmente, i genitori dovranno intraprendere un percorso di recupero presso il Serd e seguire programmi di educazione alla genitorialità.

Le bambine resteranno temporaneamente nella casa familiare, ma il tribunale ha chiarito che, in assenza di miglioramenti, potrebbe essere avviato l’iter per il loro allontanamento. L’obiettivo resta quello di garantire la tutela della salute e dello sviluppo psicofisico delle minori, evitando, se possibile, la separazione definitiva dai genitori.

Pizzeria in fiamme, palazzo evacuato. Ida: “Ho visto la morte negli occhi. La nostra casa devastata”

“Ho visto la morte negli occhi”. Queste sono le parole di Ida che ha visto il suo appartamento andare in fiamme all’alba nell’incendio divampato nel quartiere Sant’Anna a Bari all’interno della pizzeria Nico.

Le fiamme e i fumi hanno coinvolto il piano terra e i balconi delle abitazioni soprastanti della palazzina di quattro piani. Sono 16 le famiglie fatte evacuare, 50 in totale le persone.

Probabile che si tratta di un incendio doloso, anche perché è stato avvistato un individuo incappucciato proprio per quell’ora nei pressi della pizzeria. A pagare le conseguenze però sono soprattutto chi come Ida ha visto i suoi sacrifici andare in fumo.

Bari, incendio nella pizzeria Nico: non si esclude il dolo locali sequestrati. Evacuate 16 famiglie

Sono 16 le famiglie, per complessive 50 persone, fatte evacuare questa mattina al piano terra di una palazzina di quattro piani nel quartiere Sant’Anna a Bari a causa dell’incendio divampato questa mattina nella pizzeria Nico.

Le fiamme e i fumi hanno coinvolto il piano terra e i balconi delle abitazioni soprastanti, i locali della pizzeria sono stati sottoposti a sequestro. Non si esclude l’origina dolosa.

Secondo quanto si apprende da fonti del Comune di Bari, i residenti potrebbero rientrare in casa già in giornata. Le verifiche tecniche hanno infatti escluso danni strutturali all’edificio. Ai residenti saranno comunque date prescrizioni di sicurezza, relative in particolare al divieto di utilizzare i balconi.

Sul posto, per i rilievi e la messa in sicurezza, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato, la Polizia locale e la protezione civile. L’allarme in via Mimmo Conenna è scattato pochi minuti prima delle 6. Le operazioni di spegnimento delle fiamme, con due squadre dei vigili del fuoco e una autobotte, sono andate avanti per ore.

Donato Monopoli ucciso dopo una lite in discoteca, il 13 luglio la sentenza a Bari. La famiglia: “Vogliamo giustizia”

Sarà pronunciata il prossimo 13 luglio la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bari sull’omicidio di Donato Monopoli, il giovane di 26 anni, di Cerignola (Foggia) morto nel maggio del 2019, dopo sette mesi di agonia trascorsi in ospedale, dopo un violento pestaggio all’esterno di una discoteca di Foggia nell’ottobre del 2018.

La Cassazione il 15 febbraio del 2025 aveva annullato la sentenza del processo di appello rinviando ad un’altra sezione della Corte d’appello di Bari per nuovo giudizio.

Nell’udienza di ieri la Procura generale, a seguito del rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, ha chiesto la conferma delle condanne già inflitte in appello: 10 e 7 anni di reclusione per Francesco Stallone e Michele Verderosa, accusati di omicidio preterintenzionale.

All’udienza, svoltasi a porte chiuse, erano presenti anche i familiari della vittima. “Non cerchiamo vendetta ma giustizia”, le loro parole.

Bari, truffa e rapina a Carbonara. Anziana investita durante la fuga: ladro arrestato dopo tre ore ad Avellino

Si è finto emissario dei carabinieri per raggirare una donna di 74 anni e sottrarle oro e denaro, ma la sua fuga si è conclusa poche ore dopo con l’arresto in Campania. Torniamo ad occuparci di quanto accaduto ieri mattina a Carbonara in via Roppo, all’angolo con via Maria De Mattias.

Secondo la ricostruzione dei militari, l’anziana era stata contattata telefonicamente da falsi carabinieri che l’avevano convinta a consegnare gioielli e contanti a un uomo che si sarebbe presentato a casa. Poco dopo, alla porta si è presentato un giovane, descritto come robusto e con tuta e cappellino blu, che le ha strappato l’oro dalle mani ed è fuggito.

La scena non è passata inosservata: alcuni vicini sono intervenuti tentando di bloccare il ladro, arrivando ad aprire gli sportelli dell’auto – una Peugeot – con cui stava scappando. Anche la vittima ha cercato di fermarlo, ma l’uomo ha ingranato la retromarcia, travolgendola e provocandole la frattura di una gamba, prima di dileguarsi.

Immediato l’allarme al 112. I carabinieri del nucleo radiomobile di Bari hanno diffuso la targa del veicolo su tutto il territorio nazionale, con il supporto della Polizia di Stato. L’auto, risultata a noleggio, è stata intercettata e il fuggitivo, uno straniero,  è stato fermato a Grottaminarda, in provincia di Avellino, circa tre ore dopo i fatti.

La donna è stata ricoverata all’ospedale Di Venere, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico agli arti inferiori. Recuperata anche la refurtiva: circa 170 grammi d’oro, per un valore stimato di 20mila euro.

Europei 2032, il San Nicola di Bari ci prova ancora: incontro tra il sindaco Leccese e il Ministro Abodi a Roma

Si terrà oggi alle 13:30, a Roma, un incontro istituzionale per discutere della riqualificazione dello stadio San Nicola. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, sarà ricevuto presso il Ministero per lo Sport e i Giovani dal ministro Andrea Abodi, alla presenza del senatore Filippo Melchiorre. Al centro del confronto, gli interventi necessari sull’impianto sportivo barese in vista della candidatura della città a ospitare alcune partite di UEFA Euro 2032.

Bari non vuole ancora abbandonare la corsa per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, ma il percorso resta in salita. Bari è inserita tra le dieci città italiane in lizza per la rassegna continentale che sarà organizzata da Italia e Turchia.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le possibilità di vedere il capoluogo pugliese tra le sedi ufficiali si sono sensibilmente ridotte. Il nodo principale riguarda i costi necessari per adeguare lo stadio San Nicola ai circa 130 requisiti imposti dalla Uefa.

Tra gli interventi più onerosi figura la copertura integrale dell’impianto, considerata indispensabile, che da sola richiederebbe oltre 30 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori lavori su viabilità e servizi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità.

In attesa di sviluppi sulla candidatura, resta comunque l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana nel capoluogo pugliese, dove manca dall’ottobre 2023. Le prossime gare di Nations League, in programma tra settembre e novembre, potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rivedere gli Azzurri al San Nicola.

Bari, fondi Covid ottenuti senza requisiti grazie all’amico commercialista: in 10 verso il processo – I NOMI

Avrebbero ottenuto indebitamente finanziamenti previsti dal Decreto Liquidità durante l’emergenza Covid, utilizzando poi il denaro per scopi personali. Con questa accusa la pm Chiara Giordano ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, indagate a vario titolo per truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, ci sarebbe un sistema che coinvolge membri di una famiglia, un ex commercialista e alcuni prestanome. Secondo l’accusa, attraverso tre società costituite nel 2021 – ritenute riconducibili alla stessa famiglia – sarebbero stati ottenuti finanziamenti da 30mila euro ciascuno dichiarando falsamente i requisiti richiesti.

I fondi, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero stati successivamente trasferiti su conti personali, prelevati in contanti o girati a prestanome, configurando così operazioni di riciclaggio.

Figura centrale dell’indagine sarebbe Vito Di Cosola, ritenuto l’organizzatore dell’operazione, mentre l’ex commercialista Raffaele Catacchio avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle pratiche e nell’individuazione dei prestanome. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 maggio davanti alla gip Ilaria Casu.

Tutti gli indagati: Marika Di Cosola, 33 anni, Vito Di Cosola, 61 anni (padre e figlia), Tiziana Di Chio, 56 anni (moglie del secondo), Fabrizio Romito, 35 anni (compagno della prima), l’ex commercialista Raffaele Catacchio, 82 anni (detto Lucio), tutti di Bari, Pietro Giuseppe Mastrangelo, 68 anni, di Putignano, Giovanna Fornelli, 59 anni di Bari, Jamillo Fabbrizi, 35 anni di Roma, Antonio Pellegrino, 50 anni di Bari, Salvatore Guerra, 50 anni di Mattinata.