“T’ammazzo”, avvocato e amministratore comunale a processo. La ex: “Un incubo ho paura”

Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti della moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Vi avevamo già raccontato questa storia qualche settimana fa e la vicenda ha fatto parecchio scalpore.

Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.

Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, sono alcune delle frasi proferite.

In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo, la vittima ha deciso di parlare ai nostri microfoni. Ci siamo recati a Casamassima, ecco la forte testimonianza della donna.

Bari, spara all’ex compagno perché non vuole riconoscere il figlio: 27enne ai domiciliari con braccialetto elettronico

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato una 27enne con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del suo ex compagno, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

La donna, lo scorso 8 marzo, ha esploso dei colpi di pistola verso il suo ex compagno al termine di un litigio scaturito dalla volontà di quest’ultimo di non voler riconoscere il figlio concepito durante la loro relazione. L’uomo, colpito alla gamba da uno dei tre colpi esplosi dalla sua ex compagna mentre si allontanava dalla sua abitazione, è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale San Paolo di Bari.

Nell’immediatezza, pur ferito, ha cercato di dissimulare la dinamica dei fatti; le successive indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Bari hanno potato a una ricostruzione diversa degli stessi, facendo emergere degli elementi di colpevolezza a carico della donna nei cui confronti è stata disposta, su richiesta di questa Procura della Repubblica, la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Si precisa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Tentato sequestro di una bimba, Lamanuzzi assolto in Appello: “Mio figlio scippa non fa ste cose”

La Corte d’Appello di Bari ha assolto nei giorni scorsi Lamanuzzi Giuseppe, il 36enne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni lo scorso 2 gennaio mentre passeggiava con la madre nel quartiere San Pasquale.

I giudici hanno annullato la sentenza di condanna a 4 anni rimediata in primo grado. Il presunto tentativo di rapimento della piccola viene definito “assurdo e contrario ad ogni logica”.

Il caso fece discutere parecchio e creò scalpore, intervistammo anche la mamma della piccola. Torniamo ad occuparcene con le novità giudiziarie e con le parole della madre di Lamanuzzi e del suo avvocato.

Carta d’identità scaduta, Poste non accredita la pensione. Maria: “Isolati in Venezuela aiutateci”

Vi raccontiamo la storia della 76enne Maria. Insegnante per oltre 40 anni, vive in Venezuela e il figlio delegato non riesce più a riscuotere la pensione alla posta di Triggiano perché la carta d’identità della mamma è scaduta da oltre un anno.

Dal 1° dicembre Poste ha deciso di non riconoscere più i soldi, un problema gigantesco per Maria che deve far fronte a diverse spese mediche. L’iter burocratico ha come sempre tempi biblici, c’è il consueto scaricabile e tutti dicono di avere le mani legate. Nel video allegato l’appello dell’altro figlio direttamente dal Venezuela.

Omicidio a Brindisi, uccide il padre 70enne a coltellate sul divano: Alessandro Zullino resta in carcere

Alessandro Zullino, il 41enne accusato di aver ucciso il padre Cosimo nella villetta di famiglia a Brindisi sabato 22 novembre, resta il carcere. Il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha disposto per lui la misura cautelare.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini il 41enne, in cura per problemi psichiatrici, è entrato in casa con le chiavi in suo possesso, ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito il padre, malato e disteso sul divano, con cinque fendenti.

La madre era presente in casa, anche lei sarebbe stata strattonata e minacciata di morte. Dopo il delitto, Zullino si è consegnato ai carabinieri con il coltello ancora in mano. È accusato di omicidio volontario aggravato, minacce e sequestro di persona nei confronti della madre. 

Donato Monopoli ucciso dopo una lite in discoteca a Foggia, nuovo rinvio del processo. Il padre: “Un’offesa”

È stata rinviata al 23 marzo 2026 l’udienza del processo d’appello bis a Bari per l’omicidio di Donato Monopoli, il giovane di 26 anni, di Cerignola (Foggia) morto nel maggio del 2019, dopo sette mesi di agonia trascorsi in ospedale, dopo un violento pestaggio all’esterno di una discoteca di Foggia nell’ottobre del 2018.

La Cassazione il 15 febbraio del 2025 aveva annullato la sentenza del processo di appello rinviando ad un’altra sezione della Corte d’appello di Bari per nuovo giudizio. L’udienza per l’appello bis prevista per oggi è stata rinviata, dunque, al 23 marzo prossimo (per questioni tecniche legate, a quanto si apprende, alla nomina di un nuovo legale da parte di uno degli imputati).

Gli imputati sono Francesco Stallone e Michele Verderosa, condannati in secondo grado rispettivamente a 10 e 7 anni di reclusione. Nel maggio 2024, la Corte di assise di appello di Bari derubricò in omicidio preterintenzionale la precedente condanna a omicidio volontario, con conseguente riduzione della pena. La Corte d’assise di Foggia nel giugno del 2022 aveva condannato a 15 anni e 6 mesi Stallone e ad 11 anni e 4 mesi Verderosa.

“Ancora una volta il processo è stato rinviato – ha sottolineato Giuseppe, il papà di Donato – Sette anni di dolore, di attese, di processi che si allungano. Sette anni in cui abbiamo avuto pazienza, dignità e rispetto per le istituzioni. Ma oggi, dopo l’ennesimo rinvio, ci sentiamo lasciati soli”. Il padre di Donato, con la sua famiglia, chiede “cosa dobbiamo aspettarci la prossima volta? Ancora un rinvio? Ancora silenzi? Quello che stiamo vivendo è un’offesa non solo a noi, ma soprattutto a nostro figlio Donato”.

Mamma e figlio morti a Calimera, ritrovata l’auto di Najoua: era nelle acque di Roca. Attesa per le autopsie

È stata ritrovata nelle acque di Roca la Lancia Y di Najoua Minniti, la 35enne che nei giorni scorsi ha ucciso a Calimera il figlio Elia di 8 anni prima di togliersi la vita.

Il corpo della 35enne è stato rinvenuto martedì pomeriggio nelle acque di Torre Dell’Orso, marina di Melendugno. La stessa sera è stato trovato morto il piccolo Elia, nell’appartamento in cui vivevano.

L’ipotesi prevalente della Procura di Lecce è quella dell’omicidio-suicidio. La 35enne, dopo aver soffocato e ucciso il figlio nel sonno, ha raggiunto a bordo della propria auto un tratto del litorale adriatico della provincia di Lecce, per suicidarsi.

S’indaga anche per istigazione al suicidio a carico di ignoti, un atto dovuto per effettuare l’autopsia anche sul corpo della donna che potrebbe essere svolta oggi, così come quella sul corpo di Elia. La Procura procedeva già per omicidio volontario sempre contro ignoti. Ci sono alcuni punti oscuri ancora da chiarire nella vicenda.

Il papà di Elia, a dicembre scorso, aveva parlato ai servizi sociali delle intenzioni di Najoua nei confronti del piccolo. Il legale della donna ha invece accusato l’uomo, parlando della condanna ricevuta per maltrattamenti. 

 

Terrore a Monopoli, mamma e figlio sequestrati e rapinati in casa: ladri in fuga con gioielli e soldi

Attimi di terrore venerdì sera a Monopoli per una mamma e per suo figlio. Una banda di quattro ladri, mascherati e armati con una pistola taser, ha fatto irruzione nella loro villetta situata in contrada Aratico.

I malviventi hanno atteso l’arrivo sul posto dell’uomo e hanno cercato di immobilizzarlo. Il 43enne è riuscito a divincolarsi e a rifugiarsi in casa, ma i rapinatori non si sono fermati e sono riusciti ad entrare nell’abitazione.

Hanno preso così in ostaggio la coppia e sono fuggiti poi a bordo dell’auto della donna dopo aver portato via soldi e gioielli. La vettura è stata trovata poi nelle campagne di Locorotondo, sul caso indagano i Carabinieri.

 

Omicidio a Brindisi, il 70enne Cosimo Zullino ucciso in casa: fermato il figlio 40enne

Un uomo di 70 anni, Cosimo Zullino, è stato ucciso ieri a coltellate all’interno del suo appartamento a Brindisi nel quartiere Sant’Elia.

Il figlio di 41 anni, Alessandro Zullino, sospettato di essere l’autore dell’omicidio, è stato sottoposto a fermo. A quanto si apprende il 41enne sarebbe seguito da un centro specializzato in disturbi psichiatrici.

Nell’appartamento in via dei Sarti, dove si è consumato il dramma, c’è stata l’ispezione cadaverica del medico legale Domenico Urso. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta per omicidio volontario è Livia Orlando.

Madre e figlio morti a Calimera, il legale di Najoua: “Non è un mostro l’ex è stato condannato per maltrattamenti”

“Si sta costruendo un mostro ammesso che sia stata la mia assistita ad ammazzare il piccolo Elia ma la storia è un’altra: le responsabilità morali vanno riequilibrate e collocate in un contesto altamente conflittuale con il suo ex compagno”.

Armando Cazzetta, legale di Najoua Minniti, rompe il silenzio sul caso che ha sconvolto la comunità di Calimera e l’Italia intera e difende la donna 35enne, accusata di aver ucciso il figlio piccolo Elia Perrone in casa, prima di togliersi la vita nelle acque di Torre dell’Orso.

“In realtà le tensioni tra padre e madre erano molto più acute, sfociate in continue denunce tra le parti che i due spesso formalizzavano direttamente in caserma dopo la separazione”, ha poi aggiunto. 

E nella vicenda spunta un retroscena che fin qui non era ancora emerso. Il papà di Elio, lo stesso che a dicembre scorso aveva depositato un esposto ai servizi sociali sottolineando perché preoccupato dalle intenzioni della madre nei confronti del piccolo, è stato condannato nel 2023 per aver picchiato la donna davanti al figlioletto al termine del processo celebratosi in abbreviato davanti a un giudice del tribunale di Lecce. Un episodio che, secondo l’avvocato, ha avuto un peso sull’equilibrio psichico della donna.

“Mi era sembrata abbastanza serena e mai avrei pensato che potesse arrivare a compiere un gesto del genere. Aveva sì dei problemi economici – la sua unica fonte di sostentamento era l’assegno di mantenimento – ma è sempre stata una madre affettuosissima a cui il suo bambino era morbosamente legato: non la perdeva di vista un secondo e aveva il terrore di poterlo perdere”, ha poi concluso il legale.